“La contessa va in crociera” di Francesco Muzzopappa: divertimento assicurato
Sono anni ormai che non mi perdo nessuna nuova uscita di Francesco Muzzopappa. “La contessa va in crociera” (Solferino) mi ha tenuto compagnia in queste ultime settimane, ed era proprio la lettura di cui avevo bisogno.
TRAMA – Gli anni passano, ma i problemi restano – soprattutto quelli finanziari – e la contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, perseguitata dall’Agenzia delle Entrate, vive nell’incubo di un futuro in cui per colazione non potrà più permettersi le sue adorate frolle di pasticceria e dovrà ripiegare sui biscotti industriali. È la sua amata Anna, la ragazza che sarebbe diventata sua nuora se suo figlio Emanuele non si fosse fatto lasciare, a proporle un’immediata fonte di introiti: partecipare, in veste di Vip pagata, a una crociera. Si imbarcherà proprio assieme a Emanuele, che fra un orecchio e l’altro ha solo aria ma è certamente decorativo. La mente della contessa si riempie di foschi pensieri: basterà quell’indubbio sacrificio – quante mani sudate da stringere, quanti sorrisi falsi da dispensare – a tenere a bada i creditori? Potrebbe essere l’occasione per convincere Emanuele a tornare con Anna, o quell’ambiente godereccio e pieno di tentazioni rischia di peggiorare la situazione? Preoccupazioni che l’inizio del viaggio non fa nulla per fugare, ma che impallidiscono quando, in una notte di tempesta, le cose si mettono talmente male da spalancare un nuovo, inaspettato, capitolo. E qui gli interrogativi si moltiplicheranno a dismisura, insieme a imprevisti, peripezie e nuovi problemi da superare con l’algido aplomb di sempre.

Chi ha letto qualcuno dei post precedenti dedicati ai libri di Francesco Muzzopappa, probabilmente sa già cosa penso della sua scrittura, ma permettetemi comunque di essere ripetitiva: per me è un vero e proprio balsamo nelle giornate no. Riesce a farmi ridere e sorridere quasi a ogni pagina, e il suo modo di raccontare non risulta mai ripetitivo, o banale, anzi.
La contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna – un personaggio che avevamo già conosciuto in un romanzo precedente dell’autore – è una donna che di certo non le manda a dire.
Inscalfibile e dalla lingua tagliente, perentoria ma anche generosa, dall’ironia pungente e puntuale, le sue battute e i suoi dialoghi con tutti gli altri personaggi de “La contessa va in crociera” sono a mio avviso il punto forte di questo romanzo.
La contessa sembra non battere ciglio, anche nei momenti più disastrosi, a meno che non siano finite le sue adorate frolle e le tocca mangiare un altro tipo di biscotti…
In crisi economica, si deve accontentare di partecipare a qualsiasi tipo di evento pur di racimolare qualcosa, e quando quella santa donna di Anna, ex del figlio e sua commercialista, le propone una crociera a cui non solo è stata invitata, ma per la quale sarà anche pagata, pensa che può essere una buona occasione. Peccato che il suo fedele maggiordomo abbia paura dell’acqua e la contessa sia costretta a portare con sé il figlio, Emanuele.
La contessa con lui è quasi spietata, ma sempre coerente, ma penso anche che alla fine questo viaggio – e le sue conseguenze – abbia fatto bene al loro rapporto.
Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna ci insegna più di una lezione ne “La contessa va in crociera“. Dovremmo imparare da lei nel non lasciarci mai abbattere, nemmeno dalle situazioni più improbabili e complicate, e a viverle con un aplomb impeccabile; a gestire i rapporti, anche quelli più urticanti, in modo diplomatico; a dire sempre quello che si pensa, mantenendo la propria coerenza, anche correndo il rischio di risultare sgradevoli.
La vedova di Armando, caro estinto poco compito ma molto compianto, è un personaggio davvero unico nel suo genere. Sarà lei a farci da guida in questo romanzo che conquista per il suo ritmo narrativo, per il sarcasmo e le situazioni al limite del surreale (quelle riguardano quasi tutte il povero Emanuele, a voler mettere i puntini sulle “i”).
Francesco Muzzopappa si conferma un narratore inimitabile, che riesce sempre a essere una boccata d’aria fresca. Se ancora non lo conoscete, il mio consiglio è di recuperare uno dei suoi romanzi, non ve ne pentirete!
