“Non c’è gusto senza te”, di Gloria Brolatti ed Edy Tassi: iniziamo il nuovo anno con l’acquolina in bocca!

(Recensione e foto di Azzurra Sichera)

Non poteva esserci inizio più dolce per il 2017! “Non c’è gusto senza te” è un libro scritto a quattro mani da Gloria Brolatti ed Edy Tassi per Harper Collins Italia. Per prima cosa voglio dirvi che l’intesa tra le due autrici è davvero “perfetta”, come la definiscono nei ringraziamenti: i complimenti vanno a loro per aver scritto un romanzo che è omogeneo e sembra uscito da un’unica penna, e vanno estesi anche alla loro editor!

Passiamo alla storia. Caterina è una giornalista, arriva dalla Puglia e ha un blog. Io sono una giornalista, sicula, quindi ancora più a Sud, e ho un blog. Potevo non appassionarmi a lei e alla sue rocambolesche vicende lavorative e amorose? Ecco, per cominciare, la TRAMA:

Cos’hanno in comune una pasta alla Norma destrutturata e delle frittelle di zucchine? Un’ostia di polpo e un biscotto al cioccolato? Niente. Proprio come lo chef Massimiliano Vialardi e la foodblogger Caterina Malena. Lui propone una cucina dal forte impatto estetico, estremamente raffinata e algida. Lei dispensa ricette e consigli ereditati dalla nonna pugliese, pensati per donne che non hanno tempo di trascorrere mezza giornata in cucina “per rendere sferico il fumetto di pesce”. Eppure Caterina e Massimiliano dovranno imparare a collaborare per realizzare un progetto top secret, che potrebbe rappresentare la soluzione ai loro problemi. Caterina, infatti, ha perso il lavoro, ma la sua famiglia non lo sa e non lo deve sapere. Massimiliano, invece, ha bisogno di nuovi locali perché la madre ha deciso di trasformare il suo ristorante in una galleria d’arte temporanea. Così, anche se è l’ultima cosa che vorrebbero fare, i due si ritrovano a cucinare insieme, chiusi in una villa dove andare d’accordo sembra impossibile. Tra Milano, Cisternino di Brindisi e l’Oltrepo Pavese; tra programmi televisivi, battibecchi, tradimenti e impreviste riappacificazioni, la schermaglia, nata dosando ingredienti e sguardi davanti alle telecamere, si trasforma fra le mura della villa in una storia che cuoce a fuoco lento, profuma di cacao, ha un lato dolce tutto da scoprire… e lascia in bocca il gusto persistente dell’amore.

Il libro mi è piaciuto molto soprattutto per come descrive ciò che succede attorno ai protagonisti della storia d’amore e per come, di fatto, rende in alcuni momenti della narrazione “principali” alcuni personaggi che potrebbero essere considerati “secondari”.

Il focus si sposta continuamente per far in modo che il lettore possa conoscere davvero tutti gli attori della storia, dal vecchio vicino di casa, scontroso e con la mania delle piante, al fratello di Caterina costretto a vivere nell’ombra della (presunta) perfezione della sorella; dalla madre di Massimiliano, odiosa come pochi personaggi della letteratura, fino al cane del padre dello chef, descritto con una precisione e una cura davvero ammirevoli; passando poi per la casalinga frustrata che avrà la sua rivalsa, le amiche di Caterina, una presentatrice televisiva che incarna perfettamente tutti gli stereotipi e la famiglia della foodblogger, che non comprende solo i genitori, ma gran parte della comunità di Cisternino.

Insomma, non so se definirlo “corale” è corretto, ma vi assicuro che in questo romanzo nessuno dei personaggi è stato lasciato al caso dalle due autrici, tutti hanno avuto la propria “fetta” (per rimanere in tema culiniario!) di libro, la giusta attenzione, la propria sfumatura di colore o, se volete, il perfetto mix di ingredienti. Ci tengo a sottolinearlo perché non è semplice e davvero in pochi ci riescono così bene.

Le dinamiche che si instaurano tra Massimiliano e Caterina sono davvero molto divertenti, ma un altro punto su cui mi vorrei concentrare è il tema della famiglia. Le due autrici ci hanno mostrato diversi tipi di nuclei familiari (sebbene il signor Cazzaniga sia rimasto solo, non si può dire che le sue amate piante non siano per lui come delle figlie o delle nipoti), descrivendo le dinamiche che si instaurano tra genitori e figli, tra fratelli, che ognuno di noi riconosce molto bene. Le famiglie di Caterina e di Massimiliano sono molto diverse tra loro, aggiungerei anche quella di Anna, ma sono certa che riuscirete a riconoscere, in ognuna delle tre, uno spaccato della vostra quotidianeità, anche magari solo un’emozione o una sensazione.

Insomma, se pensate che “Non c’è gusto senza te” sia solo un romanzo d’amore, vi sbagliate di grosso! Anche perché all’interno troverete tante gustose ricette, alcune delle quali vale davvero la pena di sperimentare!

Vi lascio con una delle battute che più mi ha fatto ridere del libro, una delle tante perché il romanzo è davvero molto divertente:

Massimiliano seguì il movimento delle sue braccia che si incrociavano con petulanza sotto al seno. No, niente seno. Caterina Malena non aveva un seno. Aveva un blog. 

🙂

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