“La libreria dove tutto è possibile” di Stephanie Butland: una protagonista indimenticabile

“La libreria dove tutto è possibile” di Stephanie Butland (Garzanti) è un libro assolutamente piacevole, con una protagonista difficile da dimenticare e tantissime citazioni di grandi capolavori e di romanzi da scorpire.

TRAMA – Nel cuore di York, nel Nord dell’Inghilterra, c’è una piccola e fornitissima libreria. È il rifugio preferito della giovane Loveday Cardew. L’unico luogo che sia mai riuscita a chiamare casa. Solo qui si sente al sicuro. Solo qui può prendersi cura dei libri proprio come i libri si prendono cura di lei. Perché è attraverso le loro pagine che la giovane libraia riesce a comunicare le emozioni e i sentimenti più profondi: la solitudine di Anna Karenina; la gioia di vivere di La fiera della vanità; le passioni travolgenti di Cime tempestose. Fino al giorno in cui comincia a ricevere misteriosi pacchi ricolmi dei libri con cui è cresciuta, e inizia a pensare che qualcuno stia cercando di mandarle un messaggio. Qualcuno che, forse, la conosce bene e che conosce anche la sua infanzia, divisa tra una madre assente e una donna che ha cercato di esserne il sostituto. Un’infanzia piena di ricordi difficili. Loveday non ha la minima idea di chi possa essere e del motivo per cui il misterioso mittente si ostini a non lasciarla in pace. Sa solo che non può più continaure a nascondersi e a fare finta di niente: se vuole costruirsi un futuro diverso, migliore, deve affrontare il passato che ha fatto di tutto per lasciarsi alle spalle. Al suo fianco, pronto ad aiutarla a raccogliere tutto il coraggio di cui ha bisogno, c’è il brillante e dolcissimo Nathan, poeta in erba, l’unico che sembra conoscere la strada per arrivare al suo cuore. A poco a poco, con i suoi versi pieni di speranza, riesce a scalfire il guscio che Loveday si è costruita intorno e a regalarle la promessa di una felicità che lei, in fondo, non vede l’ora di afferrare.

Loveday è una “emo-gothic ingrugnita”, una ragazza che non sa iniziare una conversazione, per nulla socievole – a dirla tutta, la gente le sta un po’ sulle scatole – sempre china su un libro. O perché lo sta leggendo, oppure perché lo sta valutando prima di decidere in che settore collocarlo nella libreria di libri usati dove lavora, di proprietà di Archie.

Archie sostiene che tengo ben nascoste le mie parti interessanti e che arrivare a conoscermi è un atto di fede premiato da una ricompensa. Immagino voglia essere gentile.

Apro una breve parentesi per dire che ho amato moltissimo Archie. Per il suo carattere, per la sua generosità, per le sue storie sempre in bilico tra il reale e l’inverosimile, per il suo estro, per il suo essere irrimediabilmente se stesso. È uno di quei personaggi che fanno scuotere la testa, sorridere, emozionare. Loveday ha ragione quando pensa che da un momento all’altro potrebbe uscire fuori un regista per dire: “Ok, questa era buona”, dato che spesso le sembra di essere finita nel mezzo di una rappresentazione teatrale.

Ma torniamo a lei e alla sua storia. “La libreria dove tutto è possibile” si svolge su tre piani temporali: il presente, un passato molto recente e poi la sua infanzia. Mi piace molto il modo in cui Loveday racconta la sua storia e come la affronta. Non si fa sconti, non mente sui suoi sentimenti, non si vergogna nel dire quanto sia incasinata e quanto certe emozioni la confondano.

Finora ha sempre trovato conforto nei libri, nelle parole dei romanzi che si è fatta tatuare addosso e nella poesia.

Detesto parlare. Ecco perché amo la poesia, almeno credo. Un minimo di parole. Non puoi discutere con una poesia, è sgarbato interromperla.

Mai si sarebbe sognata di leggerne una in pubblico, ma Nathan le farà sperimentare diverse prime volte. Mago per professione e poeta per ispirazione, Nathan – al contratio di Loveday – è un ragazzo che vive la vita con disinvoltura. Garbato, gentile, attento, si farà lentamente strada nel suo cuore. Loveday, però, ha un macigno nel petto che non riesce a condividere. Vorrebbe essere sincera, ma sfugge sempre alla domande. Teme che, una volta rivelato tutto, lei non possa più essere amata per quello che è. Teme che l’amore possa diventare pena, compassione.

Ma per andare avanti, si sa, bisogna sempre fare i conti con il proprio passato. Pensava di essersi nascosta per bene, ma era solo una questione di tempo prima che la scovasse. In negozio arriveranno dei libri che erano appartenuti a sua madre e saranno il varco per rimettere piede nel passato, per riuscire finalmente a raccontare il suo dolore, per chiedere scusa, per provare a perdonare.

Non sarà facile, sarà sviata, dovrà vedersela con un personaggio mentalmente instabile, dovrà fare i conti con il sentimento con la “a” che pensava non facesse al caso suo, si prenderà finalmente una vacanza e probabilmente verserà troppe lacrime. Ma tutto, alla fine avrà un senso.

Loveday è imperfetta e per questo risulta essere autentica. Ironica, sagace, intelligente, generosa, mi ha conquistata con la sua empatia e mi spiazzato con una semplice richiesta:

Non ero un essere umano che funzionasse alla perfezione. Ma, siate sinceri: voi lo siete? Qualcuno lo è?

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2 pensieri riguardo ““La libreria dove tutto è possibile” di Stephanie Butland: una protagonista indimenticabile

  • 8 febbraio 2018 in 9:23 am
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    BellissIma recensione!!! Adoro poi i libri che parlano di libri, librerie, è un mondo affascinante e un po’ magico!!!

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  • 8 febbraio 2018 in 7:13 pm
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    Che bella recensione . Complimenti. Avevo deciso di non leggere più libri che parlano di libri perché più di una volta ho preso fregature colossali (l’ultima il mese scorso), ma penso che a questo daró una possibilità .

    Risposta

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