Quattro chiacchiere con Felicia Kingsley, autrice di “Matrimonio di convenienza”: ecco cosa ci ha raccontato!

Tutto è iniziato con mio commento sul profilo Instagram di una blogger che seguo. La mia era una curiosità e Felicia Kingsley, autrice di “Matrimonio di convenienza” (Newton Compton), mi ha contattata in privato scrivendomi: “Se hai qualsiasi domanda/dubbio sono più che felice di risponderti. Anche alle domande più dirette, senza peli sulla lingua”.

Inutile dire che mi ha conquistata subito! Abbiamo chiacchierato per un po’ – scoprendo di avere gusti simili -, poi ho letto il suo romanzo e sono rimasta molto colpita dalla scrittura fresca e coinvolgente: non sono più riuscita a staccarmi dalle pagine di una storia d’amore perfetta, con tutti gli ingredienti che piacciono a me!

Felicia Kingsley è stata così gentile da dedicarmi ancora un po’ del suo tempo per rispondere ad alcune domande, raccontandosi come mi aveva già scritto, in modo diretto e senza peli sulla lingua. Pronti per conoscerla meglio?

Per iniziare, una domanda classica: qual è stato il tuo percorso di scrittrice? Avresti mai immaginato di vedere le tue parole pubblicate da una casa editrice così importante?

Sono partita da lettrice accanita custode gelosissima della mia tessera della biblioteca. Poi, intorno ai dodici anni, ho iniziato a scrivere la mia prima storia. Al tempo divoravo i libri della collana Le ragazzine e, grossomodo, quello che scrivevo rientrava in quel filone. Verso i quindici anni sono passata alla fase fan fictions. Io e la mia compagna di classe storica, nonché migliore amica e oggi mia fidata beta-reader, eravamo malate per Harry Potter e scrivevamo fan fictions su alcuni siti italiani antesignani di Wattpad. Prendendo confidenza con il meccanismo fan fictions, sono uscita dalla “scrittura in prestito” e ho iniziato a lavorare a qualche originale. Però mi sono staccata da quel mondo perché richiedeva una costanza che non avevo: per tenere i lettori sul pezzo era necessario pubblicare nuovi capitoli della ff in tempi stretti e io, con l’arrivo dell’università, questi tempi non li avevo più. Inoltre, ad essere sinceri, almeno per me, il processo creativo non è qualcosa di meccanico, non mi siedo al pc e scrivo… ci sono giorni, a volte settimane, che proprio l’idea non arriva. Ho comunque continuato a scrivere per me stessa, per bisogno personale perché la fantasia mi suggeriva sempre storie e personaggi nuovi a cui sentivo di dover dare vita. Scoprii l’auto pubblicazione e-book e allora mi dissi “Perché no?”, ma senza pretese. Faccio l’architetto, quindi non ho mai pensato che scrivere potesse diventare un’altra mia professione. Quando mi contattò Newton, di cui sono sempre stata affezionata cliente, ho dovuto leggere tre volte la mail per convincermi che non fosse uno scherzo. Per il motivo di cui sopra, uso uno pseudonimo: sono iscritta a un ordine professionale che ha un codice deontologico. Non mi vieta di scrivere romanzi anzi, so di colleghi che lo fanno con molto successo, ma io preferisco tenere distinte le cose al fine di evitare qualsiasi tipo di problema. L’architetto è Xxxx Xxxxx e la scrittrice è Felicia Kingsley. Felicia perché? Perché è molto simile al mio nome e il mio nome mi piace. Kingsley perché? Perché è un nome/cognome che ho utilizzato per vari personaggi durante la mia fase fan fictions e ci sono affezionata, quindi il mio pseudonimo è una scelta sentimentale. Mi sono convinta a pubblicare la mia foto, perchè mi piace che chi mi legge sappia che esisto, che non sono un fantasma o solo il prodotto di una tastiera.

Quanto è importante il parere dei lettori? Ormai tra blog e social network è impossibile nascondersi nel bene o nel male. Così come è più facile avere un rapporto diretto con il pubblico, ormai gli scrittori sono accessibili a chiunque con un paio di click. Come stai vivendo questo rapporto 2.0?

Il parere dei lettori conta più di tutto. Sono i lettori che fanno lo scrittore. Posso aver scritto cento romanzi, ma se nessuno li legge o chi li legge ne rimane indifferente, resto sempre al punto di partenza. Se al lettore il libro piace ne parlerà con qualcun altro e così si crea una catena. Le blogger fanno il lavoro grosso: mettono a disposizione il loro tempo e la loro passione per “seminare voglia di leggere”, se mi consenti di dire così. Come vivo io il rapporto con il pubblico digitale? Alti e bassi. Alti perché mi piace da matti interagire con i lettori, conoscere le loro impressioni, raccogliere i loro suggerimenti, organizzare iniziative con le blogger… Bassi perché per arrivare a costruire questo rapporto è necessario essere presenti su più social (io ho FB, ho il mio blog e da pochissimo Instagram, Twitter per ora no) e seguirli tutti, creare contenuti nuovi e diversi a seconda del social che stai usando è un lavoro a tempo pieno al quale sto cerando di prendere il ritmo. Nonostante ciò mi piace e continuerò a “darci dentro”. Io e te, per esempio, ci siamo conosciute su IG, segnale del fatto che i social funzionano.

Anche la prossima domanda è abbastanza classica: quali sono i tuoi/le tue scrittori/scrittrici preferiti?

Non rosa, ti dico subito Ken Follet, o come lo chiamo io, il Re. Potrei parlarti ore dei motivi per cui lo ammiro, ma rischio di diventare prolissa. Per i gialli io sono un po’ vecchia scuola: Patricia Cornwell e Anne Perry, che in gioventù mi avevano fatto venire la mezza idea di studiare criminologia. Rosa: Sophie Kinsella è stata la prima chick-lit ad arrivare nella mia libreria e l’ho amata da subito. Ti narra una storia parlandoti della vita della protagonista, non solo della sua vita amorosa.Infine, i regency sono il mio guilty pleasure: Julia Quinn e Kathleen E. Woodiwiss. L’amore che non racconta la Kinsella, lo compensano abbondantemente loro due.

Progetti per il futuro? Ci sarà un seguito di “Matrimonio di convenienza” che magari riguardi altri personaggi del libro?

Quando scrissi Matrimonio di convenienza non pensavo ad un seguito o a degli spin-off anche se parecchie lettrici mi stanno facendo notare che Harring e Cécile hanno fatto colpo e vorrebbero saperne di più. Quindi, a questo punto non è detta l’ultima… Nel frattempo, perché ricordiamoci che Matrimonio di convenienza lo autopubblicai nel 2016, ho lavorato ad altro e ho pronti altri due romanzi, sempre rosa, ma indipendenti e autoconclusivi. Questi due romanzi ruotano intorno a due temi: uno sulle bugie, e l’altro sulle stronze (tutte ne conosciamo una). Infine sto lavorando ad un nuovo romanzo che ha bussato alla porta della mia fantasia l’estate scorsa, ma che solo ora ho tempo di mettere giù… dico solo che ho rispolverato un classico (niente paura, non è Orgoglio e pregiudizio).

 

So che a questo punto le domande per Felicia Kingsley potrebbero moltiplicarsi dato quello che ha risposto, ma abbiamo capito che essere lettrici implica armarsi di una buona dose di pazienza. Essere fan di un autore, ancora di più. Quindi, intanto, se non l’avete fatto correte a leggere “Matrimonio di convenienza” e poi da brave stalker (non fate quella faccia, lo so che lo siete!) seguite l’autrice su tutti i social. Solo dopo potrete iniziare a stressare con domande del tipo: “Ma il prossimo libro quando esce???”.

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