Questa volta leggo: “Il ragazzo nuovo” di Tracy Chevalier

Secondo appuntamento con la rubrica “Questa volta leggo”, nata da un’idea di Laura (La Libridinosa), Chiara (La lettrice sulle nuvole) e Dolci (Le mie ossessioni librose). Il tema di questo mese è “Un libro che non sono riuscita a leggere nel 2017” e io ho scelto “Il ragazzo nuovo” di Tracy Chevalier (Rizzoli).

TRAMA – È quasi estate, la scuola sta per finire. Ma per Osei Kokote, tredici anni, figlio di un diplomatico ghanese, è il primo giorno in un nuovo istituto, nell’ennesima città in cui si trova circondato da visi sconosciuti. Stavolta i suoi compagni sono solo ragazzini bianchi. E quando Osei mette piede nel cortile, quel mattino, con gli alunni tutti in fila, in attesa che la campanella dia inizio alle lezioni, per un attimo a muovere l’aria sono soltanto le domande sussurrate a mezza bocca e le occhiate diffidenti. Per sua fortuna troverà presto un’alleata in Dee, la ragazzina più popolare della scuola, la biondina che tutti vorrebbero come amica. La complicità tra loro è immediata: un sentimento che nasce e cresce improvviso, talmente intenso da sollevarsi in volo come un globo di luce in un giorno uguale agli altri, ma al tempo stesso un sentimento troppo pulito e cristallino per non provocare invidie e reazioni malevole.

Il ragazzo nuovo” si inserisce all’interno di un progetto internazionale in cui celebri autori contemporanei riscrivono le opere più amate di William Shakespeare. Tracy Chevalier si è cimentata, come avrete avuto modo di intuire dalla trama, con l’Otello.

Come ambientazione ha scelto una scuola periferica di Washington DC e l’intera vicenda si svolge nell’arco di un solo giorno. Devo dirvi che l’idea mi aveva incuriosito molto: sappiamo quanto Shakespeare sia stato, e continui a essere, fonte di ispirazione per scrittori, registi o artisti in generale.

Il problema è che, da lettore, è stato bello fino a un certo punto. Perché, non nascondiamoci dietro a un dito, sai già come la storia andrà a finire e cosa succederà a Osei. Quindi da un lato leggi con l’angoscia di chi capisce che quel povero ragazzino di colore non sarà mai accettato in una scuola di bianchi, dall’altro con la consapevolezza che sai già che non puoi sperare in un finale che non sia tragico.

Tracy Chevalier rimane sempre una scrittrice piacevole da leggere, in grado di catturare l’attenzione del lettore con poche battute, e che in questo romanzo dà voce a tanti personaggi, un po’ come se la telecamera si spostasse continuamente, cambiasse inquadratura e quindi angolazione del racconto.

Un espediente interessante per raccontare comunque una tragedia fin troppo nota: come dicevano i nostri insegnanti quando provavano a spiegarci le addizioni, “cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia”. Anche qui, cambiando l’ambientazione, i nomi dei personaggi e le loro età, sempre della stessa tragedia si tratta. E quindi, forse, meglio lasciar parlare l’originale.

Se ve le siete perse, ecco le tappe del nostro “Questa volta leggo” di marzo: ne mancano ancora due prima di passare al mese prossimo!

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21 pensieri riguardo “Questa volta leggo: “Il ragazzo nuovo” di Tracy Chevalier

  • 29 marzo 2018 in 6:13 am
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    Ciao, ho letto questo libro l’anno scorso e nonostante l’angoscia per il finale devo dire che mi è piaciuto moltissimo! Ora con calma leggerò anche le altre riscritture!

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  • 29 marzo 2018 in 6:20 am
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    Amo questa autrice, credo sia una delle migliori in circolazione, ma è probabile che non leggerò questo romanzo proprio per i motivi che hai elencato. Cambiando l’ordine degli addendi …
    E poi in questo periodo faticoso ho necessità di molta leggerezza

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  • 29 marzo 2018 in 6:50 am
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    Dello stesso progetto ho letto, di Anne Tyler, “Una ragazza intrattabile”, riscrittura in chiave contemporanea de “La bisbetica domata”. Mi ero ripromessa di leggerli tutti, ma in Italia li stanno traducendo un po’ alla volta.

    Capisco il tuo appunto sulla mancanza di originalità della trama, ma in realtà tantissimi romanzi raccontano sempre la stessa struttura, declinata in modi diversi. Quindi troppo spesso indoviniamo il finale di un romanzo perché ci sembra di averlo già letto.

    Quando ho letto “Una ragazza intrattabile” mi sono divertita tanto, perché è bello verificare come, cambiando l’ambientazione e la caratterizzazione della protagonista, si possa dar vita a un altro romanzo, debitore della struttura al primo, ma comunque un altro romanzo.

    Anche la Disney deve tutto a Shakespeare, e prima di lui ad Aristotele. Eppure ogni nuovo film animato incanta un pubblico eterogeneo e mondiale, celando il medesimo e ritrito nucleo di base. I classici sono tali perché soddisfano bisogni universali partendo da modelli universali.

    Magari la riscrittura della Chevalier non è stata efficace quanto quella della Tyler, per cui di sicuro ora mi procurerò anche questo romanzo.

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    • 29 marzo 2018 in 6:55 am
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      Come sempre, hai perfettamente ragione. Purtroppo non sono riuscita a scindere l’originale dalla riscrittura, probabilmente non sono riuscita a godermi il libro senza fare paragoni o rimandi.

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  • 29 marzo 2018 in 6:56 am
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    Mi piace leggere i libri della Chevalier, ma questo, immaginando già il finale non so se lo leggerò. Se deciderò di farlo oltre al libro, dovrò procurarmi anche tanti fazzoletti.
    Sono una che si commuove facilmente.

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  • 29 marzo 2018 in 7:01 am
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    Nonostante la fama non ho mai letto nulla di quest’autrice, questo libro aveva attirato la mia attenzione ai tempi dell’uscita, ma poi non mai trovato la voglia di prenderlo e iniziarlo…credo che aspetterà un’altro po’.

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  • 29 marzo 2018 in 8:09 am
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    analisi molto interessante la tua. Normalmente anche io non amo sapere già il finale di una storia ma ci sono sempre le eccezioni e ho trovato rivisitazioni molto interessanti. L’idea di questo libro è curiosa, non ho mai letto nulla di questa autrice ma ora sono tentata

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  • 29 marzo 2018 in 8:50 am
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    L’idea di leggere delle riscritture mi piace, non conoscevo questo progetto di Shakespeare. Grazie per aver posto la mia attenzione su questo libro ( e grazie a Stefania per aver citato anche l’altro lavoro).

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  • 29 marzo 2018 in 9:19 am
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    Di Tracy Chevalier ho molto amato “Strane creature”, questo titolo mi attrae e allo stesso tempo mi respinge, proprio per i motivi che citi nella recensione e cioè il sapere già a priori dove la storia ci condurrà. Quindi penso che passerò oltre.
    Bacio

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  • 29 marzo 2018 in 4:28 pm
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    Ce l’ho! Devo solo trovare il tempo e l’ispirazione giusta per poterlo leggere in questo periodo dove un libro di 200 pagine mi sembra ne abbia 2 milioni…

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  • 29 marzo 2018 in 7:44 pm
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    No, io la Chevalier la preferisco con romanzi diversi. Su questo passo allegramente oltre!

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  • 31 marzo 2018 in 11:30 am
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    Avevo già letto la trama di questo libro ed ero stata tentata di leggerlo, poi ho desistito proprio perché sapevo avrei sofferto 😢

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  • 2 aprile 2018 in 12:39 pm
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    Ahimè, non ho ancora letto nulla della Chevalier! Prima o poi voglio assolutamente rimediare… però da come hai parlato di questo romanzo… non penso sarà la mia prima scelta!

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  • 2 aprile 2018 in 10:59 pm
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    Ciao Azzurra, mi è piaciuta la tua recensione, ma il libro non credo le leggerò. Non mi nascondo dietro un dito perchè mi conosco troppo bene. Dovessero scrivere nuovamente una storia che mi piace invece lo farei: regalatemi orgoglio e pregiudizio e jane eyre in tutte le salse e io sto qui.
    un saluto da Lea

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  • 12 aprile 2018 in 5:05 pm
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    Vero, il problema delle riscritture è che già sai dove si andrà a parare… però questa cosa mi intriga parecchio. Oggi ho letto che Jo Nesbo avrebbe in mente una riscrittura di Macbethin chiave gialla.

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