“Tutto quello che non mi aspettavo” di Valentina Sagnibene: letto tutto d’un fiato!

“Tutto quello che non mi aspettavo” di Valentina Sagnibene (Giunti) l’ho letto davvero tutto d’un fiato. Un esordio divertente ed emozionante, per un’autrice che sono certa ci regalerà altre belle storie.

TRAMA – Francesco, neolaureato insicuro e intellettualoide, eternamente deluso in amore e incapace di trovare un lavoro, ha un unico grande successo: attraverso un alter ego donna, scrive su un blog femminile raccogliendo uno stuolo di fan adoranti, tanto che le responsabili del sito lo contattano per assumerlo, ma scoprono con orrore la sua identità maschile. Decidono però di dargli una chance e lo mettono in competizione con altre voci del blog: chi consegnerà la miglior storia avrà il posto. Matilde, tosta e all’apparenza scontrosa, indurita dall’assenza della madre che la abbandonò inspiegabilmente quando era una bambina e lacerata dalla recente morte del padre cui era legatissima, nasconde la propria fragilità ma sempre più spesso è preda di attacchi di panico. Matilde comprende che, se vuole liberarsi dal peso che la opprime e andare avanti, deve prima far pace con il passato. Francesco e Matilde non potrebbero essere più diversi, ma quando i loro destini casualmente si incrociano, Francesco intuisce che il passato di Matilde potrebbe dargli lo spunto per la storia che cerca e decide di accompagnarla nel viaggio alla ricerca della madre… Un viaggio che riserverà loro tutto quello che non avevano previsto.

Come si legge nella copertina di “Tutto quello che non mi aspettavo“, una storia d’amore non è mai soltanto una storia d’amore. Valentina Sagnibene nel suo esordio ci racconta di due ragazzi che si incontrano e si scontrano (lo so, fa molto Kiss me Licia, ma è così che succede!) con il loro bagaglio emotivo, le loro paure, i loro sogni.

Da sempre mi piacciono i romanzi di questo genere in cui si alternano i punti di vista dei due protagonisti, a mio avviso hanno qualcosa in più. In “Tutto quello che non mi aspettavo“, per la mia gioia, troviamo sia la voce di Francesco che quella di Matilde anche se, devo ammetterlo, andando avanti nella lettura lei ruba un po’ la scena a lui.

Capita sempre che uno dei due sia messo maggiormente in luce, magari perché ha la storia emotivamente più coinvolgente, ma in questo caso il passo indietro di Francesco non è solo un’esigenza narrativa, è anche fondamentale per il suo cambiamento: come si accorge benissimo Bianca, la sua amica, smetterà di concentrarsi su di sé per pensare al bene di un’altra persona.

Però è con Francesco che mi sono trovata più affine, dato che condividiamo la stessa facoltà universitaria, la stessa voglia di scrivere e lo stesso sogno: fare di una passione il proprio lavoro. Per questi motivi sono entrata più in sintonia con le sue frustrazioni e molto spesso mi ha fatto sorridere con i suoi modi da perfettino.

Matilde, invece, impariamo a conoscerla attraverso il suo dolore, la sua storia fatta di perdite ma anche di (ri)conquiste: aprirsi non sarà semplice e mai si sarebbe aspettata di farlo con quell’imbranato di Francesco, ma quel sorriso dolce riuscirà ad abbattare tutte le sue difese.

Un romanzo molto piacevole, l’unica cosa che mi ha fatto davvero storcere il naso sono stati i due diminuitivi dei due protanisti: “Mati” e “Franci” no, specie perché il secondo sembra più per una femmina!

Avrei continuato a leggere volentieri dei protagonisti di “Tutto quello che non mi aspettavo“, ma magari chissà, in futuro leggeremo di Arianna, o di Luca…

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