“Il caso dei sessantasei secondi” di Tommaso Percivale: che avventura!!

“Il caso dei sessantasei secondi” di Tommaso Percivale (Mondadori – Libri per ragazzi) mi ha del tutto conquistata! Sebbene il target di riferimento sia 11-14 anni, e io abbia ormai doppiato abbondantemente quelle cifre, è stata una lettura piacevole e appassionante, curata nel dettaglio non solo nella prosa ma anche nell’impaginazione e nella copertina.

TRAMA – «Come le volpi cacciano di notte, in segreto, così anche voi andrete a caccia dei crimini più sfuggenti, dei casi impossibili, dei misteri più inspiegabili, in nome del Regno d’Inghilterra.» Un trafiletto sul “Morning Post” attira l’attenzione di Lucy, Kaja, Candice e Mei Li, quattro inseparabili amiche accomunate dalla grande passione per la ricerca della verità. Nell’annuncio, una donna che viaggia tutte le sere sulla tratta Marylebone-Aylesbury si lamenta del fatto che il treno fa una fermata non prevista in una stazione fantasma, e che questa fermata dura sempre sessantasei secondi esatti. Il caso incuriosisce le ragazze, che si mettono sulle tracce del treno di mezzanotte e finiscono dritte nei sotterranei di Londra, convocate dalla regina Vittoria in persona. Ad attenderle ci sarà un complotto in cui sono coinvolti il capo dello spionaggio inglese, il medico personale della regina, una banda di sicari internazionali e un marinaio irlandese, che le aiuterà in un’indagine degna del più celebre degli investigatori.

Sono diversi gli aspetti che mi hanno fatto adorare “Il caso dei sessantasei secondi”. Per prima cosa mi è piaciuto il modo in cui Percivale gioca con il lettore sin dall’inizio, invitandolo a stare attento a ogni dettaglio, come tra l’altro è giusto che sia nel caso di un giallo. Non è mai chiaro chi stiamo osservando o cosa succederà in quegli ambienti, dai più classici ai più bizzarri, né su cosa dobbiamo volgere lo sguardo. Per non sbagliare, quindi, si osserva tutto con attenzione, meglio non farsi beccare impreparati da Lucy (o, peggio ancora, da Mei Li!).

Altro punto forte è stata l’entrata in scena dei personaggi che avviene nei modi più diversi e intriganti. Ho apprezzato che non ci fossero “presentazioni ufficiali”, che il primo contatto con le protagoniste del libro avvenga in modo dinamico, come se le conoscessimo già, e che alcuni dettagli sul loro passato siano snocciolati lungo la narrazione, sempre in modo da non risultare noioso o da non appesantire lo svolgimento della trama. Credo che in questo ci sia tutta l’abilità dell’autore che sa quanto il suo target di riferimento sia difficile da catturare!

Verso metà del libro, Lucy, Kaja, Candice e Mei Li sono finalmente insieme e Percivale ci racconta meglio da chi è composto questo delizioso mix tra “Il club delle baby sitter” e le Charlie’s Angels.

Quelle ragazze erano legate da qualcosa di più dell’amicizia. Se riuscivano a rimanere unite nonostante le diverse origini, i diversi sogni, i diversi caratteri, così forti e a volte incompatibili, era perché tutte e quattro avevano un talento appassionato per la verità. 

Questo talento le porta a immergersi in scenari sempre più loschi e pericolosi, armate di curiosità e voglia di avventura:

Esploravano insieme le terre selvagge del crimine londinese, setacciando annunci, articoli di giornale, piccoli eventi di cui nessuno si curava, ma che potevano nascondere omicidi e nefandezze di ogni genere, sepolti sotto il grande oceano della quotidiana banalità. 

E così, interessandosi a un trafiletto su cui nessuno avrebbe posato gli occhi, finiscono in un complotto che interessa da vicino niente meno che la Regina Vittoria! Gli ultimi capitoli si leggono tutti d’un fiato e la risoluzione del giallo sarà solo l’inizio…

Sì, perché alla fine della lettura la bilancia pende ancora dal lato del “non detto”. Chi sono davvero queste quattro ragazze? Quali sono le loro origini? Cosa recita quel nuovo articolo di giornale? E il giallo che hanno risolto, avrà altre conseguenze? Magari “dall’altra parte del mondo”???

Tutte queste domande perché in realtà sono curiosa di sapere cosa ci sarà ancora in ballo per queste quattro ragazze così in gamba e se il povero Jim sarà tutto intero… Non mi resta che aspettare il secondo della serie, quindi!

“Il caso dei sessantasei secondi” non ha nulla da invidiare ai gialli “per grandi” anche se, dato il target, è molto breve e le indagini si svolgono lungo poche pagine. Lo stile dell’autore è coinvolgente e i capitoli brevi non solo aiutano durante la lettura ma tengono alta la curiosità. Assolutamente consigliato per chi ha voglia di una storia fresca e ben scritta (nonostante sia anziano come me!) e per chi è in cerca di un regalo per ragazzi.

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