“Ti odio, anzi no ti amo!” di Sally Thorne: un romanzo da non farsi scappare

(Recensione e foto di Azzurra Sichera)

“Ti odio, anzi no ti amo!” di Sally Thorne (Harper Collins Italia) mi ha quasi fatto venire una paresi facciale per quanto ho sorriso. Ci sono così tante scene divertenti che non potrei raccontarvele tutte nemmeno volendo! Lucy e Josh sono due personaggi perfetti per una deliziosa storia d’amore: sì perché, diciamo pure le cose come stanno, non ci crede nessuno che tra loro scorra dell’odio!!

LA TRAMA – Lucy Hutton è convinta che l’impiegata modello si becchi, prima o poi, l’ufficio migliore (e relativa promozione). Per questo è servizievole e accomodante, lavoratrice indefessa ma carina e gentile con chiunque. Per questo tutti la amano alla Bexley & Gamin. Tutti tranne il freddo, efficiente, impeccabile e fastidiosamente attraente Joshua Templeman. E il sentimento è reciproco. Costretti a condividere lo stesso cubicolo per 40 ore la settimana, più svariati straordinari che è meglio non quantificare, hanno iniziato a lanciarsi continue e ridicole sfide, in un gioco al rialzo che sembra impossibile da fermare. C’è il Gioco degli Sguardi, il Gioco dello Specchio e nessuno dei due sopporta di perdere. Fino a quando in ufficio si comincia a parlare del Gioco della Grande Promozione. Se Lucy vince, diventerà il capo di Joshua. Se perde… meglio non pensarci. Ma allora, con la sua carriera in ballo, per non parlare dell’orgoglio, perché Lucy comincia a fare sogni sempre più torridi sull’odiato collega? E perché si veste per andare al lavoro come se invece dovesse recarsi a un appuntamento sexy? Dopo che un’innocente corsa in ascensore diventa il teatro di un bacio indimenticabile tra i due, Lucy ha finalmente la sua risposta: forse lei non odia Joshua. E forse nemmeno lui odia lei. Forse è tutto il contrario. Oppure è solo un altro gioco?

Ho amato molto Joshua, le sue fragilità e le sue sfumature. In tutti i modi, con delle battute a voce bassa, con uno sguardo supplicante, con il suo esserci sempre, anche se da lontano e in silenzio, ha fatto capire a Lucy che in fondo, lui ha solo paura. Paura di non essere amato per quello che è, paura di farsi conoscere, paura di poter essere considerato solo un bell’involucro, incapace di instaurare una relazione.

“Vai avanti”. 
Josh sorride alla mia richiesta. “È la prima volta che qualcuno si cimenta in un esperimento del genere” .
“Sfondarti il cranio? Userò un martello se necessario”. 
“Provare a conoscermi. E non avrei mai immaginato che potessi essere proprio tu la prima”.
“Vuoi che la smetta?”. 
“No”, risponde con un filo di voce, tanto che riesco a malapena a sentirlo. 

Quando siamo innamorati, facciamo fatica a vedere le cose con obiettività o come sono per davvero. Non riconosciamo i segnali, interpretiamo alcune azioni nel modo più sbagliato: è questo ciò che succede a Lucy, sin dalla prima volta che vede Josh, un “gigante” che guarda fuori dalla finestra in tutta la sua bellezza. Solo quasi un anno dopo saprà perché lui non ha risposto al suo sorriso, benché per lui fosse così ovvio.

Oltre ad aver riso davvero come una scema, mi sono soffermata a riflettere su come due persone che si amano riescano davvero  a completarsi. Molto spesso diciamo che per amare il prossimo bisogna prima amare noi stessi, ma io credo anche che solo chi ti ama davvero ti sa conoscere meglio di quanto tu non riuscirai mai a fare e di conseguenza solo attraverso i suoi occhi potrai accettarti e volerti bene. Lucy, grazie ai consigli di Josh, ha imparato a farsi rispettare e a tirare fuori il carattere; Josh, attraverso gli occhi di Lucy, ha capito di non essere un fallimento come gli ripeteva sempre suo padre. E finalmente, insieme, riescono a essere migliori e a godersi il tempo più bello: il presente.

I minuti e le ore si confondono quando la mia bocca tocca quella di Joshua Templeman. Quando è con me, non ha nessuna fretta. È un uomo più unico che raro, che riesce in un’impresa quasi impossibile. Farmi vivere nel tempo presente.

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