“Zootropolis 2”: un sequel caleidoscopico
Diciamoci la verità: nei sequel a volte ci speriamo fin troppo, per poi rimanerne delusi, e quando ci approcciamo al secondo film di un precedente grande successo, i piedi di piombo sono quasi d’obbligo.
Arriviamo con questo spirito a vedere “Zootropolis 2“, al cinema dal 26 novembre, a nove anni dal successo incredibile della storia dell’incontro di Judy e Nick (il film ha vinto l’Oscar per il miglior film d’animazione nel 2017 e il Golden Globe per la stessa categoria, e ha registrato oltre un miliardo di dollari di incassi al box office mondiale).
Come è stato?
Trascinante, caleidoscopico, un vero e proprio turbine. Il film è, in una sola parola, denso: di eventi che si rincorrono, di scene che si stagliano oltre il primo campo, di easter egg, di citazioni, di rimandi, di temi delicati e molto importanti. Vi dico che distrarsi è praticamente impossibile.
Coglierne ogni dettaglio alla prima visione? Difficilissimo.
Ma la potenza narrativa di “Zootropolis 2” è di così grande impatto che scorre sopra tutto il resto, slittando frenetica su uno sfondo (per modo di dire) che diventa un divertissement per veri appassionati di cinema, soprattutto della cultura anni ’90.
Ci servono degli animali per parlare di temi come l’importanza della terapia psicologica, la diversità tra gli esseri umani, di popoli interi costretti a lasciare le proprie terre per smania di potere di pochissimi, di famiglia?
Sì. Evidentemente sì.
Perché “Zootropolis 2″ arriva dritto al punto e forse con maggiore chiarezza di molti film pensati per un target meno giovane, in mezzo a inseguimenti, colori brillanti, una platea di personaggi variopinti e indimenticabili, musica e occhiali rosa a forma di cuore.
Mi è piaciuto molto come viene sviluppato in questo secondo capitolo il rapporto tra Nick e Judy. I due all’inizio del film sono “scollegati” o almeno così li definisce la loro terapeuta animale all’incontro “Partner in crisi”. Sono ufficialmente colleghi da una settimana e per Judy trovarsi lì sembra proprio un malinteso, specie perché hanno “tipo appena salvato la città”. Eppure, tra loro c’è qualcosa di irrisolto, qualcosa di non detto, che verrà declinato intrecciandosi in modo sapiente lungo tutta la trama.
La Disney con questo film ci parla delle le relazioni all’interno delle proprie famiglie di origine, e i legami che si creano crescendo, arrivando a “scegliersi” il proprio branco o il proprio “follamento”: “Sono un gruppo di conigli tutti insieme”, ci spiega Judy.
Il duo diventa un terzetto e poi un quartetto per riscrivere un pezzo di storia, per sanare un’altra ingiustizia e una sete di potere particolarmente spietata. Vi dico che le new entry del film sono davvero una rivelazione. Dalla castora podcaster complottista, al serpente super velenoso che viaggia sempre con una pennetta con l’antidoto, dimostrando con la sua dolcezza, quanto il pregiudizio non ci permetta di vedere per davvero.
“Zootropolis 2” è un sequel che non delude nemmeno un po’ e che forse arriva anche a superare il primo film. Il consiglio è quello di vederlo al cinema, sul grande schermo, perché solo con una visione di quel tipo riuscirete davvero a coglierne a pieno la bellezza. E mi raccomando, guardate tutti i titoli di coda, fino alla fine, perché ci sarà una chiusura che darà una anticipazione…
Il film è diretto dal team vincitore dell’Oscar® composto dal Disney Animation chief creative officer Jared Bush e Byron Howard e prodotto da Yvett Merino.
Nel film anche la nuova canzone originale “Zoo” interpretata da Shakira. La musica e il testo di “Zoo” sono stati scritti da Ed Sheeran, Blake Slatkin e Shakira. La canzone è prodotta da Blake Slatkin, Alex (A.C.) Castillo, Shakira ed Ed Sheeran. La colonna sonora strumentale di Zootropolis 2 è composta dal vincitore dell’Academy Award® Michael Giacchino.
