“Doris, la ragazza misto seta” di Irmgard Keun: una protagonista davvero unica

“Doris, la ragazza misto seta” di Irmgard Keun (L’orma) è stata una lettura inaspettata, un libro scoperto casualmente che si è rivelato molto piacevole. Un romanzo che racchiude il flusso di pensieri della piccola Doris, una protagonista unica che travolge il lettore con la sua valanga di emozioni.

TRAMA – Doris è giovane, vive in provincia, si innamora spesso e sogna in grande. E a sognare non l’ha imparato nell’oscurità delle notti, ma nel buio delle sale cinematografiche. «La mia vita è come un film, ed è così che la voglio scrivere» annota nelle pagine che compongono questo incalzante romanzo. Una ragazza nella Germania degli anni Trenta, dove l’economia ristagna e la società freme. Quando le moleste attenzioni del capo la costringono a lasciare il lavoro di dattilografa, Doris decide di partire alla conquista della ruggente Berlino. Diventare una stella, risplendere come le luci della grande metropoli, e magari trovare l’amore: ambizioni che la spingono, non senza fraintendimenti e cadute, a reclamare un ruolo da protagonista all’interno della propria vita. Le avventure di questa «ragazza misto seta» sono un vorticoso saliscendi di ambienti e passioni tra splendori e miserie. Al suo fianco l’amica del cuore Tilli, addosso una pelliccia rubata quasi più cara di ogni affetto. La voce irresistibile di Doris trascina con sé un meravigliato gioire dello sguardo e del corpo, una leggerezza di fronte a ogni ostacolo che riluce del mito, moderno e atavico, della giovinezza.

Doris ha solo 18 anni nella Germania del 1931, un momento difficile in cui non c’è lavoro, Hitler sta per arrivare, i sentimenti di tutti sono confusi e le persone non hanno ancora capito come vivere. Nemmeno Doris lo sa – del resto, è giovanissima – ma è affamata: di esperienze, di amore, di successo, di vita.

Vorrei una notte di musica e lanterne e danze, voglio tutto, lo voglio subito, me la divorerei questa vita, fino allo sfinimento, come se domani dovessi morire e non potessi godermi più niente.

Allora, per mettere ordine ai suoi pensieri e ai suoi sentimenti, scrive un diario per circa un anno. Un diario nel quale annota tutto: il pellicciotto che ha rubato perché era terribilmente morbido, gli uomini che incontra nei bar, le volte in cui va a ballare, come fugge dalla provincia per andare a Berlino dove sogna di “diventare una stella”, la varietà di personaggi che incontra, di come impara a conoscere l’amore.

 

In fondo quando si è innamorati non si è più sicuri di nulla. E siccome poi si ha paura di sbagliare, ovviamente succede che si sbaglia. Che per colpa della paura e dell’amore finisci per essere diversa da quel che sei, io per esempio vorrei essere una brava persona, essere me stessa, senza doverci stare su a rimuginare, e non perdermi al solito in un bicchier d’acqua. Voglio essere buona, amorevole, senza star lì a pensarci. Nient’altro. È una cosa che un uomo può tollerare?

In questo diario ci sono considerazioni buttate lì di getto, alcune fanno quasi sorridere (“Per avere successo con gli uomini devi passare per cretina”), altre entrano più nel vivo dello sconforto di Doris (“Gli uomini con ruoli importanti e senza pretese sessuali mi mettono in soggezione, non so mai come prenderli”), ma sono tutte incredibilmente schiette e sincere.

Ruotano per la maggior parte sul rapporto uomo/donna, che sembra sempre sbilanciato, ma molte pagine sono dei veri punti di domanda su se stessa. Doris prova a capire il mondo, a far luce su quello che vuole veramente, su cosa sia importante. In alcuni punti la sua ingenuità è quasi straziante, mi ha commossa il suo desiderio di voler essere buona, e di voler essere accettata, anche nella sua ignoranza, il modo in cui si guarderà allo specchio quasi senza riconoscersi.

Bellissime le pagine in cui racconta Berlino a un uomo che ha perso la vista, mi hanno totalmente affascinata. C’è enorme cura nel modo di vedere di questa ragazza, che apre sempre gli occhi più che può per non perdersi nulla, e che inventa storie incredibili anche su una banale carta da parati.

Mi è dispiaciuto salutare Doris, chissà se è diventata una stella o se ha trovato l’amore. O se è mai riuscita a essere felice.

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Un pensiero riguardo ““Doris, la ragazza misto seta” di Irmgard Keun: una protagonista davvero unica

  • 26 dicembre 2017 in 12:10 pm
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    Interessante. Inserita nella mia lista dei prossimi libri da leggere. Grazie!

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