“The Loop” di Ben Oliver: un distopico dal ritmo serratissimo

“The Loop” di Ben Oliver (Rizzoli) è un distopico dal ritmo serratissimo, primo volume di una trilogia che diventerà, a quanto pare, anche una serie tv.

TRAMA – Il Loop è una prigione perfetta, gestita da Happy, l’intelligenza artificiale che si occupa di ogni aspetto della vita dei detenuti. Nel Loop ogni giorno è uguale al precedente. Ogni giorno è un tormento. Ma qualcosa comincia a cambiare. Circolano voci di una guerra. Strane cose accadono ai prigionieri. E la guardiana, l’unica che gli abbia mai dimostrato un minimo di umanità da quando è stato imprigionato, gli consegna un messaggio: Luka, devi fuggire… Ora Luka deve decidere se evadere dal Loop è davvero la sua unica possibilità di sopravvivenza, e soprattutto deve trovare un modo per salvare le persone che ama, dentro e fuori la prigione. Ma ben presto scopre che all’esterno la vita è di gran lunga più terrificante di quanto avesse mai potuto immaginare. E se vuole salvare coloro a cui tiene, Luka deve scoprire chi è il responsabile del caos in cui è sprofondato il mondo intorno a lui.

The Loop” è uno di quei romanzi che tiene incollati alle pagine. Merito di una scrittura accattivante e un susseguirsi di eventi che sembra inarrestabile.

L’autore ci racconta cosa sia il Loop attraverso gli occhi di uno dei prigionieri, il sedicenne Luka. Una prigione in cui i detenuti possono “rinviare” la loro pena di morte partecipando a una serie di esperimenti. Che sia un nuovo vaccino da testare sugli umani, o una moderna tipologia di impianti per la sostituzione di un organo.

Il miglior modo di verificare se siano efficaci è provarli su chi non ha nulla da perdere.

Come se non bastasse, ogni giorno i prigionieri vengono sottoposti a un prelievo di energia di diverse ore che serve ad alimentare la prigione. Della serie, no agli sprechi.

Solo un’ora d’aria è concessa, come nel più classico delle tradizioni, in cui però non possono nemmeno interagire con gli altri detenuti perché sono divisi da mura alte, controllate da droni pronti a intervenire. Si può chiacchierare con il vicino, o sentire chi ti urla addosso da qualche cella più in là (al povero Luka, un detenuto in particolare ogni giorno gli ripete sempre la stessa cosa…).

In “The Loop” quello che Luka ci racconta del mondo esterno è frutto di ricordi ma anche di ciò che riesce a scorgere da una piccola finestra della sua cella. Uno spiraglio al quale si aggrappa con tutte le sue forze specie a mezzanotte, quando è prevista, e programmata per ogni giorno, mezz’ora di pioggia.

Ma una notte, arriva in ritardo di cinque minuti.

E il giorno dopo, non piove nemmeno una goccia.

Da quel momento in poi, la monotonia e la ripetitività dei giorni all’interno del Loop verranno spazzate via da un serie di eventi che metteranno Luka e gli altri prigionieri davanti a una serie di scelte.

Fuori dal Loop cosa li attende? Chi riuscirà a salvarsi? E cosa c’è davvero in ballo?

I protagonisti sono giovani e agiscono come dei ragazzini, senza forzature. Sono tanti e a volte si potrebbe rischiare di far confusione, ma alcuni sono così ben delineati che è facile riconoscere chi ha preso la parola, o a chi deve essere affidato un compito. A volte Luka non è proprio il più simpatico (o il più sveglio) della comitiva, ma se serve per dare maggiore credibilità al personaggio ben venga.

I dialoghi sono credibili, sia per l’età dei protagonisti che per le circostanze, così come le intenzioni che ci sono alla base di certe loro scelte, alcune delle quali vengono prese alla fine di discussioni che danno maggiore verità alla narrazione.

Il ritmo, come dicevo all’inzio, è davvero serrato, succedono tante cose. Forse un po’ troppe, però, nelle ultime 40 pagine. Sì perché l’autore, probabilmente per incatenare il lettore e spingerlo a desiderare di leggere il seguito, ha introdotto nelle ultime pagine tutta una serie di elementi che hanno, a mio avviso, solo portato confusione.

Bastava anche meno, insomma. Secondo me chi è appassionato del genere aveva già trovato nelle pagine precedenti tutto ciò di cui aveva bisogno per voler andare avanti. Peccato, perdersi sul finale lascia sempre un po’ di amaro in bocca, ma “The Loop” rimane un romanzo assolutamente godibile.

Ultima considerazione: “The Loop” è stato classificato come un distopico YA ma non credo di essere del tutto d’accordo. I temi affrontati sono importanti, a volte sfociano nel sociologico come capita spesso nei distopici, e non mancano momenti di violenza. Il fatto che i protagonisti siano dei ragazzini non necessariamente implica che la categoria debba essere quella. Io lo consiglierei a un pubblico decisamente più ampio.

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