“Annabella Abbondante” di Barbara Perna: che peccato

Annabella Abbondante” di Barbara Perna (Giunti) è stato un libro deludente. Avevo grandi aspettative e all’inizio la lettura mi era sembrata piacevole, ma poi, andando avanti, è risultata sempre meno avvincente, tanto che ho fatto davvero fatica a finirlo.

TRAMA – Tutti al tribunale di Pianveggio sanno che non si scherza sul pranzo, perché il giudice Annabella Abbondante ha un debole per la buona cucina ma è perennemente a dieta. Forse per colpa dei deliziosi cannoli della Palermitana, il bar in cui incontra ogni sera i suoi amici: il commissario Nicola Carnelutti e la giornalista Alice “ginger” Villani di Altamura. Abbondante sì, di nome e di fatto, una florida taglia 48 e una massa di capelli ricci e ribelli che le cadono sulle spalle, ma lo è soprattutto di cuore: sempre dalla parte dei più bisognosi e con il sorriso sulle labbra, nonostante le estenuanti udienze e le interminabili pile di fascicoli. Quando l’avvocato Matilde Santangelo si rivolge a lei per la scomparsa del fratello dalla clinica psichiatrica in cui era ricoverato, Annabella che ha una passione sfrenata per i gialli, non può fare a meno di impicciarsi. Negli stessi giorni, poi, un immobile che lei aveva messo all’asta viene incendiato con tanto di ritrovamento di resti umani: per il giudice e il fido cancelliere Paolo, detto Dolly, la ricostruzione del PM fa acqua da tutte le parti e scoprire la verità diventa un imperativo morale. Tanto più che il giudice Abbondante non accetta mai un no come risposta.Tra l’ennesimo appuntamento al buio, organizzato da sua sorella Fortuna – il numero 24 negli ultimi quindici anni – aste fallimentari e udienze oceaniche, Annabella vi conquisterà con la sua energia, la sua passione e il suo grande carisma.

A fine lettura, ma non solo, quello che più spesso ho pensato è stato: “Peccato”. Peccato perché il primo libro con protagonista Annabella Abbondante avrebbe potuto essere molto meglio di così. A mio avviso, l’esordiente Barbara Perna avrebbe potuto essere seguita in modo più puntale in fase di editing.

Sono evidenti ripetizioni, di situazioni e di scambi verbali tra i personaggi; c’è una parte centrale troppo lunga, piena di stereotipi e di luoghi comuni che è messa lì solo con il risultato di distrarre il lettore; sono inverosimili molte delle sequenze tragicomiche che vedono il giudice come protagonista; non c’è un corretto bilanciamento tra le parti che compongono il romanzo.

Ho pensato: “Peccato”, perché la penna di Barbara Perna è brillante e acuta, ma il suo primo lavoro è decisamente acerbo. Probabilmente più adatto a lettori “non forti” che non possono facilmente fare un confronto con altri titoli, o altre autrici italiane delle stesso genere. So che fare paragoni è sbagliato, ma quando si legge un romanzo che non riesce a fare presa, allora è quasi inevitabile.

Il giallo, che non è perfetto ma che comunque è ben costruito, purtroppo si perde in un mare di altre cose (per lo più superflue) che distolgono l’attenzione e spesso fanno perdere il filo.

Ho notato anche che, a volte, la volontà di far sorridere il lettore diventa quasi forzata, e si perde quella naturalezza che rende personaggi e trama molto più piacevoli. Una naturalezza che olia gli ingranaggi di un romanzo di questo genere, e che è ben visibile in alcune pagine di “Annalisa Abbondante“. Troppo poche, purtroppo.

Durante la lettura, inoltre, si avverte come l’esigenza di Barbara Perna di volerci fare sapere tante cose della sua protagonista, ma probabilmente avrebbe potuto diluire le informazioni e spalmarle in modo diverso, specie se l’intenzione è farlo diventare un personaggio seriale. La fine del romanzo non fa pensare a un secondo libro, sembra come se si siano chiusi tutti i sospesi, e al lettore non resta alcuna curiosità per un ulteriore romanzo.

Peccato, appunto. Non posso fare altro che ripetermi.

Un pensiero riguardo ““Annabella Abbondante” di Barbara Perna: che peccato

  • 10 Novembre 2021 in 8:11 am
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    io ho trovato che nel libro siano presenti troppe troppe troppe parti che sembrano messe lì a caso, per allungare il brodo… Anche secondo me prima parte interessante e poi ad un certo punto un crollo rovinoso

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