Questa volta leggo: “La madre sconosciuta” di Kimberley Freeman

Nuovo appuntamento con la rubrica “Questa volta leggo“, nata da un’idea di Laura (La Libridinosa), Chiara (La lettrice sulle nuvole) e Dolci (Le mie ossessioni librose). Il tema di questo mese è “Un romanzo storico” e io ho scelto “La madre sconosciuta” di Kimberley Freeman (Tre60).

TRAMA – Inghilterra, 1874. A 19 anni, finalmente Agnes può lasciare l’orfanotrofio in cui è cresciuta. E finalmente può mettersi in cerca di sua madre. Da poco, infatti, ha scoperto che chi l’ha abbandonata le ha lasciato accanto un bottone decorato con un unicorno. E lei ricorda benissimo un cappotto cui mancava proprio un bottone identico, un cappotto donato all’orfanotrofio da una nobildonna, Genevieve Breckby… Convinta che Genevieve sia sua madre, Agnes ne ripercorre le tracce fino a Londra e a Parigi e poi, mossa da un’incrollabile determinazione, s’imbarca sulla Persephone, che la condurrà in una terra selvaggia e misteriosa: l’Australia… Londra, oggi. È in Australia che Tori ha deciso di vivere. Ma adesso deve tornare a casa, in Inghilterra: non solo per lasciarsi alle spalle un doloroso divorzio, ma soprattutto perché la madre, Margaret, brillante studiosa dell’epoca vittoriana, soffre di Alzheimer. Così, per combattere la tristezza e aiutare la madre, mette ordine nelle sue carte e trova una lettera che risale alla fine dell’800. Una nobildonna scrive alla figlia, spiegandole i motivi per cui l’ha abbandonata, e le incredibili vicissitudini che l’hanno portata a quel terribile gesto. Ma la lettera è incompleta e Tori, prima incuriosita e poi sempre più coinvolta, decide di mettersi alla ricerca dei fogli mancanti…

“La madre sconosciuta” di Kimberley Freeman (Tre60narra una storia meravigliosa letta tutta d’un fiato, nonostante siano quasi 500 pagine, durante la quale non è stato difficile amare alcuni personaggi fino a commuovermi.

La vicenda si svolge su due piani temporali, e i passaggi di una lettera indirizzata “Alla bambina, che non ho potuto tenere” ci riportano ancora più indietro nel tempo. Nel presente conosciamo Tori, una donna prigioniera di un matrimonio infelice e depressa a causa della mancata maternità, che adesso più che mai deve essere figlia: è sua madre, una brillante studiosa ormai spezzata dall’Alzheimer, ad aver bisogno di lei. Facendo ordine tra le sue carte, troverà alcuni passaggi di una lettera che daranno il via alla narrazione vera e propria.

Dico così perché il presente ha fatto meno presa su di me rispetto al passato. Tori mi è sembrata sfuggente e – probabilmente perché la sua storia rimane quasi marginale – non sono riuscita a entrare in empatia con lei. Nonostante la sua decisione di restare accanto alla madre, l’ho percepita anche un po’ egoista…

A tenermi incollata alle pagine di questo romanzo è stata, invece, la storia di Agnes. A 19 anni lascia l’orfanotrofio dov’è cresciuta per cercare sua madre. “Quanta strada sei disposta a fare per trovarla?”, le viene chiesto a metà romanzo e sicuramente ne compirà molta più di quanta si sarebbe mai immaginata, quando fantasticava di incontrarla.

Non avrebbe smesso di cercare Genevieve. Non perché fosse un’arrampicatrice sociale. Non aveva in mente di imporsi a quella famiglia per approfittare della sua ricchezza, del suo prestigio. Voleva solo qualcuno a cui voler bene.

La sua sarà un’avventura incredibile, descritta a mio parere molto bene, arrichita da particolari e intrecci che tengono viva la narrazione. La smania di Agnes in poco tempo diventa quella del lettore: riuscirà a trovare sua madre? Sarà come lei l’ha sognata? Come si svolgerà il loro primo incontro? Cosa si diranno?

Ho divorato le pagine mossa dalla voglia di sapere come sarebbe andata a finire, godendomi nel frattempo il viaggio grazie alla splendida capacità narrativa dell’autrice che alla fine mi ha sorpresa. Ci sarà una rivelazione che rimetterà ogni cosa in discussione: io sono dovuta andare indietro a rileggere alcuni passaggi. Un ulteriore plauso a Kimberley Freeman per avermi spiazzata verso la conclusione, con una naturalezza sorprendente.

Il finale, come potete ben immaginare conoscendomi, mi ha commossa, ma non è stata l’unica parte. Durante la traversata che la condurrà in Australia, Agnes incontrerà la sua amica d’infanzia, Gracie. Non vi anticipo nulla, ovviamente, ma l’autrice descrive momenti toccanti e lo fa con grande cura. E poi, come potevo non sospirare quando vengono narrati i sentimenti di Agnes e Julius? Come si fa a restare indifferenti a passaggi come questo:

Lui la guardò, e accadde qualcosa tra loro. Si scambiarono un’ondata di calore ed energia che lei non aveva mai sperimentato, un istante di luce e nitore incomparabili. Le si mozzò il fiato.

(Breve pausa sospiro, dovuta soprattutto all’uso della parola “nitore” per cui ringrazio la traduttrice, Maddalena Togliani)

Per chi ama storie come queste consiglio caldamente la lettura de “La madre sconosciuta” di Kimberley Freeman, romanzo al quale mi sono avvicinata grazie alla recensione di Laura. Un piccolo gioiello che vale la pena scoprire e apprezzare per come merita.

Vi lascio le tappe della rubrica per il mese di novembre:

 

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20 pensieri riguardo “Questa volta leggo: “La madre sconosciuta” di Kimberley Freeman

  • 26 novembre 2018 in 10:30 am
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    Bella recensione. Voglio questo libro.
    Lea
    P.S. Comunque le tue recensioni sono sempre belle

    Risposta
  • 27 novembre 2018 in 5:23 pm
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    anche io sono un po’ come Chiara, i romanzi di questo tipo non mi fanno impazzire, ma ti confesso che le tue parole mi hanno messo la pulce all’orecchio. soprattutto quando parli della commozione. io segno chissà che non arrivi il momento giusto anche per me per leggere questo libro!

    Risposta
  • 28 novembre 2018 in 7:39 am
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    Lo voglio! Già Laura mi aveva indotta in tentazione, tu mi hai fatta capitolare. Altro libro in lista (*piange disperata*)

    Risposta
  • 28 novembre 2018 in 8:41 am
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    Lo voglio! Laura mi aveva già indotta in tentazione, tu mi hai fatta capitolare! In lista (*piange disperata*)

    Risposta
  • 28 novembre 2018 in 8:53 am
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    Stava già in WL grazie alla Libbbbri, adesso ha un altro buon motivo per starci!

    Risposta
  • 28 novembre 2018 in 9:19 am
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    Sembra proprio il ltipo di libro che potrebbe piacermi. Grazie per avermelo fatto conoscere.

    Risposta
  • 28 novembre 2018 in 11:03 am
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    Molto belle le tue parole e quindi sono convinta che il libro meriti di essere letto. Lo aggiungo alla mia infinita lista (tra poco è Natale anche!) .

    Risposta
  • 29 novembre 2018 in 9:13 am
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    Comprato! Me lo gusterò a Natale e Santo Stefano.
    Lea

    Risposta

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