“In your court” di Kit Haley: delizioso

“In your court” di Kit Haley (DeAgostini) è uno dei titoli della collana Booklover approved ed stato curato e approvato da Andrea Amadio (@libriconfragole).

TRAMA – Dalla terra rossa del Roland Garros al prato di Wimbledon, la partita più difficile si gioca col cuore. Matteo Russo è l’unico tennista professionista ad avere fatto coming out. Un tempo considerato un talento del tennis australiano, la sua carriera è stata travolta da un infortunio: ora sta lavorando per rimettere assieme i pezzi della propria vita e, partita dopo partita, avvicinarsi all’Olimpo del tennis… Lo stesso Olimpo di cui fa parte Miles Callahan. Americano, splendido, sfacciato e carismatico al limite dell’intollerabile, che punta al primo posto. Matteo e Miles non potrebbero essere più distanti, ma quando una banale scommessa li porta a condividere lo stesso pianerottolo durante il torneo di Wimbledon, Mat capisce che dietro il sorriso di Miles si nasconde un ragazzo molto simile a lui. Mentre la stagione avanza e il calendario degli Slam si infittisce, i due stringono un legame pericoloso, fatto di sguardi infuocati e sentimenti inespressi, e la domanda non è più se si dovranno affrontare sul campo. Ma quando. Mat sa di non potersi permettere distrazioni, e più la pressione del ranking aumenta, più il confine tra rivalità, attrazione e amore minaccia di spezzarli. Nel momento in cui uno dei due alzerà esultante la coppa, il loro legame sarà abbastanza forte da sopravvivere? 

Lui mi aveva aiutato a migliorare il mio gioco e io lo avevo fatto appassionare ai romance gay.

“Devi investire su te stesso. Sul credere in te stesso”, dice Miles a Matteo sin dall’inizio della storia. Non credevo di certo, una volta iniziato a leggere “In your court“, che mi sarei specchiata così tanto in Matteo. Nonostante i nostri mondi siano parecchio distanti, le ansie che lo “rosicchiano ogni giorno”, sono profondamente umane e universali: la preoccupazione per i soldi, l’idea di non sfruttare a pieno il proprio potenziale, di stare “perdendo le forze per combattere”.

E quando le paure sono così soverchianti, scegliere di credere in sé stessi può essere uno sforzo disumano. Eppure, quando si riesce a farlo, cambia tutto. È un tema che ritorna spesso all’interno di “In your court“, in diverse occasioni legato al fallimento, e l’ho trovato molto attuale, oltre che un sentimento che accumuna parecchi di noi, anche se non abbiamo mai tenuto una racchetta da tennis in mano.

Ma è stato per Kit Haley anche l’occasione per instaurare un legame tra i due protagonisti della storia, che, ognuno con i propri tempi, scopriranno quanto avere sostegno e supporto, sia la base per un lavoro di consapevolezza e piena coscienza di sé.

Ecco, “ognuno con i propri tempi” è un altro aspetto di “In your court” che ho trovato molto interessante. Matteo avrà bisogno di un po’ più di tempo per capire Miles (anche perché lui non gli renderà il compito facile, diciamolo!), mentre Miles legge Matteo e le sue “crisi” sin da subito e non si tira indietro quando c’è da sbraitare.

Questo disallineamento l’ho trovato molto vero, autentico. Anche perché crea una precisa dinamica, all’interno della quale Miles scappa da ciò che non vuole affrontare, rifugiandosi in un conforto fatto di corpi che si uniscono, e Matteo si chiederà spesso se sarà solo quello il loro modo di comunicare, finendo spesso per convincersi di poter mettere al riparo il proprio cuore pensando che si tratti soltanto di un passatempo per scaricare un po’ di tensione, una “via di fuga” dai problemi.

Quello che mi è mancato, ma questo è mero gusto personale, è il pov di Miles: preferisco i romance che mi svelano i pensieri di entrambi i protagonisti, ma in questo caso, per come è strutturata la trama di “In your court“, è chiaro che sia stata una precisa scelta quella di farci soffrire insieme a Matteo per i silenzi di Miles. Anche noi lettori dobbiamo conquistare la sua fiducia!

E comunque devo essere sincera e ammettere che l’idea di Miles di far parlare il desiderio è stata comunque molto apprezzata, lungo tutto il romanzo. In tutte le occasioni. Anche quando non erano nella stessa stanza, per dire.

“In your court” affronta tante tematiche importanti, dinamiche spregevoli e fortemente tossiche, l’omofobia nello sport e non solo, le etichette che gli altri usano per definirci, il modo in cui le persone sanno essere crudeli per il proprio tornaconto personale.

Mi è piaciuto come Matteo spesso e volentieri si lasci andare alle lacrime, senza vergogna, senza nascondersi, e non solo davanti a Miles. Un incidente gli ha cambiato la vita e lui sta provando ad andare avanti, ma senza davvero elaborare il trauma che ha subito. A scuoterlo, proprio fin dall’inizio della narrazione, sarà un incontro/scontro un americano sfacciato (all’apparenza!), disinvolto, dal sorriso disarmante, generoso con gli altri ma poco nei suoi stessi riguardi, intrappolato in dinamiche tossiche che nessuno, guardandolo dall’esterno, immaginerebbe. Neppure Matteo, ovviamente, che lo sfida a muso duro, definendolo “codardo”. Una parola che per Miles cambierà l’ago della bilancia.

E questo sarà l’innesco per parlare di un tema molto interessante, ovvero la disponibilità economica all’interno degli sport individuali. “Nel tennis si guadagna solo quello che ci si conquista da sé. Se non scendi in campo e non vinci, non vieni pagato, e ogni giorno la metà dei giocatori perde. Sono condizioni di lavoro difficili e i soldi non durano a lungo quando devi pagare di tasca tua per ogni singola cosa. […] Non penso che dovremmo accontentarci di uno sport in cui uno sbarramento finanziario così alto per potervi accedere, per non parlare poi di avere successo, ci faccia perdere schiere di ottimi giocatori”, dice Matteo in una intervista, giusto perché, dopo la storia dell’essere “il tennista gay”, non avrebbe dovuto “alzare polveroni”.

Si parla quindi di privilegio, fortemente legato al fallimento di cui accennavo prima, e di come tutto questo può condizionare intere carriere. Un aspetto spesso tralasciato che ho trovato molto interessante, e sviluppato in modo coerente all’interno della storia.

“In your court” si snoda seguendo i tornei più importanti ma anche alcuni minori, senza entrare troppo nei dettagli tecnici di questa disciplina sportiva, anche se non mancheranno gli incontri, uno dei quali particolarmente decisivo. C’è una citazione che viene riportata, che ruberò e proverò a fare mia: “La pressione è un privilegio”. È una citazione della tennista Billie Jean King ed è scritta su una targa all’ingresso dell’Arthur Ashe Stadium, il campo centrale degli US Open a New York. I giocatori hanno modo di leggere prima di scendere in campo e forse farebbe bene anche a me ripetermela ogni tanto.

“In your court” di Kit Haley è un romance estremamente godibile, che sa intrattenere e far bruciare di passione, ma anche capace di aprire spiragli emotivamente coinvolgenti e di impatto. Decisamente consigliato!

2 pensieri riguardo ““In your court” di Kit Haley: delizioso”

  • 3 Novembre 2026 in 7:00 am
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    Mi hai fatto venire voglia di leggerlo!
    La pressione è un privilegio …. dovrei mettermela sopra la porta di uscita di casa mia .
    Me lo sono segnato.
    Bellissima recensione💗

    Risposta

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