Premio Bancarella 2018, “Anna che sorride alla pioggia” di Guido Marangoni: munitevi di fazzoletti!

Ho dovuto prendere più di un fazzoletto per arrivare alla fine di “Anna che sorride alla pioggia” di Guido Marangoni (Sperling) che con il suo ottimismo, la sua ironia e la sua generosità ha messo nero su bianco la storia della sua famiglia. Una storia che riguarda ognuno di noi.

TRAMA – Un’ora dopo aver letto l’esito del test di gravidanza, avevo già montato un canestro in giardino. «È un maschio, me lo sento!». Perché dopo due meravigliose figlie femmine era giusto, se non pareggiare i conti, almeno bilanciare un po’ le parti. A Daniela l’ultima cosa che interessava era il sesso della creatura che portava in grembo. Bastava che fosse sana, diceva. Che poi è il pensiero di ogni genitore, solo che, quando la vita ti ha già messo alla prova, quel pensiero non lascia spazio a nessun altro. Poi ci fu il succo alla pera. Qualche sorso per svegliare a suon di zuccheri il piccoletto, in modo che si posizionasse a favore di ecografo. Fu quello il giorno in cui capii che mi dovevo preparare, perché qualcosa stava davvero per cambiare. Quando la dottoressa ci convocò e senza tanti preamboli ci disse: «Si tratta della trisomia 21», invece, capii un’altra cosa: che Daniela era già pronta. «È maschio o femmina?», chiese, lasciandomi a bocca aperta ancora una volta. Perché adesso sì, l’unica cosa che contava era sapere chi sarebbe arrivato nella nostra famiglia. Era Anna la buona notizia che stavamo aspettando.

“Dovevo raccontare la mia vulnerabilità, dovevo raccontare quella di Anna, dovevo far sapere a tutti come guardare con occhi diversi questa vulnerabilità ci avesse cambiato la vita”: questo ci dice Guido Marangoni nel suo “Anna che sorride alla pioggia”, uno dei sei romanzi vincitori del Premio Selezione Bancarella 2018.

.Un libro che arriva dopo tanto impegno da parte dell’autore, a teatro o sui social alla pagina Facebook “Buone notizie secondo Anna, con un unico intento: promuovere la parola “diversità” alla bellezza e positività che merita.

È buffo perché se ci dicono “sei unico” ci sentiamo lusingati, mentre se ci dicono “sei diverso” ci sentiamo offesi, ma è lo stesso identico concetto.

Nella prima parte del libro mi ha emozionata molto il modo in cui Guido e Daniela sono coppia, ancora prima di essere genitori e il modo in cui Guido ha sempre guardato alle donne della sua famiglia: sua madre e le sue sorelle prima, sua moglie e le sue figlie dopo. Ha sempre provato a rubare i segreti delle donne, Guido, ma senza riuscirci. E, nei divertenti aneddoti che racconta nel libro (alcuni potrebbero sembrare finzione narrativa per quanto sono assurdamente comici) ammette come spesso abbia detto o fatto la cosa sbagliata. Ma sempre con il sorriso sulle labbra, anche quando viene chiamato deficiente o scemo.

Sentirmi dire “scemo” è ossigeno. Quando non me lo dice o mi chiama per nome, “Guido”, vuol dire che qualcosa non va.

Allo stesso tempo, però, l’autore racconta il loro percorso di famiglia, nel quale non sono mancate profonde sofforenze. E poi, le lacrime amare dopo aver saputo che Anna ha la sindrome di Down e il dover fare i conti con il “meraviglioso mondo degli stereotipi” e degli sguardi degli altri. “L’unico filo di Arianna da seguire per non perdersi era quello dell’ironia”, ammette.

Guido racconta il modo in cui ha dovuto nuovamente imparare a essere genitore e la volontà di raccontare al mondo la loro storia. “E più il destinatario era lontano dal mondo della disabilità, più il messaggio sarebbe stato potente”. A me è arrivato forte e chiaro.

La nostra paura non sparirà, ma se ci raccontiamo a vicenda ne avremo certamente di meno, anzi ci sentiremo incoraggiati. Condividere le proprie fragilità rimane senza dubbio la nostra parte più forte.

Avrei letto volentieri anche qualche pagina in più dedicata alla piccola Anna, la stalker del sorriso. Quando il libro è terminato ho pensato che mi sarebbe piaciuto saperne di più, così ho seguito le indicazioni dell’autore e sono arrivata alla pagina Facebook dove Anna è la protagonista di diversi video e cartoline. Sono certa che vi strapperà più di un sorriso.

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Un pensiero riguardo “Premio Bancarella 2018, “Anna che sorride alla pioggia” di Guido Marangoni: munitevi di fazzoletti!

  • 15 aprile 2018 in 8:35 pm
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    Non vedo l’ora di leggerlo. Grazie.
    Un saluto da Lea

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