“Sei di Corvi” di Leigh Bardugo: non resta che aspettare il seguito!

Si è fatto un gran parlare di “Sei di Corvi” di Leigh Bardugo (Mondadori), il primo libro di una duologia fantasy che finalmente è arrivata anche in Italia (il secondo volume sarà in vendita dal 29 ottobre, quindi non ci sarà molto da attendere). Senza dubbio una lettura piacevole anche se piccole cose non mi hanno convinta del tutto.

TRAMA – A Ketterdam, vivace centro di scambi commerciali internazionali, non c’è niente che non possa essere comprato e nessuno lo sa meglio di Kaz Brekker, cresciuto nei vicoli bui e dannati del Barile, la zona più malfamata della città, un ricettacolo di sporcizia, vizi e violenza. Kaz, detto anche Manisporche, è un ladro spietato, bugiardo e senza un grammo di coscienza che si muove con disinvoltura tra bische clandestine, traffici illeciti e bordelli, con indosso gli immancabili guanti di pelle nera e un bastone decorato con una testa di corvo. Uno che, nonostante la giovane età, tutti hanno imparato a temere e rispettare. Un giorno Brekker viene avvicinato da uno dei più ricchi e potenti mercanti della città e gli viene offerta una ricompensa esorbitante a patto che riesca a liberare lo scienziato Bo Yul-Bayur dalla leggendaria Corte di Ghiaccio, una fortezza considerata da tutti inespugnabile. Una missione impossibile che Kaz non è in grado di affrontare da solo. Assoldati i cinque compagni di avventura – un detenuto con sete di vendetta, un tiratore scelto col vizio del gioco, uno scappato di casa con un passato da privilegiato, una spia che tutti chiamano lo “Spettro”, una ragazza dotata di poteri magici -, ladri e delinquenti con capacità fuori dal comune e così disperati da non tirarsi indietro nemmeno davanti alla possibilità concreta di non fare più ritorno a casa, Kaz è pronto a tentare l’ambizioso quanto azzardato colpo. Per riuscirci, però, lui e i suoi compagni dovranno imparare a lavorare in squadra e a fidarsi l’uno dell’altro, perché il loro potenziale può sì condurli a compiere grandi cose, ma anche provocare grossi danni…

Se c’è una cosa che ho imparato iniziando a leggere fantasy è che quando si comincia un libro di questo genere ci vuole pazienza. Che i primi capitoli saranno sempre introduttivi, che serviranno per far ambientare il lettore nel mondo creato dall’autore, per spiegargli le dinamiche e per introdurre i personaggi.

Leigh Bardugo, invece, questo tempo non se lo prende. Sin dall’inizio scopriamo quale sia il problema: nel primo capitolo ci sono personaggi che non incontreremo più ma capiamo (più o meno) cosa sia la “parem” e chi siano (sempre più o meno, ancora) i Grisha.

Essere direttamente catapultati dentro la storia potrebbe derivare dal fatto che l’autrice ha già pubblicato una trilogia ambientata nello stesso mondo – che ancora in Italia non è stata tradotta – e che probabilmente ha preferito non soffermarsi su argomenti già discussi in precedenza.

Se con le ambientazioni non è scesa nel dettaglio, per fortuna non ha fatto lo stesso con i protagonisti di questa storia, con i nostri sei (tre erano già nei libri precedenti, per questo l’ho specificato).

La Bardugo, in questo caso, non ci dirà tutto subito: mi è piaciuto conoscere la loro storia un pezzetto alla volta, lungo tutta la narrazione. Fino all’ultimo scopriamo qualcosa del loro carattere o ci viene fornito un nuovo tassello che spiega cosa ci sia dietro alcune scelte o determinate azioni.

E sono certa che nel volume che seguirà “Sei di Corvi” avremo tante altre sorprese… La mia preferita è stata senza ombra di dubbio Nina, sia per il suo amore per i dolci, che per il suo carattere. Non mi ha deluso fino alla fine.

Accanto a lei non posso che mettere Matthias, che mi ha fatto tribolare mannaggia a lui, ma il più sorprendente rimane Kaz. Il ragazzo dai mille trucchi, quello con il passato più ingombrante che lo reso ciò che è diventato. Il giovane che è pronto a mettere di nuovo tutto in discussione e che avrei preso volentieri a calci. Specie alla fine (“più stupido di un pollo” te lo dici da solo, ma io mi associo!).

Sarà Kaz a mettere insieme i sei Corvi, a portare con sé il suo Spettro, Inej; ad allontanare dai tavoli di gioco Jesper; a dare una possibilità a Wylan (non so perché, ma qualcosa mi dice che sarà lui a darmi grandi soddisfazioni nel secondo libro! Vedremo!).

Un giocatore d’azzardo, un detenuto, un figlio ribelle, una Grisha smarrita, una ragazza Suli che era diventata un’assassina, un ragazzo del Barile che era diventato qualcosa di peggio.

Un gruppo davvero niente male. Ma se c’è una nota stonata in tutto il romanzo è la loro età. Non è credibile che abbiano tra i 16 e i 17 anni, non parlano come degli adolescenti e non si comportano come se lo fossero. Leggendo il libro si tende a dimenticare questo particolare, ma ogni volta che è saltato fuori ho storto il naso. Semplicemente bastava dargli qualche annetto in più e sarebbe stato più “realistico”, pur rimanendo nella finzione.

Su questi sei poveri disgraziati non avrebbe scommesso nessuno, figuriamoci quando l’impresa è di quelle davvero impossibili. Devo dire che i piani di Kaz mi hanno sorpresa diverse volte; mi è piaciuto molto il loro viaggio verso la Corte di Ghiaccio e il momento in cui si ri-organizzano dopo che alcune cose non sono andate proprio come speravano.

Ho trovato invece, qualche capitolo prima della fine, alcuni passaggi un po’ frettolosi e un paio davvero improbabili che hanno secondo me scheggiato un impianto molto solido. Un peccato, ma nulla che infici l’intera avventura.

Lo stile dell’autrice è ricco, pieno di dettagli, senza mai essere “troppo”. Riesce a tenere l’attenzione sempre molto alta, specie da poco meno di metà libro in poi. La smania di sapere come andrà a finire mi ha tenuta incollata alla pagine, facendomi finire il romanzo molto prima di quanto avessi pianificato.

Non resta che attendere il 29 ottobre per sapere cosa succederà ai nostri sei, che sono certa hanno catturato il cuore di moltissimi lettori anche in Italia.

Per qualche curiosità sull’autrice, i suoi lavori e la serie tv che è in programma vi rimando a un articolo pubblicato sul sito Mondadori pieno di dettagli.

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3 pensieri riguardo ““Sei di Corvi” di Leigh Bardugo: non resta che aspettare il seguito!

  • 17 Ottobre 2019 in 7:27 am
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    Il secondo libro è necessario!
    E Wylan è tenerello, spero che gli sia dato più spazio.
    Felice che ti sia piaciuto ^^

    Risposta

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