“La bambina che salvò il Natale” di Matt Haig: una storia piena di magia e speranza

In questo periodo in cui si è alla disperata ricerca del pensiero giusto da mettere sotto l’albero il mio consiglio è sempre lo stesso: regalate un libro, sia ai grandi che ai più piccoli. Non è mai troppo presto per far affezionare i bambini alle lettura, e con storie deliziose come “La bambina che salvò il Natale” di Matt Haig (Salani) viene sicuramente più facile!

TRAMA – Nel mondo sta scomparendo la magia, nessuno più sembra crederci, e questo rischia di compromettere la festa più bella dell’anno… Lo sa bene Babbo Natale, che ha già tanti problemi da risolvere nel suo regno incantato che tanto incantato rischia di non essere più, tra renne che non riescono a volare, elfi che scioperano e troll sul piede di guerra. Ma la sera della Vigilia si avvicina e non c’è tempo da perdere: anzi, è proprio il tempo che va fermato, per riuscire a consegnare i regali a tutti i bambini nel mondo. C’è solo una ragazzina che può aiutare Babbo Natale, una ragazzina che ha un desiderio importantissimo che solo lui può esaudire.

Mi è piaciuto davvero tanto “La bambina che salvò il Natale”, una storia piena di magia, di avventura, di ironia, di speranza, arricchita dalle bellissime illustrazioni di Chris Mould. Una storia schietta, non troppo edulcorata, con un assaggio di cruda realtà che fa mantenere i piedi per terra e con tanto straordinario che fa pensare che nulla sia impossibile (Ops, scusa Babbo Natale, so che per te “impossibile” è una parolaccia!).

Sapete come funziona la magia? Quella magia che fa volare le renne? Quella che aiuta Babbo Natale a girare tutto il mondo in una sola notte? Quella che ferma il tempo e fa avverare i sogni? Con la speranza. Ecco come funziona. Senza speranza non ci sarebbe magia. 

Mi piace il messaggio che porta con sé questo libro. Mi piace pensare che Babbo Natale sia magico perché sono i bambini di tutto il mondo a credere nelle cose belle, a desiderare un pizzico di magia in più nella loro vita, ad alimentare la speranza. Certo, per carità, la magia è una “faccenda complicata”:

Dipendeva da molte, molte cose. Forse perfino da molte, molte, molte cose. Per spiegare tutto nel dettaglio ci vorrebbero molti libri. Ce ne vorrebbero settemilaquattrocentosessantadue. E a me piacerebbe scriverli tutti, ma mi cascherebbero le dita e mi verrebbe troppa fame. Comunque, se si spiega la magia troppo nel dettaglio, quella vola via. 

Sta di fatto che a Babbo Natale ne serve davvero tanta per distribuire i regali a tutti i bambini del mondo, anche se lui non può esaudire tutti i desideri: la piccola Amelia lo sa bene e quando in cuor suo avrà quasi del tutto esaurito la speranza, e insieme a lei anche le lacrime, finalmente sarà salvata, e tutta la magia tornerà a risplendere!

Una storia davvero avventurosa, tra fate che mettono zizzania, troll che vogliono distruggere il Natale, elfi coraggiosi e altri un po’ sprudenti, un uomo molto brutto e cattivo e un altro delizioso che, pensate un po’, si chiama Charles Dickens. Ah, in mezzo ci sarà pure la Regina Vittoria!

Insomma, “La bambina che salvò il Natale” è stato una lettura molto piacevole: ogni tanto è bello concedersi un po’ di magia. Ogni giorno, invece, non dovremmo mai smettere di sperare.

E ricordate quello che dice Babbo Natale: “Il Natale non è una data. È un sentimento”.

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