“Come una storia d’amore” di Sharon Pywell: davvero molto originale

“Come una storia d’amore” di Sharon Pywell (Mondadori) è un libro originale e molto ben scritto. Spero che arrivino nelle nostre librerie altri romanzi di questa autrice.

TRAMA – Cresciute all’ombra della Seconda guerra mondiale, nel Massachusetts, Lilly e Neave non potrebbero essere più diverse. Lilly è bellissima, sicura di sé e non fa che infrangere cuori, mentre Neave vive in un mondo tutto suo e preferisce trascorrere il tempo persa nelle pagine di un libro piuttosto che mettersi in gioco nella vita reale. Comincia così a frequentare la biblioteca cittadina, ma ha accesso solo alla Sezione ragazzi, e “quel piccolo deserto di lieti fini e legami felici con animali parlanti” a lei di certo non interessa più. Un giorno, però, incontra Mrs Daniels, un’anziana signora e avida lettrice che cerca qualcuno con la vista ancora buona che possa leggere per lei. Neave accetta la proposta e inizia a passare i pomeriggi in compagnia di Hemingway e Omero, fino a quando riesce finalmente a mettere le mani sugli scaffali “proibiti”; da qui ruba un romanzo erotico, “L’amore pirata”, una inebriante e avventurosa storia d’amore che la proietta in un universo tutto nuovo, fatto di passioni e tradimenti, matrimoni combinati e fughe romantiche. E sarà a questo mondo che lei continuerà a tornare una volta cresciuta, quando la vita si farà inaspettatamente dura. Gli anni passano, gli uomini ritornano dalla guerra, in famiglia tutti si aspettano che Neave e Lilly si sposino presto, mentre le due sorelle sono fiere di essere indipendenti e decidono di realizzare il loro sogno professionale lanciando un rivoluzionario marchio di cosmesi, “Bella Più Che Mai”. Ma proprio quando gli affari vanno a gonfie vele, Lilly scompare improvvisamente Sconvolta, Neave dovrà farsi forza e reagire, e per la prima volta sarà costretta ad abbandonare il rassicurante mondo dei libri e diventare finalmente l’unica e vera protagonista della propria storia.

“Il mio romanzo è una storia d’amore sulle storie d’amore”, scrive Sharon Pywell alla fine, nel suo “Perché ho scritto questo libro”. Io credo che in realtà sia molto più di questo e ci tengo a sottolinearlo perché molto spesso i “romanzi d’amore” non godono di particolare stima. Il più delle volte sono giudicati “superficiali”, ma questo è l’ultimo aggettivo che userei per definire “Come una storia d’amore”.

Per prima cosa, in “Come una storia d’amore” c’è la descrizione di una società che ha vissuto la guerra. In scenari del genere, quando quello che resta sono solo macerie, non si può dire cosa sarebbe stato meglio, o meno peggio. Se durante il conflitto sei un bambino vivi delle privazioni che saranno niente in confronto a quello che ti verrà sottratto dopo; se sei in età per combattere, in caso di sopravvivenza nulla sarà mai come prima; se risulti non idoneo il rischio è di sentirti così per il resto della vita.

A Lilly e Neave la guerra presenterà il conto quando sarà finita perché entrambe perderanno il loro posto di lavoro: deve essere lasciato ai soldati che fanno ritorno in patria. Le donne, poi, mica devono lavorare. Devono solo cercarsi un marito, magari un ex soldato che non fa che bere, e preparare la gelatina di ciliegie come dolce. Di quegli anni abbiamo letto e visto tanti film, ma mi risulta ancora distante e inconcepibile il modo in cui le donne venivano considerate. Nel romanzo lo scopriamo attraverso le rubriche nelle riviste, quelle in cui venivano dispensati consigli su come essere la moglie e la madre perfetta. Poco importa se di una cosa chiamata felicità non ce ne fosse traccia.

Nonostante tutto, Lilly e Neave sapranno sfruttare il loro essere così diverse dal modello che impone la società di quegli anni; sfideranno i pregiudizi e gli insegnamenti della chiesa, o meglio, le storture di chi crede di essere nel giusto con le proprie convinzioni, e diventeranno imprenditrici di successo.

Non potrebbero essere più diverse Lilly e Neave. Ecco cosa dice la prima:

Neave sarebbe stata una donna molto più felice se si fosse interessata di più a Chanel, mettiamo, che non alla roba che trovava nella libreria di Mrs. Daniels. I libri possono metterti in guai più grossi rispetto a un tubino nero.

Lilly parla da “Dove Mi Trovo Ora”: capiamo sin dall’inizio che è morta. Ah, se avesse letto lei al posto di Neave quelle rubriche su come essere una moglie e una madre perfetta! Ma, a pensarci bene, sarebbe davvero cambiato qualcosa?

Come madre ero una frana. Essere una buona madre significa per lo più sobbarcarsi il noioso compito di essere semplicemente presenti. Io adoravo la mia Annie, ma non sopportavo di annoiarmi.

Funziona ed è di grande impatto, l’alternanza dei punti di vista. Funziona perché ha reso possibile una caratterizzazione perfetta delle due protagoniste del libro; è di grande impatto perché crea la suspence giusta. Ovviamente “Come una storia d’amore” non è un thriller, non sto parlando di quel genere di fiato sospeso, ma Lilly ci fa sapere sin dal principio che Neave è in pericolo e le pagine vengono lette con apprensione perché si vuole arrivare alla risoluzione e al lieto fine.

Parallele alle vicende di Lilly e Neave ci sono quelle narrate ne “L’amore pirata”, l’erotico estremamente romantico che Neave ruba da bambina e che rimarrà una sua lettura costante per tutta la vita (sì, ne vorrei una copia).

In entrambe le storie c’è un filo conduttore, raccontato a mio avviso molto bene: l’odio che alcuni uomini sentono verso le donne e come questo sentimento spesso si trasformi in violenza.

“Forse lo so perché ci odiano”, borbottò.
“Sarebbe a dire?”.
“Ci odiano per ciò che sappiano fargli provare” disse. “Sappiamo fargli provare qualunque cosa, e loro non lo sopportano”.

Questo odio riguarderà Elettra, ne “L’amore pirata”, riguarderà Lilly e poi Neave in “Come una storia d’amore“. L’autrice, però, fa un passo in più: non punta il dito, non emettere giudizi, ma lascia al lettore la possibilità di conoscere ogni aspetto della storia.

“Volete sapere cosa vidi in lui, giusto?”, comincia così un capitolo in cui a parlare è Lilly ed è proprio la domanda che mi stavo facendo mentre leggevo. Sarà lei stessa a descrivere il suo rapporto con Ricky Luhrmann:

Aveva la magica capacità di farmi opporre resistenza quel tanto che bastava per creare un po’ di attrito, per poi trovare il modo di farmi sentire come se qualunque cosa desiderasse lui fosse esattamente ciò che in fondo desideravo anche io.

E ancora:

Mi aggredì così, pieno di sé pur mostrandosi umile e trattandomi come se fossi la fonte della bellezza, una dea che lui doveva avere accanto per poter sopravvivere. Se non vi è mai capitato, vi garantisco che essere trattata come una dea scombussola la capacità di giudizio di chiunque. Si tende a dimenticare, sempre che lo si sia mai saputo, che molte dee finiscono per essere sacrificate sugli altari.

Lilly sarà pure frivola, spensierata, ma di certo non è stupida. Ti viene da pensarlo, spesso, ma basta che lei dica “Tu non capisci” per sapere che ha ragione. Un attrito così non si può capire se non lo si vive o se non lo si è provato sulla propria pelle, giudicare serve a poco.

Come una storia d’amore” è sì una storia d’amore, ma non solo. Ci sono temi importanti e una scrittura fresca e ben articolata li rende ancora più interessanti. E sullo sfondo, l’importante dei libri, la loro forza, il loro potere.

L’autrice mi ha conquistata del tutto con i continui riferimenti a Jane Eyre e il suo omaggio finale. Assolutamente consigliato per chi ama le storie d’amore ma cerca anche qualcosa in più.

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