“La teoria imperfetta dell’amore” di Julie Buxbaum: uno YA straordinario

“La teoria imperfetta dell’amore” di Julie Buxbaum (DeA) mi è piaciuto davvero tantissimo. A chi ama il genere, consiglio di farsi travolgere dalle emozioni che Kit e David donano durante tutto il romanzo. Imperdibile!

TRAMA – A volte basta cambiare prospettiva per dare senso al mondo. Da quando suo padre è morto in un incidente d’auto, Kit non è più la stessa. Non ha più voglia di ridere, scherzare o confidarsi con le amiche di sempre. L’unica cosa che desidera è chiudere fuori il mondo intero e voltare pagina. Per questo decide di lasciare il tavolo affollato a cui si siede ogni giorno in mensa e prendere posto a quello di David. David, che gira per i corridoi della scuola con le cuffie nelle orecchie e non parla con nessuno. David, che è un genio della fisica ma quando si agita trema come una foglia. I due non potrebbero essere più diversi, ma lentamente quei pranzi in solitudine diventano un appuntamento fisso, atteso, e tra sguardi e parole sussurrate, Kit e David imparano a essere amici. Forse qualcosa di più. Fino a quando David decide di aiutare Kit a ricostruire che cosa è successo il giorno in cui suo padre è morto. Perché David non sopporta le questioni irrisolte, non sopporta le equazioni lasciate a metà. E farebbe di tutto per ricomporre i pezzi del cuore infranto di Kit. Ma il sentimento che li lega sarà abbastanza forte per resistere alla verità?

Appena ho visto il blogtour organizzato per “La teoria imperfetta dell’amore” ho scritto a Chiara, La Lettrice sulle Nuvole, chiedendole un parere sul romanzo e – lo ammetto – se ci fosse il lieto fine. Lei me ne ha parlato raggiante, in toni molto positivi e in un attimo mi ha convinta a iniziarlo. Devo dire che la lettura ha superato di gran lunga le mie aspettative, l’ho trovato davvero dolce, emozionante, sincero, delicato, reale.

Ci sono tante tematiche forti affrontate in questo libro, due su tutte: la diversità e il bullismo. Entrambe sono state descritte dall’autrice con estrema delicatezza, ma senza nascondersi dietro a un dito o a del falso buonismo.

Per le sue peculiarità e per le sue mancanze, David rientra “nello spettro autistico”. Molto intelligente, fa fatica a relazionarsi con gli altri, è infastidito dai rumori, da tutto ciò che modifica le sue abitudini e non riesce a decifrare alcuni comportamenti di chi gli sta intorno. Il liceo è un momento traumatico quasi per tutti, non è difficile immaginare quanto possa esserlo per il nostro protagonista.

Vittima di bullismo sin dalla più tenera età, i suoi genitori e sua sorella lo hanno aiutato a ritagliarsi un posto nel mondo, sia iscrivendolo a dei corsi di autodifesa che facendogli annotare su un quaderno i comportamenti socialmente corretti e le persone di cui fidarsi.

Quando, ancora una volta, viene preso di mira, quasi non se ne rende conto. “Quanto è grave?”, chiede a sua sorella, fino a chiudersi in se stesso quando ne percepisce la portata. In quelle pagine ci sono dei passaggi che mi hanno colpita allo stomaco. “Non mi vogliono soltanto morto, vogliono che mi suicidi. Apparentemente il miglior modo che ho di contribuire al mondo è abbandonarlo”, dice dopo aver ricevuto minacce.

La preside gli dirà: “Cosa dobbiamo fare con te?”, invece di capire che è una vittima. L’avrei presa molto volentieri a calci, decidete voi dove, va bene uguale. E David, nella sua massima onestà, non capisce perché sono tutti arrabbiati con lui, alcuni tanto da volergli fare del male, mentre nessuno gli ha detto: “Mi dispiace per quello che ti è successo”.

Allora si chiede: “Essere normali è essere come loro?”. Una domanda del genere non può che farci riflettere, sia su ciò che davvero vuole dire “normale”, che su come ci comportiamo nei confronti di chi viene etichettato come “diverso”.

Ne “La teoria imperfetta dell’amore” abbiamo anche Kit, della quale scopriremo la storia pagina dopo pagina. Il segreto che le pesa sul cuore verrà fuori solo alla fine, spiegando il dolore terribile che si porta dentro durante tutto il romanzo. Anche lei avrà le sue difficoltà da affrontare, i suoi drammi adolescenziali trattati sempre in modo delicato, senza scadere nei piagnistei. Devo ammettere che David però ha conquistato un pezzetto del mio cuore e inevitabilmente ha rubato la scena.

David è David non una persona autistica. Forse, come dice lui, il nome non gli addice, ma lui non è la sua sindrome. Un messaggio importantissimo che dovremmo fare nostro e che dovremmo ricordarci ogni giorno.

Ho un’ultima considerazione, in generale, sugli young adult. Ultimamente ne ho visti fin troppi in cui le dinamiche ruotavano solo e soltanto intorno al sesso, che abbondava manco si trattasse di erotici, e ne ho letti certuni che ho trovato del tutto inadatti per un pubblico giovane (anche se so bene che i tempi sono cambiati…).

La teoria imperfetta dell’amore” è senza dubbio un romanzo originale, ben scritto, che consiglio davvero a chi ha voglia di emozionarsi e di leggere una storia dolcissima.

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3 pensieri riguardo ““La teoria imperfetta dell’amore” di Julie Buxbaum: uno YA straordinario

  • 10 settembre 2018 in 8:12 am
    Permalink

    Sono molto contenta che ti sia piaciuto, questo libro è un gioiellino

    Risposta
  • 11 settembre 2018 in 11:29 pm
    Permalink

    Lo segno. Sono sempre alla ricerca di YA di questo tipo.
    Lea

    Risposta

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