Questa volta leggo: “Vita d’albergo” di Javier Montes

Nuovo appuntamento con la rubrica “Questa volta leggo“, nata da un’idea di Laura (La Libridinosa), Chiara (La lettrice sulle nuvole) e Dolci (Le mie ossessioni librose). Il tema di questo mese è “Un libro non ambientato in Italia” e io ho scelto “Vita d’albergo” di Javier Montes (Nutrimenti).

TRAMA – Il protagonista e narratore di questo libro è un solitario e metodico ‘critico di alberghi’, un perfetto erede degli ironici spettatori dell’esistenza creati da Henry James. Sebbene sia molto apprezzato per i suoi articoli e riceva perfino mail e lettere da ammiratori, è fin troppo consapevole che “non è tanto difficile essere il migliore in un lavoro nel quale c’è poca concorrenza”. Ma le sue certezze sono destinate a incrinarsi. Un giorno entra per errore in una camera d’albergo che non è la sua e assiste a un cerimoniale erotico messo in scena da una magnetica quarantenne che gestisce Vita d’albergo, un blog per soli adulti che, fin dal titolo, presenta inquietanti affinità con la rubrica che egli cura per un giornale. A partire da questo momento, avrà inizio una spiazzante e concitata ossessione. E il viaggio che il critico intraprenderà sulle tracce della donna misteriosa, inseguita da una città all’altra, da un albergo all’altro, avrà conseguenze imprevedibili.

Ammetto subito che farò un po’ fatica a parlarvi di “Vita d’albergo” perché se da un lato ho trovato la scrittura di Javier Montes molto originale e interessante, dall’altro non sono riuscita a entrare del tutto nella storia che viene raccontata.

Lo stile narrativo del romanzo ricalca in pieno il nostro protagonista: malinconico, spigoloso, sempre un po’ distante. Il protagonista e il modo in cui viene descritto si mescolano, quasi si rincorrono, in un gioco che consente al lettore di capire davvero gli stati d’animo di questo recensore d’albergo, di empatizzare con lui anche se probabilmente nella vita reale non ce lo sogneremmo nemmeno.

L’autore ce lo racconta sin da subito in quella che sarà la svolta della sua vita: arrivato nell’ennesimo albergo da recensire, gli viene consegnata una chiave sbagliata, quella di una stanza già occupata. Da quel momento sarà come cadere dentro lo specchio. Non tanto perché attraverso uno spiraglio vedrà che stanno girando un video porno, ma perché è come se si svegliasse da un letergo durato una vita intera e guardasse quello che lo circonda per la prima volta.

Questo lo porterà a interrogarsi, a riflettere sulla sua condizione di viaggiatore immobile, sulla solitudine che a volte più che unire crea estranei, sul senso di una ripetitività priva di calore.

Non so quando ha smesso di sembrarmi ragionevole la possibilità che le cose debbano rimanere così per sempre. Quando ha smesso di bastarmi questo avanzare senza di fatto fare un passo, di sentire che mi avvicino sinuosamente a una conclusione, di pensare che una conclusione non è altro che questo: avvicinarsi indefinitivamente a una conclusione.

La donna che sta a capo del sito porno lo ammalierà a tal punto da decidere di inseguirla. Nella trama si legge che ci saranno “conseguenze imprevedibili”: le mie aspettative si erano adeguate a quella promessa ma, purtroppo, è stata disattesa. Probabilmente perché troppe situazioni irreali si sono susseguite per farmi davvero sussultare sul finale.

Il ritmo sembra crescere, c’è la smania di sapere come va a finire, per poi trovarsi delusi o incastrati in una sorta di loop dal quale non si riesce a uscire. Che sia stato questo l’intento dell’autore? Che non ci sia via di fuga da una ripetizione che schiaccia e rende incapaci di desiderare altro per sé?

“Ma tu che vuoi?”.
Come se potesse darmi realmente quello che chiedevo, purché avessi il coraggio di chiederlo. Ho provato rabbia perché non avevo una risposta pronta. Chiaramente era la stessa cosa che mi aveva chiesto lei, all’inizio. Da allora mi ero mosso parecchio senza avanzare neanche di un passo verso la risposta. C’è chi insegue quello che vuole e chi deve accontentarsi di inseguire la risposta a domande di quel genere. 

Come dicevo prima, ho particolarmente apprezzato lo stile dell’autore, le sue descrizioni sono così vivide da risultare palpabili e le parti riflessive non sono mai banali. Mi rimane, a fine lettura, un grosso “però” che non mi ha del tutto convinta.

Vi lascio con il calendario delle tappe precedenti e successive a questa. Appuntamento al mese prossimo con un libro con la copertina blu!

 

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28 pensieri riguardo “Questa volta leggo: “Vita d’albergo” di Javier Montes

  • 24 settembre 2018 in 6:11 am
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    Ammetto che la trama non mi ispira per nulla. Già dalle prime righe della tua recensione mi sono accorta che ne il protagonista ne la donna abbiano quel fascino che ci si aspetterebbe da un romanzo di questo tipo.
    Peccato

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  • 24 settembre 2018 in 6:43 am
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    Che brutto quando un libro sembra interessante, la trama anche ispira e si è lasciati con l’amaro in bocca! Ti capisco benissimo purtroppo è capitato anche a me ed è sempre un peccato

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  • 24 settembre 2018 in 10:05 pm
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    Che brutto quando i libri ti lasciano con un “però”… ti senti insoddisfatta…

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  • 25 settembre 2018 in 6:27 am
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    Non conoscevo questo libro, credo che approfondirò la conoscenza!

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  • 25 settembre 2018 in 7:14 am
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    Mi spiace per te che sei incappata in una lettura poco appagante, ma sono felice per me che non ho un nuovo titolo da segnare.
    Bacioni

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  • 25 settembre 2018 in 8:17 pm
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    Devo dire che la recensione mi ha incuriosita. E’ un titolo che non conoscevo e, nonostante il grosso però, un po’ mi attira… lo so, sono strana! XD

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  • 25 settembre 2018 in 11:05 pm
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    Non voglio concludere una lettura con un però…preferisco un wow.
    Ciao da Lea

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  • 26 settembre 2018 in 7:47 am
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    non conoscevo il libro e nonostante la trama così particolare non mi è venuta voglia di leggerlo, per le tue considerazioni

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  • 26 settembre 2018 in 5:59 pm
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    Ho letto con interesse la tua recensione ma è una lettura che non fa per me… ogni tanto capita!

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  • 26 settembre 2018 in 6:06 pm
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    Ho letto con interesse la tua recensione ma credo che questo libro non rientri nei miei gusti… qualche volta cosi mi salvo e la lista dei miei TBR non aumenta.

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  • 27 settembre 2018 in 2:14 pm
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    Non lo conoscevo proprio ! È sempre un peccato essere disillusi da un libro che ci aveva trasmesso qualcosa… ma accade 😦

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  • 28 settembre 2018 in 4:45 pm
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    Non conoscevo ne l’autore ne il libro ma credo proprio che, per questa volta, passerò oltre perchè purtroppo non è nelle mie corde.

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  • 11 ottobre 2018 in 6:24 am
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    La trama mi aveva convinta ma la tua recensione mi ha spinto a passare oltre. Ci sono troppi libri da leggere e non credo che questo abbia un posto nella mia libreria.

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  • 15 ottobre 2018 in 12:11 pm
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    Ciao Azzurra!
    E’ brutto quando a conclusione di una storia si rimane con il ‘però’ sospeso… il genere non rientra nelle mie corde quindi questa volta passo!

    Risposta
  • 15 ottobre 2018 in 5:54 pm
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    Al di là delle legittime perplessità, sembra essere una storia originale.

    Risposta

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