“Dracula” di Bram Stoker: siamo sicuri che i vampiri non esistano?

Recensione e foto di Renato Magistro

“Dracula” di Bram Stoker (MiniMammut di Newton Compton) è un classico dell’horror gotico, fonte di ispirazione per diversi registi da Terence Fisher a Francis Ford Coppola. Finalmente capisco il perché.

Bram Stoker riesce a portare i lettori dentro i luoghi di Dracula, dal suo castello in Transilvania alla Londra di fine ottocento e riesce a dare vita, corpo e fisionomia alle sue creature, fra tutti il vampiro più famoso del mondo, il conte Dracula.

LA TRAMA – Jonathan Harker è un giovane avvocato che viene incaricato di concludere un affare immobiliare che prevede l’acquisto di una residenza a Londra da parte di un nobile della Transilvania, il conte Dracula.

Dal suo arrivo a Passo Borgo, Jonathan si scontra con la superstizione della gente del luogo, che cerca di dissuaderlo dall’andare al castello. Il conte si mostra da subito gentile e accogliente, tuttavia qualcosa insospettisce il giovane avvocato: Dracula non si ferma mai per la cena e i loro incontri avvengono solo dopo il tramonto.

Avendo capito di trovarsi in una residenza infestata dai vampiri, Jonathan riesce a fuggire e verrà ricoverato a Budapest, dove verrà raggiunto dalla fidanzata Mina.

Nel frattempo Mina, non ricevendo notizie dal suo futuro sposo, si recava a Whitby per sostenere l’amica Lucy, in procinto di convolare a nozze. In quel periodo nella cittadina, durante una tempesta approda una nave il cui capitano viene trovato morto e dalla quale fugge un cane inferocito. Dracula è arrivato in Inghilterra.

La sua prima vittima sarà proprio l’amica di Mina, Lucy, che diventerà a sua volta vampira seminando il terrore al cimitero di Whitby. Alcuni bambini racconteranno di aver trascorso la notte con la “bella signora”.

Mina, ricevute notizie sulle condizioni di salute del fidanzato da Budapest, vi si reca e lo assiste finché, sposatisi, non riescono a tornare a Londra insieme.

Il dr. Seward, che aveva in cura Lucy e che contestualmente segue lo strano caso di un paziente zoofago, Renfield, chiede aiuto al suo maestro, il professore olandese Abraham Van Helsing.

Dall’arrivo di Dracula, ignorato dai medici, Lucy comincia a subire una debilitazione continua che, nonostante le trasfusioni la condurranno alla morte e, contestualmente, il paziente Renfield subisce un peggioramento delle proprie condizioni esibendo comportamenti violenti e alludendo a un fantomatico Signore.

Van Helsing, dopo approfonditi studi capisce che il problema scaturisce dalla presenza del vampiro a Londra, così con l’aiuto di Harker e Mina, del dr. Seward, del suo allievo Quincy Morris e dello sfortunato Arthur Hawkins (promesso sposo di Lucy), elabora un piano per uccidere per sempre i “Non morti”.

Dracula capisce le intenzioni di Van Helsing e dopo aver preso di mira la giovane Mina, prova a tornare al suo castello in Transilvania. In un precipitare di eventi, il gruppo di Van Helsing riesce a sconfiggere il Conte e a salvare la vita di Mina.

In questo romanzo epistolare c’è tutto. Riferimenti storici, descrizioni geografiche dettagliate, amore, passione per il proprio lavoro. Le ansie e le paure dei protagonisti si riversano magistralmente sul lettore che rimane incollato alle pagine del libro vivendo gli spazi e le atmosfere rese tetre dalla presenza infestante del Conte.

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