“Mentre siamo ancora vivi” di Richard C. McNeff: tra storia e speculazione da Roma a Ibiza
Mentre siamo ancora vivi, pubblicato in Italia da Edizioni di Atlantide nella traduzione di Alessandra Osti, di Richard C. McNeff è forse la cosa più strana che leggerete quest’anno. Romanzo storico, d’avventura e letteratura speculativa vivono all’interno di una storia imprevedibile, che chiede al lettore di accettare fin dall’inizio le regole del gioco.
TRAMA: Nell’Ibiza contemporanea Marc, giovane filologo classico, scopre una tomba romana rimasta inviolata, al cui interno si trovano lo scheletro di una donna e una pergamena. Il manoscritto racconta la storia di Marcus Alexander, detto Satyrion, vissuto nel I secolo d.C. durante il principato di Nerone. Marcus diventa segretario e collaboratore di Petronio Arbitro, venendo coinvolto nella composizione del Satyricon. Nel presente, invece, Marc entra in contatto con l’enigmatico Petrus e con una sostanza psichedelica sperimentale apparentemente capace di modificare il rapporto con il tempo.

La verità è tanto terribile quanto la morte
Richard C. McNeff è autore, tra gli altri, del cult Aleister Crowley MI5 e ha vissuto a lungo in Spagna e a Ibiza, occupandosi anche di arte contemporanea. Mentre siamo ancora vivi, pubblicato da Atlantide in prima edizione mondiale, è il risultato di un percorso di ricerca e scrittura durato circa quarant’anni: una gestazione lunghissima che si riflette nella natura di un’opera attraversata da storia, letteratura, esoterismo e speculative fiction.
McNeff dimostra un evidente interesse per il mondo romano, ma soprattutto per la possibilità di sottrarlo a quella patina austera con cui siamo abituati a immaginarlo. Roma perde così parte della propria monumentalità per tornare a essere uno spazio caotico e umano. Non è casuale quindi la presenza di Petronio e del Satyricon, opera che già nell’antichità mescolava registri, eccessi, sessualità e satira.
Lo stesso stile dell’opera oscilla tra una componente più classicheggiante e una scrittura decisamente più pop e contemporanea. Un contrasto che inizialmente può spiazzare, soprattutto considerando l’ambientazione, ma che diventa una delle caratteristiche più riconoscibili.
Da questa contaminazione nasce una narrazione attraversata da situazioni eccentriche e momenti surreali, ed è proprio qui che Mentre siamo ancora vivi mette maggiormente alla prova il lettore. Chi cerca nel romanzo storico rigore formale, compostezza e rispetto dei codici più tradizionali potrebbe faticare ad accettare alcune delle scelte di McNeff.
Alla ricostruzione del passato si affiancano infatti droghe psichedeliche, alterazioni della percezione e una concezione del tempo sempre meno lineare. Passato e presente non rappresentano soltanto due linee narrative parallele: McNeff sembra interrogarsi sulla possibilità che il tempo non sia una successione ordinata di eventi, ma uno spazio nel quale i destini continuano a intrecciarsi.
Marc e Marcus, Roma e Ibiza, Petronio e Petrus appartengono a mondi separati da quasi duemila anni, eppure il romanzo costruisce una rete di corrispondenze che mette continuamente in discussione questa distanza.
Storia, memoria e allucinazione finiscono così per sovrapporsi, mentre il destino assume un ruolo centrale. McNeff immagina l’esistenza come un insieme di traiettorie capaci di separarsi per secoli e poi tornare a incontrarsi. Sono idee affascinanti, ma è proprio nella continua espansione del romanzo che emergono anche i suoi limiti. McNeff mette in gioco moltissimo, ma non tutti questi elementi riescono ad avere lo stesso peso e non sempre il passaggio dall’uno all’altro risulta armonico.
Alcune situazioni finiscono quindi per essere eccessivamente strane persino all’interno di una storia che ha fatto della stranezza una delle proprie regole.
Eppure pretendere che Mentre siamo ancora vivi sia più disciplinato significherebbe privarlo di parte della sua identità. Superata questa resistenza, il romanzo può diventare una lettura di forte intrattenimento.
Mentre siamo ancora vivi non assomiglia facilmente ad altro. Anche quando eccede, quando alcune scelte sembrano difficili da comprendere o quando l’eccentricità diventa un limite, rimane evidente la presenza di una voce autoriale precisa e originale.
