“Come (non) innamorarsi del nemico” di Brigitte Knightley: irresistibile

Ho iniziato e terminato “Come (non) innamorarsi del nemico” di Brigitte Knightley (Giunti) in un pigro sabato di totale relax. Mi è piaciuto davvero tantissimo!

TRAMA – Osric Mordaunt, membro scelto del temuto Ordine dei Fyren, è stato colpito da una rara malattia degenerativa che rischia di fargli perdere il suo potere, la sua utilità come sicario, e quindi la vita. L’unica possibilità di salvezza è trovare una guaritrice di eccezionale talento; peccato che la persona perfetta per questa impresa appartenga alla fazione invisa, l’Ordine degli Haelan. Aurienne Fairhrim, portamento altero e capelli scuri stretti in un impeccabile chignon, è impegnata a combattere un’epidemia di vaiolo che sta decimando gli orfanelli di tutti i Tīendom. Inutile dire che non ha alcuna intenzione di lasciarsi corrompere da un banale assassino benvestito e convinto – a sproposito – del suo irresistibile fascino. Ma la ricerca di fondi per lanciare un programma di vaccinazione è così disperata che, alla fine, sarà la sua responsabile a decidere per lei: guarirlo in cambio di una cospicua donazione (rigorosamente anonima). È così che i due, al riparo da sguardi indiscreti, dovranno, loro malgrado, diventare alleati. Tra antiche fiabe, la sottile influenza dei cicli lunari, e minacciose incursioni che fanno trasparire disegni più oscuri dietro il morbo che dilaga, la tensione tra Osric e Aurienne si farà sempre più intensa e fatale. Dovranno stare attenti a non uccidersi l’un l’altra… o peggio, a non innamorarsi.

Speravo che questo romanzo mi avrebbe intrattenuta, ma non pensavo che non sarei riuscita a mollarlo più, tanto da iniziarlo e finirlo in una (tanto agognata) giornata di riposo. 

Come (non) innamorarsi del nemico” di Brigitte Knightley è prima di tutto un romanzo davvero divertente. I dialoghi – o meglio, i battibecchi – tra Osric e Aurienne sono irresistibili. Mi piace come adesso anche questo genere si stia aprendo a una dinamica tra i due protagonisti fatta di battute esilaranti, argute, veloci, senza filtri. Qui rappresentano il sale della relazione tra Osric e Aurienne, che si mantiene vivo anche quando i sentimenti dell’uno e dell’altra iniziano a cambiare forma. 

Sebbene alcune dinamiche strettamente legate all’elemento fantasy non siano del tutto originali, Brigitte Knightley è molto brava nel dare alcuni elementi di peculiarità che rendono questo suo romanzo comunque diverso dagli altri (uno su tutti: i nomi dei pub).

Il worldbuilding è ben delineato, non è particolarmente complesso, e le indicazioni alla fine del romanzo rendono la lettura ancora più agevole. Durante la narrazione le “spiegazioni” delle dinamiche di questo mondo composto da Ordini sono ben integrate con la trama e non la appesantiscono, tanto da rendere tutto molto fluido. Non ci sono capitoli introduttivi lunghi e complessi che spesso fanno desistere anche i lettori più motivati: “Come (non) innamorarsi del nemico” anche da questo punto di vista è estremamente godibile.

C’è una trama che intreccia motivazioni politiche, economiche e sociali, ma è tutto così chiaro e con una struttura così ben tratteggiata che seguire le dinamiche non sarà un compito arduo come, ahimè fin troppo spesso, succede. E in questa trama, Osric e Aurienne saranno costretti a passare sempre più tempo insieme. 

Secondo me Brigitte Knightley è stata incredibile nel raccontarci via via il cambiamento nelle emozioni dei due protagonisti. Ci sono alcuni passaggi che ho trovato delicati, romantici, e scritti benissimo. A questo proposito, complimenti anche a Noemi Toffalori che si è occupata della traduzione italiana di “Come (non) innamorarsi del nemico“.

Insomma, questo romanzo mi è piaciuto tantissimo e sono molto curiosa di sapere come continua la storia con il libro successivo, visto che si tratta di una dilogia. E di vedere le scintille!

 

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