“Come fermare il tempo” di Matt Haig: una storia bellissima

Sto scrivendo questo post sulla scia emotiva delle ultime pagine di “Come fermare il tempo” di Matt Haig (Edizioni e/o) e spero di riuscire a mettere in ordine i pensieri per parlarvi di questo bellissimo romanzo.

TRAMA – Pensate a un uomo che dimostra quarant’anni, ma che in realtà ne ha più di quattrocento. Un uomo che insegna storia nella Londra dei giorni nostri, ma che in realtà ha già vissuto decine di vite in luoghi e tempi diversi. Tom ha una sindrome rara per cui invecchia molto lentamente. Ciò potrebbe sembrare una fortuna… ma è una maledizione. Cosa succederebbe infatti se le persone che amate invecchiassero normalmente mentre voi rimanete sempre gli stessi? Sareste costretti a perdere i vostri affetti, a nascondervi e cambiare continuamente identità per cercare il vostro posto nel mondo e sfuggire ai pericoli che la vostra condizione comporta. Così Tom, portandosi dietro questo oscuro segreto, attraversa i secoli dall’Inghilterra elisabettiana alla Parigi dell’età del jazz, da New York ai mari del Sud, vivendo tante vite ma sognandone una normale. Oggi Tom ha una buona copertura: insegna ai ragazzi di una scuola, raccontando di guerre e cacce alle streghe e fingendo di non averle vissute in prima persona. Tom deve a ogni costo difendere l’equilibrio che si è faticosamente costruito. E sa che c’è una cosa che non deve assolutamente fare: innamorarsi.

Mi aspettavo che “Come fermare il tempo” fosse un romanzo leggero, magari anche divertente, ma non è stato così. Si tratta di un libro pieno di riflessioni, con un tono malinconico che aleggia per buona parte della storia, in linea con i sentimenti del nostro protagonista, Tom.

Tom lo conosciamo a 436 anni. Soffre di un disturbo chiamato “anageria” che gli consente di invecchiare molto lentamente. A guardarlo, si direbbe che abbia passato da poco la quarantina, eppure ha vissuto per oltre quattro secoli. Quattro secoli… riuscite anche solo a immaginarlo?

Se per alcuni è un dono prezioso, per altri, come nel caso di Tom, diventa una specie di condanna. Del resto, come si fa a vivere senza affezionarsi a nessuno? Come si fa a sopravvivere vedendo morire le persone che ami? La vita diventa un vuoto susseguirsi di giorni, una ricerca di senso, il timore di poter far soffrire altre persone a causa della propria condizione. I passaggi che riguardano sua madre sono stati difficilissimi da digerire.

Se la prima parte del romanzo l’ho trovata un po’ lenta, a tratti anche ripetitiva, le ultime cento pagine mi hanno lasciata sopraffatta dall’emozione. Ho amato tantissimo il personaggio di Omai, la sua forza, la sua determinazione. Me lo sono immaginato in tutta la sua bellezza mentre cavalca le onde dell’oceano nello stesso modo in cui affronta la vita: senza paura.

Mi ha commossa la presa di coscienza finale di Tom, la sua voglia di riscatto, il suo aprirsi finalmente alla vita, senza più timori o condizionamenti. Per tutta la durata del libro ho avuto voglia di abbracciarlo, di consolarlo, magari di farmi raccontare storie sui personaggi che ha incontrato e sulle epoche ha vissuto, di dirgli: “Andrà tutto bene”, come lui stesso in passato aveva detto, senza crederci fino in fondo.

Sullo sfondo di “Come fermare il tempo” ho trovato il messaggio che Matt Haig mette anche nei suoi deliziosi libri per l’infanzia, ovvero quello di non perdere mai la speranza (per i regali di dicembre segnatevi “La bambina che salvò il Natale“). Tom non li ha vissuti al meglio i suoi oltre 400 anni, tranne che per brevi periodi, la sua disfunzione lo ha rinchiuso in una gabbia di paure, ma lui ha avuto speranza. Una su tutte, quella di ritrovare sua figlia Marion, anche lei destinata a vivere per diversi secoli.

Sul finire del romanzo ci sono un paio di passaggi che mi hanno colpita. Uno sembrava proprio scritto rivolgendosi a me: “È questo il problema del futuro. Non sai. Arrivato a un certo punto devi accettare di non sapere. Devi smetterla di sbirciare avanti e concentrati sulla pagina che stai leggendo”. A me capita spesso di sbirciare, lo ammetto… Questa incertezza a cui Haig ci invita non deve spaventarci, anzi. Mi è sembrato che volesse dirci che se accettiamo questa condizione, questo “non sapere”, potremmo affrontare il presente in modo più sereno e consapevole.

L’altro, come conseguenza a quanto appena detto, è questo: “Bisogna continuare a camminare in avanti. Ma non si è obbligati a guardare sempre avanti. A volte ci si può semplicemente guardare intorno, ed essere felici proprio lì, dove si è”.

Sul tempo ci si interroga da secoli. Filosofi, scrittori, scienziati, hanno da sempre provato a dargli un significato, a ingabbiarlo, a dilatarlo, a governarlo. Matt Haig con “Come fermare il tempo” ci dice la cosa più semplice, ma allo stesso tempo più importante, di tutte: vivetelo.

Please follow and like us:

8 pensieri riguardo ““Come fermare il tempo” di Matt Haig: una storia bellissima

  • 11 ottobre 2018 in 9:59 am
    Permalink

    “come fermare il tempo” una certa analogia con “il miglio verde” di Stephen King.
    Dal punto di vista della fisica la “dilatazione del tempo ” la ritroviami nella teoria della relatività ristretta (elettrodinamica dei corpi in movimento) e in quella generale ove la dilatazione del tempo è in funzione della velocità della luce; in altri termini se noi potessimo viaggiare alla velocità della luce il tempo si dilaterebbe all’infinito. IL film “interstellar” (che invito a vedere e cercare di comprendere) mette in evidenza il concetto di “dilatazione temporale) : un padre che al ritorno di un viaggio interstellare ritorna (ancora giovane) e trova la figlia vecchia in punto di morte.

    Risposta
  • 18 ottobre 2018 in 6:58 am
    Permalink

    Le tue letture e le relative rencioni sono sempre molto interessanti, alcuni dei libri da te recensiti, come questo, stimolano la mia curiosità, così finiscono nella lista dei libri da leggere.
    Francesca

    Risposta
  • 18 ottobre 2018 in 11:24 am
    Permalink

    Carissima Francesca lr recensioni di AZZURRA sono sempre intelligenti e puntuali. Visto che leggi(e questo ti fa onore) ti suggerisco la trilogia di Donato CARRISI :”Il suggeritore”+ “l’ipotesi del male”+”l’uomo del labirinto” che vanno assolutamente letti nell’ordine se vuoi tentare di comprenderne il significato; figurati che siamo in molti e molte sono le ipotesi relativamente all’ultimo “l’uomo del labirinto” tant’è che attendiamo il quarto per cercare di comprendere il messaggio che CARRISI vuole inviarci. Sempre di CARRISI segnale “la ragazza nella nebbia” assolutamente da non perdere (non fa parte delle trilogia). Semptre di CARRISO c’è una seconda trilogia interessante : “il tribunale delle anime+”il cacciatore del buio”+”il maestro delle ombre”.
    Nota bene : che questo breve scritto non è una recensione ma un suggerimento alla lettura.
    Salutissimi e buona lettura

    Risposta
      • 18 ottobre 2018 in 12:00 pm
        Permalink

        Molto bene Azzurra così,poi, ci scambiamo opinioni a riguardo.
        Grazie!
        Nota : il “tempo” è sempre così poco e gli impegni sempre molti …………. non ci rimane che ridurre le ore di sonno, eliminare il televisore ecc.ecc.

        Salutissimi

        Risposta
  • 20 ottobre 2018 in 5:24 pm
    Permalink

    Recensione fantastica, tesoro! Credevo di riuscire a leggere questo libro durante la maratona, ma poi si sono aggiunte altre mille letture (come sempre 😂) e, quindi, Haig è ancora lì ad aspettarmi sul comodino. Non vedo l’ora di leggerlo!

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *