“Ritratto di dama” di Giorgia Penzo: una storia d’amore unica

Credo che Giorgia Penzo sia una delle penne più interessanti del momento. La sua scrittura è evocativa, limpida, emozionale: quando cominci a leggere non riesci più a staccarti, totalmente immerso nelle ambientazioni e nelle dinamiche dei personaggi, nitidi e vivi. Il suo “Ritratto di dama” (CartaCanta) mi è piaciuto davvero molto e lo consiglio a tutte le lettrici romantiche come me.

“L’aurora a Parigi era un momento magico. Se qualcosa d’impossibile era destinato a compiersi allora sarebbe accaduto all’alba”. È questo ciò che pensa Laverne Renaud, proprietaria dell’attico in cui vive un giovane studente d’arte, Guillaume, perdutamente innamorato di “un’idea”, come lo rimprovera Pélagie, la bellissima modella che posa per lui, più per vanità che per soldi. La stessa che vuole “salvarlo” perché non sopporta di vedere tutto quell’amore sprecato.

“L’amore non è mai sprecato”, la rimprovera Guillaume, convinto che non ci sia un’alternativa all’unica donna che ama e che amerà per tutta la vita. Un sogno, un illusione, ma allo stesso tempo più vera di ogni altra donna incontrata nella sua giovane vita, incastata in un’epoca alla quale non sente di appartenere.

Ma belle,
un giorno mi piacerebbe pesare le ceneri di tutte le lettere che ti ho scritto. Dammi la forza di accettare il fatto che non esisti. La realtà e la ragionevolezza non mi lasciano speranze. Dammi la forza per convincermi che il mio amore per te non è altro che suggestione.
Fallo, ma non oggi.
Oggi perdonami per quello che ho appena scritto su questo pezzo di carta. Scelgo ancora una volta di essere pazzo, e in un modo o nell’altro di invecchiare al tuo fianco.
Guillaume.

Il ragazzo ancora una volta va al Louvre, come ha fatto ogni giorno negli ultimi sei anni, e si siede davanti a lei, la “Belle Ferronnière” di Leonardo da Vinci, fino alla chiusura del museo.

Non immagina nemmeno che quella notte, la notte di San Lorenzo, la sua vita cambierà per sempre, incontrando una ragazza che sembra essere proprio la dama del dipinto. “Tu sei lei”, le dice subito, e la ragazza si farà chiamare Elle dopo quelle parole. La familiarità che li coglie sin dal primo istante li sconvolge, li lascia increduli, entrambi si ripetono che non può essere reale, che non sta succedendo per davvero.

Solo le stelle cadenti sembrano essere testimoni di quanto stanno vivendo, e Parigi dal cimitero di Père-Lachaise al cortile del Louvre, dagli Champs Elysées ai giardini delle Tuileries, è loro complice.

I due parlano di vita, di morte, ma soprattutto di amore. Disincantato, illuso, reale, mai vissuto, sperato, rincorso. “L’amore arruola eroi e guerrieri. Ci vuole coraggio per amare qualcuno che ama qualcun altro, per aspettarlo, o per accettare l’idea che, nonostante il sentimento folle, non ti apparterrà mai”, dice Guillaume, un eroe romantico che appassiona e commuove.

Il loro incontro è talmente surreale che loro stessi stentano a credere a ciò che stanno vivendo: “Un tizio che ama una donna di un’altra epoca scovata in un ritratto, sorseggia tè con una che vede la personificazione del Tempo. Galleggiamo sulla stessa zattera”, dice Elle.

Ho trovato particolarmente interessante la personificazione del Tempo. “Muta il suo aspetto esteriore ogni volta, e ogni volta porta con sé un dettaglio corrotto. Il Tempo cambia tutte le cose, anche se stesso”, racconta Elle a Guillaume mentre si sente incalzata da quel vecchio signore con un orologio da taschino e le palpebre rugose cucite con filo di spago. Sul finire del libro, il Tempo assumerà un’altra forma, ma il lettore saprà riconoscerlo.

Le poche ore che hanno a disposizione i due innamorati sembrano finire in fretta, il ritmo del libro incalza man mano che il tempo passa, e l’autrice è stata molto brava nel descrivere questo crescente senso di angoscia che avrà un suo culmine drammatico poco prima dell’alba.

“Preferisco appassire col rimorso di aver amato e fallito, piuttosto che restare in questo limbo col rimpianto di non aver mai tentato”, dice Elle al Tempo. La ragazza è stanca di sopravvivere, le è concessa solo una notte ogni dieci anni, ma vorrebbe vivere per davvero. Purtroppo però qualcosa va storto e i due innamorati rischiano di veder spezzato il loro sogno prima ancora di vivierlo.

Ma la forza dell’amore, si sa, può ogni cosa. E un’altra alba, seppure a distanza di anni, riesce a farsi testimone dell’impossibile.

Le stelle cadenti erano sbiadite definitivamente dietro l’accecante celeste del firmamento. Il dieci agosto era passato. Lasciava in dono un mistero di cui nessuno sarebbe mai venuto a capo e, per chi ci credeva, una favola da raccontare.

E in questo caso, assolutamente da leggere.

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