“Una di famiglia”: arriva al cinema il bestseller di Freida McFadden

È sempre una grande emozione vedere al cinema la trasposizione di un libro. Non si sa mai se e quanto se ne resterà affascinati o al contrario delusi, ma posso dire che per “Una di famiglia” di Freida McFadden (pubblicato in Italia da Newton Compton, al cinema dal 1° gennaio 2026), non sono rimasta affatto scontenta, anzi.

A livello di esperienza, l’aspetto più interessante è stato ripercorrere la storia, conoscendone già il finale. Provo a spiegarmi meglio: di solito i gialli o i thriller – quelli scritti bene, almeno – ci lasciano basiti durante la lettura, facendoci rimanere a bocca aperta per i vari colpi di scena che, se inseriti in modo efficace all’interno della narrazione, sono quelli che decretano poi il successo del romanzo. Proprio come nel caso di “Una di famiglia“. 

Tendenzialmente, però, dato che la pila dei romanzi da leggere è sempre così alta da avere un equilibrio precario, è difficile che si rilegga un giallo, proprio perché ormai l’effetto sorpresa è svanito. E qui entra in gioco il cinema: con un’esperienza diversa, il film è in grado di restituirci la bellezza di quello stupore, dandoci la possibilità di goderne di nuovo appieno, specie se le libertà prese nella trasposizione funzionano benissimo!

È complicato parlarvi di “Una di famiglia” senza fare spoiler. Posso dirvi che i due terzi del film sono particolarmente fedeli al romanzo, che i cambiamenti arrivano nella terza parte e che li ho trovati particolarmente azzeccati. Soprattutto perché sul finale, che io credevo di avere chiaro in mente, sono rimasta davvero sorpresa.

Infatti, l’ultima parte della storia, per come viene raccontata nel film, ha dei risvolti molto interessanti, specie nel rapporto tra Nina e Millie, e con un ribaltamento tutto al femminile molto più marcato (nel quale entra in gioco anche la figlia di Nina), che si rivela più coerente in relazione all’unico perno maschile che regge la narrazione, così per come è stata trasposta per il grande schermo. 

Le attrici sono davvero incredibili specie Amanda Seyfried nel ruolo di Nina Winchester, moglie di Andrew; ed Elizabeth Perkins, strepitosa nell’interpretare Evelyn Winchester, la madre di Andrew, della quale ha saputo colpire non solo con il linguaggio, ma anche con un gesto, uno sguardo, un sopracciglio leggermente incurvato, dando profondità a un personaggio chiave.

Come mi era successo con il romanzo, del quale ho apprezzato tantissimo le ultime pagine, allo stesso modo gli ultimi fotogrammi del film valgono da soli il prezzo del biglietto. Una lettura e una visione da non perdere!

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