“Penelope Poirot fa la cosa giusta” di Becky Sharp: una protagonista davvero unica!

Devo ringraziare Stefania, una delle Due lettrici quasi perfette per avermi consigliato “Penelope Poirot fa la cosa giusta” (Marcos y Marcos), primo libro di Becky Sharp con questa protagonista davvero unica: irresistibile, ma anche una grandissima rompip…

TRAMA – Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot sprizza talenti: la vocazione per risolvere misteri, la propensione a vivere artisticamente, il palato fine e la penna feroce di una critica gastronomica perfetta. La passione, si sa, quando arde divora, e Penelope Poirot è provata nello spirito quanto ammorbidita nel corpo; stile Botticelli, dice lei, stile krapfen, pensa e non dice Velma Hamilton, la sua nuova, perplessa segretaria. È il momento di cambiare, di partire: c’è una clinica salutistica, nelle colline del Chianti, che promette di depurare corpo e mente. Ha un bel sapore gotico, avvolta così dai rampicanti, stemperato dalla luce dorata che occhieggia dalle persiane. A cena il cibo è mesto, ma il bellissimo giardiniere sa come fartelo dimenticare. La donna alta e misteriosa scatena rivalità, odio e simpatia; la famosa scrittrice il desiderio insopprimibile di rubarle il marito. Penelope non rinuncia al tacco dodici e alla volpe bianca neppure quando trascina Velma ad abbandonare ogni principio in osteria, e basta una pasticca alla violetta per coprire un altro vizio clandestino. Poi, nelle sedute libido-dinamiche, scavano tutti insieme buche immaginarie per disseppellire i segreti. Operazione non priva di rischi: certi segreti, allo scoperto, esplodono. C’è odore di gelo nell’aria di novembre, e il delitto, quando accade, è sulla neve bianca. Neve che cade imperterrita sull’assassino, sulle prossime prede, sulla nuova trappola. Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot non ci casca. In certi casi, solo lei sa qual è la cosa giusta.

È stata davvero una piacevole lettura “Penelope Poirot fa la cosa giusta“, un giallo che conserva l’impianto narrativo classico arrichito da una protagonista irriverente e dialoghi serratissimi.

Credo sia stata un’idea vincente affidare, nella prima parte, la narrazione a Miss Velma Hamilton, la nuova segretaria di Penelope Poirot, “zitella irrevocabile” costretta a trovarsi un lavoro: attraverso i suoi occhi, il lettore riesce a conoscere meglio la protagonista del libro, l’esuberante, e a tratti davvero insopportabile, pronipote del celeberrimo Hercule.

La “donna krapfen” e la zitella non hanno nulla in comune ma costituiscono un duo incredibile: i loro scambi di battute sembrano sin dall’inizio un copione ampiamente collaudato e rendono viva la narrazione.

“Soffre di adenoidi, Velma?”.
“No, madam”.
“E allora perché se ne sta con la bocca spalancata, come un’inglese di mezza età? È sconveniente mostrare un’aria tanto stupita. Fa molto provinciali all’estero”.

Le due finiscono in una clinica salutistica nel Chianti: Penelope vuole eliminare un po’ di stress e ha bisogno di Velma per stilare le sue memorie. Ma “il sangue che le scorre nelle vene” fin da subito le fa intuire che alla villa ci sono relazioni sospette e intrighi da svelare. Peccato che non le venga difficile cadere in congetture errate, fare la melodrammatica, vedere pericoli dove non ce ne sono e fidarsi delle persone sbagliate… Un mezzo disastro insomma, ma assolutamente divertente.

Come nel più classico dei gialli, a metà libro ci sarà il ritrovamento del cadavere di uno degli ospiti della villa e in pieno stile Agatha Christie tutti i sospettati sono riuniti sotto lo stesso tetto. Nella seconda parte la prima persona viene affidata a Penelope: conosceremo i suoi pensieri, qualche vizio e le sue emozioni, anche se non si svela mai del tutto.

Ci sono un altro paio di soluzioni narrative che mi sono piaciute molto. Per prima cosa, i capitoli sono preceduti da una pagina, a volte meno, con il punto di vista degli altri ospiti della villa: a volte sono interventi chiarificatori, altre gettano un nuovo alone di mistero. In più, durante la narrazione si apre uno spiraglio sul passato prima di Velma e poi di Penelope, con degli scambi di battute tra parentesi. Questo sbirciare dalla serratura mi ha lasciato intendere che c’è tanto altro da scoprire di questi due personaggi: se Becky Sharp li ha introdotti per prendere il lettore all’amo con me ci è sicuramente riuscita!

L’unica cosa che non mi ha fatto impazzire è stato il finale, mi ha lasciata un po’ perplessa non l’individuazione del colpevole ma la mancanza di prove per inchiodarlo. Ad ogni modo, sono curiosa di scoprire le altre avventure di Penelope Poirot e Miss Hamilton. Chissà in che guai si saranno cacciate…

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