“I bambini delle Case Lunghe” di Corrado Peli: un noir davvero ben scritto

“I bambini delle Case Lunghe” di Corrado Peli (Fanucci) è un noir davvero ben scritto che ho letto con grande partecipazione. Carlo, Eleonora, Davide, Laura e Nunzio sono personaggi che non dimenticherò presto.

TRAMA – 1985. A Case Lunghe, località della piccola frazione di San Felice nella Bassa bolognese, la vita scorre lenta e i bambini crescono giocando nei campi e nei casolari abbandonati. Ma quei silenzi, quegli orizzonti bassi, quelle nebbie che sembrano non diradarsi mai custodiscono segreti inconfessabili, violenze soffocate nel perbenismo, passioni proibite consumate e rinnegate, silenzi ottenuti col ricatto… Finché un gruppo di bambini si ribella tragicamente all’ipocrisia e alla violenza degli adulti, ristabilendo un nuovo ordine destinato in apparenza a durare. Ma trentun anni dopo, quando don Stefano Vitali viene inviato a San Felice per curare i particolari burocratici di un ingente lascito alla parrocchia della frazione, dietro a quella realtà riemerge un dramma ormai dimenticato, pronto a reclamare che il cerchio venga chiuso una volta per tutte.

L’ambientazione de “I bambini delle Case Lunghe” è sicuramente uno dei punti di forza di questo noir. A quaranta km da Bologna si respira un’aria completamente diversa, la mentalità è un’altra, le priorità sono diverse. I bambini esplorano quello che hanno intorno pedalando sulle loro bici, ignari di quello che la nebbia copre; spingendosi troppo in là, inconsapevoli delle conseguenze.

Corrado Peli è molto bravo nel ritratte una piccola comunità e le sue dinamiche interne, dove il prete è confessore e investigatore, tutto sa e tutto decide, assolve i peccati ed è il primo a commetterne.

La prima parte de “I bambini delle Case Lunghe” si snoda nel 1985, la seconda nel 2016. Il lettore ovviamente scopre la verità dei fatti di quell’anno terribile soltanto verso la fine del libro, indagando insieme a don Stefano, prima attore e poi spettatore di una storia che a lungo è stata taciuta.

Carlo, Eleonora, Davide, Laura e Nunzio li conosciamo bambini, dodicenni, e poi adulti, quando i sogni sono infranti, e quando stanno pagando sulla loro pelle il prezzo di quella notte. Quello che li schiaccia non è soltanto ciò che è successo, ma anche la terra dove sono nati e da cui è difficile staccarsi.

Questa nebbia inghiotte le cose. La vede? È come ovatta, si deposita sulle ferite dell’anima e le cura. Assopisce e poi nasconde. Il paese è tornato a dormire, dopo quell’anno maledetto, e non si è più risvegliato, perché così sta bene a tutti. Se deciderà di fermarsi qui, e diventare il nostro prete, si accorgerà che San Felice è come un imbuto: largo l’ingresso e stretta l’uscita.

Nonostante conservino alcuni tratti delle loro infanzia, non sono più gli stessi. Nulla è come prima, anche se molti hanno lasciato che la nebbia coprisse ogni cosa, credendo di rimanere sempre protetti.

Corrado Peli ha una scrittura interessante e “I bambini delle Case Lunghe” mi ha davvero sorpresa. Sono certa che don Stefano, prima o poi, farà marcia indietro e andrà incontro a quella nebbia.

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2 pensieri riguardo ““I bambini delle Case Lunghe” di Corrado Peli: un noir davvero ben scritto

  • 1 luglio 2018 in 3:28 pm
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    Purtroppo si svolge in provincia di modena, e non Bologna. Io vivo a Modena, e so piu’ o meno dove si trova. Il libro non l’ho letto, quindi e’ un errore del libro, o tuo?
    A parte questo, l’ho gia inserito tra i prossimi libri da leggere.

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    • 1 luglio 2018 in 6:26 pm
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      Ciao Alessandro, né nella trama fornita dalla casa editrice, né nella mia recensione c’è scritto che è ambientato “in provincia di Bologna” ma “a 40 km da Bologna” quindi ritengo che nessuno abbia fatto degli errori 🙂

      Risposta

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