“Piccole, grandi bugie” di Liane Moriarty: da quante mezze verità siamo circondati?

Devo ammettere che ero un po’ prevenuta nei confronti di “Piccole, grandi bugie” di Liane Moriarty (Mondadori), mi capita sempre di esserlo quando si tratta di bestseller (ho preso un sacco di fregature in passato). Ma questa volta, grazie al suggerimento della mia guru in fatto di libri, Laura “La Libridinosa“, ho potuto leggere un romanzo che mi è piaciuto molto.

Crudo, reale, tangibile, ma anche ironico. Un onesto spaccato della società in cui viviamo, il racconto di una comunità, studiato quasi dal punto di vista antropologico, con occhio attento e critico. Un romanzo che ci lascia con l’amara consapevolezza che non esiste una sola verità, che ognuno vede ciò che vuole vedere, e che nessuno esita a raccontarsi una bugia pur di essere felice (o quantomeno provarci).

TRAMA – Una cittadina di provincia come tante, fatta di villette, giardini con i giochi e piscine gonfiabili, famiglie sorridenti, madri che chiacchierano all’uscita della scuola. Un luogo in cui è spontaneo conversare con i vicini e trovarsi per una grigliata dietro casa nei pomeriggi estivi. E facile per Madeline, Celeste e Jane diventare amiche. Anche se non potrebbero essere più diverse, e non possono dire di conoscersi davvero. Madeline è divertente e caustica, si ricorda tutto e non perdona nessuno. Il suo ex marito si è appena trasferito con la giovane moglie e la figlioletta nelle vicinanze e, quel che è peggio, la sua primogenita adolescente è già totalmente conquistata dalla nuova matrigna. Com’è possibile? si tormenta Madeline. Celeste è quel genere di bellezza che tutti si voltano a guardare quando cammina per la strada, ha due gemelli e un marito adorabile e bello quanto lei, sono ammirati da tutti, specialmente dai genitori della scuola dei figli. Tanta fortuna non potrebbe avere un prezzo? E quanto sarebbe disposta a pagare, si domanda Celeste. E poi c’è Jane, che si è appena trasferita in città. Una mamma single provata da un passato di tristezze, piena di dubbi e segreti che riguardano suo figlio. Madeline e Celeste prendono subito Jane sotto la propria ala protettrice, senza capire quanto il suo arrivo, e quello del suo imperscrutabile bambino, stia per cambiare per sempre le loro vite. Senza rendersi conto che a volte sono le bugie più piccole, quelle che raccontiamo a noi stessi per sopravvivere, che possono rivelarsi le più pericolose.

Ci sono delle cose che sfuggono al nostro controllo, benché pensiamo di essere sempre padroni del nostro tempo e artefici del nostro destino. Non possiamo mai sapere quando un estraneo arriverà in nostro soccorso perché abbiamo preso una storta, o cosa gli altri leggono nel nostro sguardo o in un nostro gesto. Le relazioni, d’amore, d’amicizia, di odio, nascono in modo inatteso, spontaneo, quasi ci colgono alla sprovvista. E così è stato per Madeline e Jane. Nessuna delle due poteva immaginare che tra loro sarebbe nato quel legame, e avrebbero riso o forse fatto una faccia disgustata se qualcuno gli avesse detto come sarebbe andata a finire. Madeline e Jane fanno subito “comunità” e a loro, anche se sempre un po’ in disparte, si unisce Celeste.

“Madeline ama gli scontri”, dice Celeste a Jane. È “il genere di ragazza che ti mette allegramente nei guai e che tu continui ad adorare”. Celeste è bellissima ma “spezzata”, come dice una volta Ed parlando con la moglie, Madeline. Jane pensa che “se avesse confezionato una vita perfetta su Facebook, forse avrebbe cominiciato a crederci anche lei”.

Le vite di queste donne si intrecciano sopra bugie, scontri, ma anche gesti di generosità e condivisione. Ognuna di loro si racconta a piccole dosi, lascia sempre qualcosa di non detto, che le tormenta, che le angoscia. Jane “aveva ingoiato il rospo e aveva finto che quella notte non significasse niente e perciò aveva finito per significare tutto”; Celeste si arrovella di dubbi sul marito: “Lo amava tanto quanto lo odiava? Lo odiava tanto quanto lo amava?”; mentre Madeline deve fare i conti con un passato che la ferisce ancora, sul rapporto con il suo ex marito e la figla più grande: “Ho sempre pensato che la punizione di Nathan per averci abbandonato sarebbe stata che Abigail non gli avrebbe voluto tanto bene quanto ne vuole a me”.

Celeste e suo marito Perry catturano sin da subito l’attenzione del lettore. “Perry era spesso via. Qualche volta sembrava che fosse un’anomalia nella vita di Celeste. Un ospite. La sua vera vita si svolgeva quando lui non c’era”. Celeste sa che c’è qualcosa che non va nella sua vita, ma quasi si vergogna a doverlo ammettere, avanzare un’idea di questo tipo la fa sentire irriconoscente.

Come potevano ammettere davanti a un estraneo ciò che accadeva nel loro matrimonio? L’indecenza di quella situazione. La bruttezza del loro comportamento. Erano una bella coppia. Glielo dicevano tutti da anni. Erano ammirati e invidiati. Avevano ogni privilegio del mondo. Era scortese e ingrato che si comportassero in quel modo.

Ho trovato molto interessanti le dinamiche tra genitori che si instaurano a scuola, il tema del bullismo, la frustrazione delle maestre, rivalità, screzi, “gruppetti”. Tutto estremamente realistico e proprio per questo, a tratti inquietante.

I genitori tendono a giudicarsi a vicenda. Non so per quale motivo. Forse perché nessuno di noi sa bene cosa stiamo facendo?

Il tema centrale del libro a mio avviso rimane la violenza, declinata in molteplici modi e sfumature, trattata con bravura e consapevolezza. Tutto ruota attorno a un omicidio e sono rimasta molto sorpresa nel leggere chi fossero vittima e carnefice, anche se il colpo di scena è la miccia che accende la rabbia omicida.

Come ultima considerazione, vi dico che alla fine di ogni capitolo ci sono gli interventi di chi era presente la notte dell’omicidio, testimonianze raccolte da una giornalista. Una scelta narrativa davvero molto interessante, sia perché introduce alcuni personaggi, sia perché allegerisce di molto la tensione, dato che alcune sono davvero molto ironiche (altro particolare che mi ha sorpreso positivamente). Probabilmente è stata anche questa costruzione del romanzo a rendere il libro perfetto per una trasposizione sul piccolo schermo. Adesso sono curiosa di vedere la serie tv…

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3 pensieri riguardo ““Piccole, grandi bugie” di Liane Moriarty: da quante mezze verità siamo circondati?

  • 29 Maggio 2017 in 4:52 pm
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    Anche la serie alterna i momenti in cui ci sono inscena le protagonista a momenti in cui ci sono le deposizioni alla polizia dei presenti all’omicidio. E nella serie tv i misteri vengono risolti proprio all’ultimissimo secondo. Mi è piaciuta molto per questo, chissà se il libro ha la stessa atmosfera.

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    • 29 Maggio 2017 in 4:54 pm
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      Anche nel libro c’è questa alternzana e si capisce tutto solo a poche pagine dalla fine. A me è piaciuto molto

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  • 20 Agosto 2017 in 3:43 am
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    La serie tv “Piccole grandi bugie”, un dark-comedy drama tratto dal romanzo di Liane Moriarty, racconta la storia di tre amiche che hanno troppi segreti per conoscersi veramente.

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