“Il titolo di questo libro è segreto” di Pseudonymous Bosch: divertente, originale, coinvolgente!

Il titolo di questo libro è segreto” di Pseudonymous Bosch (Mondadori Libri per Ragazzi) è entrato a pieno diritto nella mia top ten dei libri per ragazzi. Divertente, originale, coinvolgente, ha tutti gli ingredienti per piacere ai giovani lettori (e non solo!).

TRAMA – Se questa fosse la copertina nor­­­­male di un libro normale, vi direi che questo romanzo è assolutamente fantastico. E avvincente! (Anche se, a leggere le copertine, tutti i romanzi sono fantastici e avvincenti). Vi racconterei del destino di una scatola che contiene le fialette di 99 odori per comporre una “Sinfonia dei Profumi”. Vi descriverei le avventure di due giovani e coraggiosi eroi, Cassandra e Max-­Ernest, scappati di casa alla ricerca di un mago scomparso in strane (e inquietanti) circostanze. Vi ac­­­cennerei a codici da decifrare, rapimenti in istituti di bellezza e misteri egizi. Ma, tristemente, non posso dirvi nes­suna di queste cose: potrebbero invogliarvi a leggere il libro. E non è il caso: se il titolo di questo libro è segreto, la sua storia lo è ancora più. Perché racconta di un segreto – un grande segreto – che tormenta persone come voi da più di… oh no! Ho parlato del segreto? Allora ormai è troppo tardi!  Ho paura che nulla vi fermerà a questo punto. Aprite il libro, se proprio dovete. Ma per favore, non ditelo a nessuno.

E io invece ho voglia di dirlo a tutti che ho aperto questo libro e l’ho letto tutto d’un fiato. “Il titolo di questo libro è segreto” mi ha fatto sorridere sin dall’inizio: il narratore entra subito in confidenza con il lettore, gli suggerisce senza mezzi termini cosa fare o gli racconta perché ha dovuto compiere alcune scelte durante la scrittura del libro.

In un gioco di detto e non detto che non fa che aumentare la curiosità. E, nonostante tutti gli avvertimenti, il lettore finirà per non staccarsi più da quelle pagine!

Ho amato tutto de “Il titolo di questo libro è segreto“: Cass e Max-Ernest sono due protagonisti ideali: un po’ incasinati, decisamente male assortiti, ma perfetti quando fanno coppia. Talmente in sintonia da compensare le mancanze (o gli eccessi!) dell’altro, divertenti e anche molto teneri.

Non si scelgono ma finiscono per diventare soci, lei con il suo inseparabile zaino da “survivalista”, lui con la sua parlantina, la sua incapacità di fare battute divertenti e la sua passione per i codici.

I due si troveranno tra le mani un taccuino misterioso, appartenuto a un mago morto in uno strano incendio. La loro avventura partirà in sordina, ma nell’ultima parte del libro la tensione crescerà sempre di più, mostrando tutto il loro coraggio!

Attorno ai due protagonisti abbiamo una schiera di personaggi secondari davvero irresistibili: dai due “nonni” di Cass, passando per Amber, la più simpatica della scuola, dall’agente immobiliare alla preside. Ci sarà spazio davvero per tutti e sarà facile individuare i meno simpatici (vero, signora Johnson?).

Mi è piaciuto che lo scrittore abbia optato per un finale un po’ alternativo (la storia comunque si conclude, non abbiate timore!), abbia lasciato dello spazio per un capitolo “in bianco”, dando la possibilità al lettore di scrivere qualcosa, nel caso si sentisse ispirato, e poi inserito un epilogo.

Arricchisce il volume anche un piccola appendice con giochi, codici e non solo.

Ma su tutto credo che sia lo stile di Pseudonymous Bosch a essere perfetto: ironico, coinvolgente, ammiccante, è il mix ideale per un romanzo destinato ai giovani lettori. Non c’è stato capitolo in cui non abbia sorriso, e nella parte finale non sono più riuscita a smettere di leggere.

Adesso sono curiosa di sapere quali saranno le prossime avvenuture, ho intenzione di recuperare tutta la serie. Questo è l’ordine:

  1. “Il titolo di questo libro è segreto” (2007) (basato sull’olfatto)
  2. “Se state leggendo questo libro è già troppo tardi!” (2008) (basato sull’udito)
  3. “Questo libro potrebbe farvi male” (2009) (basato sul gusto)
  4. “Questo non è un libro” (2010) (basato sulla vista)
  5. “Non toccate questo libro” (2011) (basato sul tatto)
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