“Un uomo migliore” di Louise Penny: magnetico

Dopo “Case di vetro” e “Il regno delle ombre“, Einaudi porta in Italia un altro romanzo di Louise Penny, dal titolo “Un uomo migliore“. Gli altri due mi erano piaciuti, ma questo è ancora più bello. 

TRAMA – Nel mezzo di una delle peggiori alluvioni della storia del Québec, una giovane donna scompare di casa. Con le piogge che infuriano le ricerche andrebbero interrotte ma Armand Gamache si ritrova attanagliato da una domanda: cosa faresti se l’assassino di tua figlia girasse a piede libero? Mentre Three Pines è travolta da piogge e inondazioni senza precedenti, Armand Gamache, in procinto di tornare a capo della Sûreté du Québec dopo essere stato sospeso, deve gestire una duplice emergenza: quella meteorologica, con fiumi in piena e dighe che rischiano di cedere in tutta la zona; e quella legata all’improvvisa sparizione di una ragazza, Vivienne Godin. Ha venticinque anni, è incinta e tra i sospettati della sua scomparsa c’è il marito violento e alcolizzato. Ma con i media che attaccano Gamache per la gestione della calamità e lo stato di allerta nella provincia, le indagini procedono a rilento. Eppure Gamache, che ha una figlia della stessa età di Vivienne, non può fare a meno di immedesimarsi nel padre, soprattutto perché qualcosa lo porta a credere che si tratti di omicidio.

In post precedenti ho già ampiamente parlato di ciò che mi piace nei romanzi di Louise Penny: la lentezza tipica di certi gialli che viene continuamente riempita di dubbi, di ipotesi, di confronti tra i protagonisti; il modo in cui la natura entri in ogni libro a fare la sua parte e come l’autrice riesca a tratteggiare i suoi protagonisti.

Un uomo migliore” lo reputo il più bello di quelli letti finora, sia per la costruzione del caso di cui si occupano Gamache e gli altri, sia per come vengono analizzate le relazioni tra i personaggi. 

Il romanzo si apre con il ritorno di Gamache alla Sûreté dopo tutto quello che è successo nei due libri precedenti. Nessuno si aspettava di vederlo tornare, eppure lui non molla. Non ha intenzione né di rinunciare a ciò che ama, né di dare soddisfazione a chi è intenzionato ad affossarlo. Sa qual è il suo posto, non importa se non sarà più il capo. 

Nel pomeriggio, dal bosco che lambiva Three Linea era uscito un uomo a pezzi. Adesso aveva deciso di tornare. Un uomo migliore o spezzato dal dolore? Presto l’avrebbero scoperto.

Gamache ancora una volta si rivela un personaggio unico. I suoi modi di fare, la sua indole, il suo sguardo gentile, il suo altruismo, le sue raccomandazioni, il suo modo di porsi nei confronti degli altri: un commissario fuori dal comune che mostra tutta la sua umanità senza mascherarsi.

In questo romanzo deve scrollarsi di dosso il fango che continuano a gettargli: chiunque altro avrebbe mollato, ma lui no. Rimane saldo e quasi impassibile, anche se le sue ferite non sono solo quelle visibili.

Come se non bastasse, il Paese è in piena crisi meterologica e una ragazza incinta è scomparsa. Sin da subito sembra chiaro chi sia il colpevole. Ma come fare a dimostrarlo? Servono prove per costruire un caso. Un caso che arriverà in tribunale e che dovrà scontrarsi con la legge, a volte miopa. Oppure no?

Che fare a quel punto? Insistere, rivedere ogni prova, cercare nuovi appigli, provando a non farsi condizionare dai dubbi o dalle certezze. In un crescendo di emozioni e con un finale nel quale non mancheranno i colpi di scena. 

In “Un uomo migliore” è interessante anche il modo in cui si inserisce l’uso dei social network nella narrazione, e come le vicende di Gamache abbiano un parallelo sullo sfondo, quelle di uno degli abitanti di Three Pines alle prese con le critiche e i giudizi spietati che arrivano da internet.

I romanzi di Louise Penny sono dei gialli davvero ben scritti e molto gradevoli, che si leggono tutto d’un fiato nonostante la mole. Lo stile dell’autrice è scorrevole, accattivante, così denso che non riuscirete più a staccarvi da quelle pagine. 

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