“La scrittrice del mistero” di Alice Basso: io AMO Vani Sarca

Dopo aver aspettato per mesi “La scrittrice del mistero” di Alice Basso (Garzanti), il nuovo libro della serie che ha come protagonista Vani Sarca, una persona sana di mente normale cosa avrebbe fatto? Se lo sarebbe centellinato, avrebbe avuto la lungimiranza di gustarselo con calma, non dico per mesi ma almeno per giorni… e invece niente.

Una volta cominciato, sono andata avanti fino alla fine, con una paresi facciale che mi costerà nuove rughe (non scherzo, all’ultima pagina ho dovuto massaggiare la mascella perché ho letto con un sorriso costantemente stampato in faccia. Ripeto, non scherzo), e adesso mi ritrovo con la stessa smania che ho avuto al termine di Non ditelo allo scrittore: quindi, Alice, a quando il quinto libro?

TRAMA – Per Vani Sarca fare la ghostwriter è il lavoro ideale. Non solo perché le permette di restarsene chiusa in casa a scrivere, in compagnia dei suoi libri e lontano dal resto dell’umanità, per la quale non prova grande simpatia. Ma soprattutto perché così può sfruttare al meglio il suo dono di capire al volo le persone, di anticipare i loro pensieri, di ricreare il loro stile di scrittura. Una capacità intuitiva innata che fa molto comodo all’editore per cui Vani lavora. Lui sa che solo la sua ghostwriter d’eccezione è in grado di mettersi nei panni di uno dei più famosi autori di thriller del mondo: perché Vani adora i padri del genere giallo, da Agatha Christie a Ian Fleming passando per Dashiell Hammett, e nessuno meglio di lei sa scrivere di misteri. Persino un commissario di polizia si è accorto delle sue doti e ha chiesto la sua collaborazione. E non uno qualsiasi, bensì Romeo Berganza, la copia vivente di Philip Marlowe: fascino da vendere, impermeabile beige e sigaretta sempre in bocca. Sono mesi ormai che Vani e Berganza investigano a braccetto. Ma tra un’indagine e l’altra qualcosa di più profondo sembra unirli: altrimenti Vani non saprebbe come spiegare i crampi allo stomaco che sente ogni volta che sono insieme. Eppure la vita di una ghostwriter non ha nulla a che fare con un romanzo rosa, l’happy ending va conquistato, agognato, sospirato. E il nuovo caso su cui Vani si trova a lavorare è molto più personale di altri: qualcuno minaccia di morte Riccardo, il suo ex fidanzato. Superare l’astio che prova per lui e decidere di aiutarlo è difficile, ma Vani sta per scoprire che la mente umana ha abissi oscuri e che il caso può tessere trame più intricate del più fantasioso degli scrittori.

Non avete letto “L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome”? MALE. Non avete lettoScrivere è un mestiere pericoloso? MOLTO MALE. Non avete lettoNon ditelo allo scrittore? MOLTO, ma MOLTO MALE (mettiamo anche un altro “molto” perché è il mio preferito)!

Se non conoscete Vani Sarca, la ghostwriter dark, ironica e incredibilmente sagace, nata dalla penna unica e inconfondibile di Alice Basso non avete idea di quello che vi state perdendo. Siete sempre in tempo per rimediare, i libri per fortuna non scadono, quindi su, andate in libreria o ordinate online il primo della serie. Poi sarà un attimo diventarne dipendenti.

Per chi invece ha seguito il percorso di Vani fino a qui, che dire? “La scrittrice del mistero” è un libro ricco di tante storie, pregno di sottotesto, di emozioni. C’è, come al solito, un libro da scrivere, un mistero da risolvere e, cosa più importante, l’amore con cui fare i conti. L’amore a tutto tondo, in realtà, quello appena nato, quello adolescenziale, quello che si incrina, ma anche quello malato.

Vogliamo parlare del commissario Berganza? Vogliamo davvero farlo o ci limitiamo a sospirare e a capire perfettamente i crampi allo stomaco di Vani?

«Ma tu dimmi. Roba da pazzi. E se non ho capito male io dovrei somigliare a Robert De Niro.»
«Tu somigli a Robert De Niro», dico. «Sono io che mi rifiuto di diventare una dark lady ipersexy in minigonna di pelle nera.»
«Tu sei una dark lady ipersexy in minigonna di pelle nera.» Crampo.

Sì, Vani Sarca è felice. Fa fatica anche lei ad abituarsi all’idea, ma lo è per una serie di ragioni che finalmente le fanno capire di essere nel posto giusto, circondata da persone che formano il suo “clan allargato Sarca adottivi”, un insieme così variegato da risultare perfetto, nel quale ci sarà posto, sul finire, per un “nuovo” elemento.

È una girandola di emozioni questo nuovo capitolo della serie. Quello spocchioso maledetto di Henry Dark, l’autore di bestseller a cui Vani farà da ghostwriter, commentando il suo lavoro verso la fine dirà: “Mi piace anche il modo in cui ha inserito i temi del sociale”, e devo ammettere che ho pensato la stessa cosa della maniera in cui l’ha fatto Alice Basso. Perché ne “La scrittrice del mistero” c’è un chiaro riferimento agli amori malati, all’incapacità dei più deboli di difendersi, a chi aggira la legge perché tanto lo fanno anche gli altri. E ho trovato toccante il modo in cui Berganza parlerà del problema peggiore del crimine, ovvero “l’infettività” (è il primo discorso di Berganza in cui “supera il muro delle cinquanta parole”, quindi col cavolo che ve lo riporto, dovete leggere il libro per sapere a cosa mi riferisco!).

Alice Basso, ancora una volta, ha scritto un romanzo impeccabile. Ironico, emozionante, con un ritmo serrato, mai banale, con personaggi e incastri perfetti. Tutto molto bello, davvero. Ma, ancora una volta, c’è la fregatura. “C’è il finale aperto”, direte voi. “Ovviamente”, potrei rispondere io, provando a mantenermi calma e pacata.

L’ultima frase del libro è composta da dodici parole. Che saranno mai dodici parole su un libro di più di trecento pagine? “Un’inezia, una bazzecola”, direte voi. “Ah, ah, ah, che ridere”, risponderei io, provando a non usare parolacce. E, invece, sono la fregatura. Sono l’ansia che ci terrà in piedi per i prossimi mesi. Sono il conto alla rovescia per il prossimo libro di Alice Basso.

“Eccheccazzo”, direbbe Vani. E avrebbe pure ragione…

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4 pensieri riguardo ““La scrittrice del mistero” di Alice Basso: io AMO Vani Sarca

  • 4 maggio 2018 in 7:28 am
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    Eccheccazzo! L’ultima riga…che si trattano così i lettori? Eh? Eh?

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  • 4 maggio 2018 in 9:56 am
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    io sono tra quelli che se lo stanno centellinando, non voglio che finisca e non voglio leggere l’ultima riga

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  • 16 agosto 2018 in 4:52 pm
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    Anche io purtroppo l’ho letto tutto d’un fiato pentendomi alla fine per non averlo centellinato !! Ma alla passione non si comanda ! Alice Basso e’ un genio !

    Risposta

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