“Osservatore oscuro” di Barbara Baraldi: un thriller incalzante da non perdere!

È stato bellissimo ritrovare Aurora Scalviati, il personaggio nato dalla penna di Barbara Baraldi. Dopo “Aurora nel buio“, con “Osservatore oscruro” (Giunti) l’autrice conferma il suo talento, e fa un passo in avanti.

Osservatore oscuro” è un thriller che mi ha tenuta incollata alle pagine senza darmi tregua, facendomi divorare un capitolo dopo l’altro. Per gli amanti del genere, Barbara Baraldi è una scrittrice da non farsi scappare. Chi la conosce, invece, troverà un romanzo ancora più bello del primo.

TRAMA – ”L’osservatore oscuro” è l’alter ego negativo che ci portiamo dentro, quello che ci dice che non ce la faremo, quello che alimenta le nostre paranoie, gli incubi peggiori… Per Aurora Scalviati, giovane profiler della polizia di Sparvara, i colleghi Bruno Colasanti, Tom Carelli e Silvia Sassi sono diventati la famiglia che non ha mai avuto. Ma tutto è destinato a cambiare con il ritrovamento, alla Certosa di Bologna, del cadavere di un uomo senza nome né documenti di riconoscimento. Gli unici indizi sono la bocca cucita, il corpo martoriato da un’antica, feroce tortura e un tatuaggio sul petto con il nome di Aurora, eseguito postmortem. Sospettata di essere coinvolta nell’omicidio e interrogata senza sosta, Aurora deve scontrarsi non solo con la diffidenza dei superiori, ma anche con quella dei suoi più stretti collaboratori. Persino il suo rapporto con Bruno viene messo a dura prova. Il poliziotto, avvilito per le complicazioni del suo rapporto con Aurora, si è fatto coinvolgere, sotto falso nome, in un giro di corse clandestine in cui bazzicano neonazisti e membri della malavita organizzata. Tom e Silvia, invece, sono troppo impegnati con i loro nuovi incarichi, l’uno presso la polizia postale e l’altra con l’accorpamento dei forestali con i carabinieri. Ognuno di loro, però, non sa di essere diventato il bersaglio di un serial killer che ha intenzione di uccidere uno per uno le persone più vicine ad Aurora. La sua rete di morte, gravata di minacciose simbologie nordiche che affondano nei più sanguinosi riti vichinghi, si stringe fino a raggiungere il collo di Isaak Stoner, il maestro di Aurora, il suo padre spirituale. Valraven è il nome in codice dell’assassino, il corvo sovrannaturale che per le antiche popolazioni scandinave divorava i corpi dei morti sul campo di battaglia. Solo una ragazza ferita e sofferente come Aurora Scalviati può raccogliere questa sfida. Lei e i fantasmi che la scortano e che, ancora una volta, si dimostreranno terribilmente reali…

Io amo leggere thriller, ma parlarne è sempre difficilissimo: il rischio di farsi scappare qualcosa è sempre in agguato. Così come lo è lo spietato killer di “Osservatore oscuro” che scende in campo in modo diretto sin dalle prime pagine, lasciando sul cadavere dell’uomo che ha ucciso il nome di Aurora tatuato sul petto.

Sono passati solo quattro mesi da quando la giovane profiler si è occupata del caso del Lupo Cattivo, raccontato in “Aurora nel buio“: in questo nuovo romanzo ci sono tanti riferimenti a quell’indagine, e mi sembra anche giusto sottolineare che non mancano gli spoiler. Quindi, caro lettore, se non lo hai letto ti conviene partire da lì, anche perché è nel primo romanzo che l’autrice ci racconta una parte del passato di Aurora molto importante, e come si è procurata quel proiettile in testa che l’ha segnata sia fisicamente che emotivamente.

Ma torniamo a “Osservatore oscuro“. Per buona parte del libro seguiamo le indagini di Aurora e le vicende in cui è coinvolto Bruno scorrere su due binari paralleli. Anche questo, oltre il racconto in sé, ha aumentato la suspence, perché per tutta la narrazione il lettore si chiede quando decideranno di buttare giù il muro che hanno alzato. È chiaro che entrambi hanno bisogno del sostegno dell’altro, ma in questo momento non sanno comunicare, si sono avvolti nei loro silenzi, nei loro non detti, facendosi ancora più male.

Possibile che Aurora gli mancasse così tanto? In fondo si erano lasciati andare solo una volta, nessuna promessa, solo un bisogno impellente o meglio, disperato, di unire la pelle, la bocca e il cuore. Ma chi voleva prendere in giro? Nell’istante in cui si erano aggrappati l’uno all’altra, si era sentito a casa.

Quel cadavere con la bocca cucita e il petto tatuato è il primo di una serie di tragici eventi che porteranno altre morti, altro dolore. Al centro c’è sempre lei, Aurora, tormentata da mostri, fantasmi e ossessioni, con il suo disturbo bipolare che si acutizza a causa della privazione di sonno o in presenza di uno stile di vita sregolato. Ma siamo certi che quello che vede sia davvero frutto della sua fantasia?

Aurora in questo romanzo ci racconta anche come sta provando ad andare avanti. Non vuole essere vittima delle sue ossessioni, non vuole rinunciare al suo istinto ma non desidera soccombere sotto il peso delle sue paure, e allo stesso tempo sta provando a rapportarsi agli altri in modo diverso.

Era come se la vita di tutti quanti fosse andata avanti mentre la sua fosse rimasta al palo, ancorata alle sue ossessioni. Aurora era riuscita ad allontanare tutti, e alla fine era rimasta sola. Ci aveva mai riflettuto davvero su quanto fosse difficile per gli altri rapportarsi con lei?

Aurora vuole togliersi di dosso la reputazione da “prima della classe caduta in disgrazia” che suscita sempre una certa diffidenza, vuole conservare i rapporti con gli amici che è riuscita a trovare a Spartana. Solo che sono proprio le persone che ha più vicine, alla quali è legata con sincero affetto, a essere in pericolo. Il killer l’ha presa di mira e ha deciso di farla soffrire uccidendo le persone che ama.

“Certo che lei è proprio uno spasso, Scalviati. A volte vede nemici dappertutto, altre non riesce a rendersi conto che sta per essere sommersa da una valanga di merda”.

Con un ritmo serrato e avvincente, Aurora dovrà mettere insieme i pezzi di un’indagine difficilissima: l’uomo che sta cercando non ha un volto, ne ha centinaia. Ma non solo: quello che scoprirà farà riaprire delle ferite del suo passato, riguarderà la sua famiglia, farà luce su un delitto che per troppo tempo era rimasto senza colpevoli. In un’escalation di tensione che costringe il lettore a non mollare più il libro.

Barbara Baraldi ci regala un finale apertissimo che rimanda necessariamente a un altro romanzo. Che, onestamente, non vedo l’ora di leggere!

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2 pensieri riguardo ““Osservatore oscuro” di Barbara Baraldi: un thriller incalzante da non perdere!

  • 11 marzo 2018 in 8:09 pm
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    Grazie mille per il nuovo aggiornamento.

    Risposta
  • 9 settembre 2018 in 11:04 pm
    Permalink

    Prezioso suggerimento.
    Questo romanzo mi è piaciuto tantissimo, e anch’io non vedo l’ora di ritrovare Aurora.
    Barbara Baraldi è sicuramente, a mio giudizio, un’eccellente scrittrice.
    Ho letteralmente divorato sia “Aurora nel buio” che “Osservatore oscuro”.

    Risposta

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