“Persone normali” di Sally Rooney: non mi ha trasmesso nulla

Avevo iniziato con grande entusiasmo “Persone normali” di Sally Rooney (Einaudi) e la lettura procedeva scorrevole. Mi rimanevano le ultime 60 pagine da leggere, ma per un paio di giorni non avevo trovato né il tempo, né la voglia per finirlo. Mi erano mancati Marianne e Connell? No, nemmeno un po’. Ecco perché posso dire che il romanzo non mi è piaciuto e non mi è lasciato nulla.

TRAMA – Marianne e Connell si parlano di tutto ma solo all’insaputa di tutti, si frugano i corpi e i sentimenti ma solo di nascosto, come pianeti dalle orbite imprevedibili si girano intorno, fra moti armonici e strazianti collisioni. Cosa impedisce a due ragazzi dei nostri giorni disinvolti di stare insieme in libertà e leggerezza? Gli squilibri di classe e potere? Le «stelle contrarie»? O solo l’orrore, e l’attrazione, della normalità? Nell’abbraccio in cui si stringono, però, «il suo corpo sposa quello di lei come quei materassi che pare facciano bene alla salute». E in quel quieto, benefico sostenersi sembra tacere ogni domanda.

Io e “Persone normali” non ci siamo “presi”. Qui non è una questione di stile (anche se la mancanza di virgolette nei dialoghi la trovo non solo fastidiosa, ma anche un appesantimento per chi legge), né di costruzione narrativa.

Il problema è che non ho provato nulla durante la lettura, né alla fine. L’ho terminato per curiosità e probabilmente la conclusione è l’unica cosa che salverei del romanzo, perché forse un cambiamento significativo sta per arrivare.

Per il resto? Non lo so, mi è sembrato un inutile ripetersi delle stesse cose.

All’inizio mi ero fatta coinvolgere dalla strana dinamica che si era instaurata tra Marianne e Connell al liceo, la loro chimica aveva un non so che di ammaliante, ma quando lei ha iniziato a mostrare i primi segni di masochismo (chiamiamo le cose con il loro nome, non possiamo dire soltanto che Marianne sia “strana”), la trama prende una piega che non mi ha convinta.

Perché Marianne fa quello che fa? Non si capisce mai per davvero. La sua pigrizia e indolenza nel mostrarsi al lettore (no, non è ritrosia) mi ha fatto perdere interesse nei suoi confronti. Probabilmente era voluto, lo capisco, ma fino a un certo punto. Perché Marianne per alcune cose si racconta, per altre sembra quasi che chieda a chi legge di fare uno sforzo . Ma se poi non si viene ripagati, lo sforzo manco si inizia a farlo.

Diverso è stato il percorso di Connell e spero per lui che possa definitivamente cambiare pagina. E che capisca che non ha davvero bisogno di Marianne, si è aggrappato per troppo tempo all’idea che fosse così, o forse gli piaceva soltanto il modo in cui lei si annullava quando stava con lui.

Era amore il loro? No, io non credo. Dipendenza, controllo, smania, dinamiche che, a conti fatti, non mi hanno scossa, non mi hanno emozionata o turbata. Personaggi con i quali non sono riuscita a entrare in empatia. Insomma, “Persone normali” non mi ha lasciato proprio nulla. Purtroppo.

Un pensiero riguardo ““Persone normali” di Sally Rooney: non mi ha trasmesso nulla

  • 2 Febbraio 2021 in 2:25 pm
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    Hai ragione! Non ho capito perché questo libro sia piaciuto così tanto!

    Risposta

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