Questa volta leggo: “Ho taciuto” di Mathieu Menegaux

Oggi anche io inauguro sul blog la rubrica “Questa volta leggo”, nata da un’idea di Laura (La Libridinosa), Chiara (La lettrice sulle nuvole) e Dolci (Le mie ossessioni librose). Il tema di questo mese è “Libro ricevuto (o autoregalato!) a Natale” e io ho scelto “Ho taciuto” di Mathieu Menegaux (Bompiani).

TRAMA – Dall’isolamento della sua cella nel carcere femminile di Fresnes, Claire Beyle ripercorre la catena di eventi che l’hanno condotta fin lì: la storia di una donna vittima di un crimine odioso. Incapace di reagire di fronte all’orrore, Claire sceglie di portare da sola il proprio peso barricandosi dietro a un silenzio assordante e finendo per commettere l’irreparabile. Solo alla vigilia del verdetto decide finalmente di uscire dal suo mutismo e spiegare al marito Antoine e ai giudici il motivo per cui fino a quel momento ha taciuto.

Provo dei sentimenti altalenanti nei confronti di “Ho taciuto“. Provo a spiegarmi. La scrittura fluida e assolutamente efficace di Mathieu Menegaux mi ha da subito coinvolta e il romanzo l’ho terminato in un pomeriggio. Il punto è che la lunga confessione di Claire, scritta dalla sua cella prima di un epilogo che lei stessa ci anticipa (forse, rovinandoci l’attesa del finale), mi ha tenuta un passo indietro, emotivamente parlando.

Claire non mi è mai sembrata una vittima, non ho condiviso nessuna delle sue scelte, non mi ha nemmeno per un attimo “fatto pena” per la situazione in cui si trova, dato che ci si è cacciata da sola. Ovvio, non all’inizio, ma dopo il terribile evento che sarà la causa scatenante di tutto il resto, ha iniziato a prendere delle decisioni e a compiere delle scelte senza alcun senso. Lei stessa, verso la fine della confessione, ammette di aver “giocato a fare Dio”: rendersene conto a questo punto, però, è troppo tardi.

Quindi se da un lato la scrittura dell’autore mi ha coinvolta e mi ha fatto entrare dentro la storia, la protagonista mi ha quasi respinta. Vi è mai capitato? Probabilmente è l’effetto voluto da chi scrive, quindi andrebbe annoverato nella colonna degli aspetti positivi; forse ve ne sto parlando quando ancora le parole di Claire mi ronzano in testa quindi sono in fase di rifiuto, non so che dirvi.

Il silenzio di Claire è ancora una volta una scelta che sfugge alla mia comprensione, da donna più che da lettrice. All’inizio lei dice che vuole soltanto dimenticare, non vuole che poi gli altri possano cambiare modo di vederla, che suo marito modifichi i sentimenti che prova per lei. E quindi anche all’inizio tace e nasconde la verità. Questo silenzio da cui sarà continuamente avvolta e quasi ossessionata, sarà la sua condanna. Una condizione che pagherà cara, e non soltanto lei.

Sicuramente è un romanzo diverso dal solito e molto ben sviluppato. Probabilmente, rileggendo quello che ho scritto, il rifiuto che ho maturato nei confronti di Claire è un coinvolgimento emotivo importante e quindi Menegaux ha sortito un effetto. Un autore da tenere d’occhio, insomma.

Di seguito trovate il nostro calendario di febbraio con le ultime tappe e quelle passate, se ve le siete perse. A marzo sarà la volta del “Libro che non siamo riusciute a leggere l’anno scorso”.

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25 pensieri riguardo “Questa volta leggo: “Ho taciuto” di Mathieu Menegaux

  • 19 febbraio 2018 in 7:11 am
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    Mmmmh…penso che potrei provare la tua stessa sensazione di fastidio, perciò passerò oltre.
    Grazie, perché alle volte poter depennare un titolo che mi intrigava è un sollievo

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    • 19 febbraio 2018 in 7:14 am
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      Il mio è semplicemente un parere e come tale è del tutto soggettivo, spero di non averti consigliato “male”!

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  • 19 febbraio 2018 in 9:12 am
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    A volte capita di non avere simpatia per la protagonista del libro, ma la scrittura dell’ autore ci coinvolge nella lettura. Capisco questo tuo sentirti “combattuta”

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  • 19 febbraio 2018 in 9:13 am
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    Non conoscevo questo titolo e non è che mi attiri particolarmente anche se dovrebbe essere molto interessante. Mi è capitato qualche volta di apprezzare una storia, il modo in cui è scritta ma di non capire la protagonista (o il protagonista), di non condividere i suoi pensieri o di provare antipatia nei suoi confronti.

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  • 19 febbraio 2018 in 9:39 am
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    Che libro particolare e forte, non so se lo leggerei, questo storie mi angosciano parecchio e credo farei fatica.

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  • 19 febbraio 2018 in 9:46 am
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    Si ti capisco benissimo. Il libro può essere scritto nel migliore dei modi ma quando la protagonista/il protagonista principale ti respinge diventa complicato dare un giudizio e valutare se la lettura appena fatta ti è piaciuta o no. Mi è capitato quindi comprendo esattamente. Detto questo non è propriamente il mio genere però devo dire che mi hai incuriosita parecchio

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  • 19 febbraio 2018 in 10:25 am
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    Capita che a volte, il personaggio principale di un libro non piaccia. Eppure, dopo aver letto la tua recensione, sono quasi tentata di dare a questo libro una possibilità perché mi hai incuriosita.

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  • 19 febbraio 2018 in 10:27 am
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    mi piace l’idea di un libro confessione ma credo che avrei la stessa reazione tua. Ho capito quel che volevi dire e penso sia una cosa che mi blocchi nel simpatizzare col personaggio.

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  • 19 febbraio 2018 in 11:05 am
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    Non avevo mai sentito parlare di questo libro, però questa cosa della protagonista che respinge quasi il lettore mi era capitata con un altro libro, Finché sarò tua figlia, che per altro alla fine mi era piaciuto un sacco. Credo sia una cosa cercata, proprio per far scattare una reazione forte al lettore.

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  • 19 febbraio 2018 in 11:17 am
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    Ne ho appena letto uno molto simile, di genere diverso visto che è un MM, ma mi ha trasmesso le stesse sensazioni.

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  • 19 febbraio 2018 in 1:42 pm
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    Bella la tua recensione anche non è il mio genere sei riuscita a intrigarmi 😉

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  • 19 febbraio 2018 in 2:50 pm
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    Uh, non lo conoscevo però da quello che ho capito non è un libro che possa fare per me! Grazie per la dritta 😉

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  • 19 febbraio 2018 in 4:12 pm
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    Io faccio molta fatica a leggere romanzi ambientati nel carcere, anche se uno dei miei preferiti è “Memorie di una ladra” di Dacia Maraini.

    La tua recensione mi incuriosisce molto, perché non riesco a focalizzare il tipo di struttura del romanzo. Com’è scritto? Tutto in flashback o vi è spazio per le azioni della protagonista, anche se rimane in silenzio?

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    • 19 febbraio 2018 in 4:24 pm
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      La protagonista descrive ciò che ha fatto, quali sono stati i suoi pensieri e cosa l’ha mossa. Rimane in silenzio all’inizio e dopo che viene arrestata, è descritto anche il processo

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  • 19 febbraio 2018 in 7:20 pm
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    L’ha letto mia sorella e le è piaciuto tanto, io non riesco a farmi conquistare. Magari più in là!

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  • 20 febbraio 2018 in 7:22 am
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    Mi aveva colpito la trama, ma se la pensi così sulla protagonista credo che lo lascerò perdere.

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  • 20 febbraio 2018 in 10:40 am
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    Prima volta che mi imbatto su questo libro. Non mi dice molto la trama, non mi attira come capita con altri romanzi. Per il momento non finirà nella mia WL!

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  • 20 febbraio 2018 in 10:44 pm
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    Non è il genere di libro che ho voglia di leggere in questo momento, ma mi piace come lo hai descritto.
    ciao da lea

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  • 22 febbraio 2018 in 8:55 am
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    Ti capisco perfettamente! Probabilmene avrei la tua stessa reazione e certi generi di approccio alla fine stancano pure, secondo me. Via uno!

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  • 25 febbraio 2018 in 3:15 pm
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    Non conosco il romanzo ma posso capire le sensazioni che hai provato..poi come dici tu la lettura evoca sensazioni diverse in ognuno di noi!

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  • 25 febbraio 2018 in 8:22 pm
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    I libri che partono da premesse come questa solitamente mi intrigano molto! Questo però, non so… non mi entusiasma l’idea alla base in modo particolare… e il fatto che tu non sia riuscita a empatizzare con la protagonista mi respinge un po’!

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