“A cantare fu il cane” di Andrea Vitali: tante risate e un indovinello lasciato senza risposta…

Quando ho iniziato a leggere “A cantare fu il cane” di Andrea Vitali (Garzanti) ho capito che avrei avuto bisogno di carta e penna: dovevo scrivermi tutti i nomi dei protagonisti del libro, un po’ come succede quando si comincia un romanzo di un autore russo…

Poi, però, dopo averli scritti e andando poco avanti nella lettura, quel foglio è rimasto piegato su un ripiano della libreria perché non mi è servito più: Andrea Vitali è stato capace di farmi immergere completamente nella scoperta dei suoi personaggi, le dinamiche tra loro sono risultate da subito chiare e loro mi sono sembrati immediatamente familiari. Così come Bellano, che fa da sfondo all’intera vicenda.

E ho riso. Tanto.

Ho riso con l’appuntato Misfatti e la sua disavventura (sì, lo so, non ci sarebbe nulla da ridere, però…); ho riso con le intuizioni del maestro/reporter – d’assalto, ovviamente – Crispini, noto per il suo coraggio e la sua intraprendenza (sì, sì, come no); ho riso con suor Venezia, che alla fine ha mostrato il suo lato tenero; ho riso con il commissario

I capitoli del libro sono strutturati come gli anelli di una catena e rendono il libro davvero piacevole e scorrevole. Poi sono brevi e stuzzicanti, insomma, uno tira l’altro. Bellano ha le dinamiche tipiche del piccolo paese, dove si conoscono tutti, dove non si può fare un passo senza che qualcuno lo venga a sapere (magari sbirciando da dietro le persiane…) e dove le voci corrono veloci, anche se non sempre sono esatte (o vengono interpretate correttamente!).

Alla fine il furto non sarà un furto, una fuga d’amore non sarà una fuga d’amore e nemmeno una corturbante principessa esotica sarà… va bè, lasciamo perdere, che è meglio!

Ho solo un appunto: ma si può sapere davanti a chi anche il Papa è costretto a togliersi il cappello? (P.S.: la risposta la trovato scorrendo più in basso, tra i commenti!!)

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7 pensieri riguardo ““A cantare fu il cane” di Andrea Vitali: tante risate e un indovinello lasciato senza risposta…

  • 6 Aprile 2017 in 11:17 am
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    Potrebbe essere il parrucchiere? Altrimenti come fa a farsi tagliare i capelli?

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      • 9 Aprile 2017 in 7:37 am
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        Bellissimo libro.letto in una notte.risposta ovvia.il barbiere

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  • 28 Agosto 2017 in 7:22 am
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    La risposta è nel libro stesso o meglio nell’indice finale dei nomi: tra i nomi appare Cimetta di professione barbiere, che nel testo non viene mai citato. La risposta all’indovinello è appunto: barbiere.

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  • 16 Settembre 2017 in 5:34 pm
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    Un racconto intrigante, con un meccanismo di equivoci che mi ricorda le vecchie serrature di bauli destinati a conservare valori, come è un valore descrivè in modo semplice la semplicita’ nella quale si viveva un tempo…. che quasi non ricordiamo più, ma che di tanto avremmo bisogno. Il progresso è realmente progresso e sinonimo di libertà e felicità?

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    • 16 Settembre 2017 in 5:35 pm
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      Domanda troppo difficile alla quale è impossibile secondo me dare un’unica risposta! Grazie per lo spunto di riflessione!

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  • 25 Settembre 2018 in 8:25 pm
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    Tra i più divertenti di Vitali

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