Salone del Libro 2016, dieci motivi che lo hanno reso indimenticabile

(di Azzurra Sichera)

Succedono tante cose al Salone del Libro di Torino. L’edizione di quest’anno per la nostra casa editrice, Edizioni Leima, è stata entusiasmante sotto diversi i punti di vista. Stiamo crescendo ed è la prima volta che riesco a percepirlo per davvero. La cosa bella è che stiamo diventando grandi con semplicità, senza sconti, senza scorciatoie, ma solo con il nostro amore e il nostro impegno. Entrambi davvero enormi.

Ci vorrebbe un mese per raccontarvi cinque giorni ma ho deciso di fare una lista delle dieci cose che mi porto con me in attesa della trentesima edizione. Non in ordine di importanza, perché lo sono tutti allo stesso modo, ecco i dieci motivi per cui questa settimana sarà indimenticabile.

1.       Ho avuto il piacere di conoscere alcune bookblogger dall’onestà intellettuale davvero unica. Per di più sono brave, dolci, gentili e disponibili. Diciamo che fanno davvero la differenza in un momento storico in cui la cosa più importante sono i like e non le letture.

2.       Il collezionista di angeli. E non aggiungo altro.

3.       Andare a due firmacopie (Jeffery Deaver e Donato Carrisi) e per due volte essere la prima di una lunghissima fila. Sì, è esattamente quello che state pensando.

4.       Una ragazzina che mi chiede: “È vostro ‘Storia di una ladra di libri’?”, e io che dentro di me penso: “Ma magari!”.

5.       Tutti quelli che sono passati a salutarci perché cercavano proprio noi. E tutti quelli che non sono venuti di proposito, sapendo benissimo che c’eravamo.

6.       Fermare timidamente una scrittrice e scoprire che vederti con il suo libro in mano la rende felice quasi quanto lo sei tu mentre lo leggi. Lei è Annarita Briganti e solo parlarle due minuti mi ha reso piena di #Gioia.

7.       Bambini piccoli che inventano Favole Turbo.

8.       I consigli del professor Francesco Alberoni: personali, affettuosi e sinceri.

9.       I messaggi di chi era lontano ma che con il cuore era esattamente al padiglione 2 stand K12.

10.   Fare acquisti in modo quasi compulsivo, perché tanto: “Nella pedana che deve rientrare a Palermo non li posso mettere?”.

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