“La verità sul caso Harry Quebert” di Joël Dicker: un libro davvero imperdibile

Recensione e foto di Azzurra Sichera

Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull’effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All’incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l’ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un’emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito.

All’inizio non lo pensavo, ma adesso anche a me dispiace di aver finito “La verità sul caso Harry Quebert” di Joël Dicker (Bompiani). Essendo un libro molto lungo, 779 pagine, può capitare di avere un ritmo lento nella lettura, specie perché non si capisce mai questa storia dove andrà a finire. Ma da circa pagina 600 in poi è stato davvero difficile staccarsi da questo romanzo.

TRAMA – Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito. Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d’America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell’oceano. Convinto dell’innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta. Marcus, dopo oltre trent’anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.

L’autore ha fatto un lavoro incredibile con la stesura di questo libro e ci mette inevitabilmente di fronte al fatto che c’è sempre una sola verità in un episodio di cronaca nera ma questo non significa che per i protagonisti della vicenda coincida. O che chi la scrive sui giornali abbia davvero capito come sono andate le cose, o che le informazioni che circolano rispondano correttamente alle emozioni che sono entrate in gioco.

La scomparsa della piccola Nora è analizzata da ogni punto di vista, si intrecciano racconti, confessioni, momenti di quella maledetta estate, esigenze del presente meramente commerciali che pressano Marcus affinché scriva il suo libro, e una vera e propria costellazione di personaggi magistralmente tracciati. Ognuno con una storia da raccontare. Ognuno con una verità da celare.

Sì perché in questo libro nulla può essere dato per scontato, su nulla si può fare affidamento e solo alla fine, davvero solo alle ultimissime pagine del libro, lo stupore e la delusione si mescoleranno insieme quando la verità verrà a galla. Una verità che però, sarà coperta da un’altra bugia.

Durante il percorso si avrà la sensazione di scavare in questa storia insieme a Marcus, ed è difficile parlarne perché rischio di rovinare anche solo uno dei numerevoli colpi di scena abilmente disseminati lungo il romanzo. Posso solo dirvi che ripensandoci forse qualche indizio c’era stato, ma era così piccolo, così discreto che è stato impossibile analizzarlo con attenzione. Ad ogni modo, lo ammetto, il finale mi ha davvero spiazzata.

Un libro davvero consigliatissimo: non fatevi spaventare dalla mole, ne vale davvero la pena.

E come si fa a sapere di essere uno scrittore, Harry?

Nessuno sa di essere uno scrittore, Marcus. Glielo dicono gli altri.

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4 pensieri riguardo ““La verità sul caso Harry Quebert” di Joël Dicker: un libro davvero imperdibile

  • 25 settembre 2018 in 8:55 am
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    “All’incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l’ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un’emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro è un libro che dispiace aver finito.” (Joel Dicker)

    E’ esattamente questo che deve succedere alla fine di ogni libro… se non accade, vuol dire che abbiamo letto qualcosa che ha occupato il nostro tempo senza lasciare traccia.

    Anch’io l’ho divorato e consigliato a tutti, tra amici e parenti (che hanno apprezzato).

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