“All’improvviso la scorsa estate” di Sarah Morgan: romantico e molto passionale!

Ma quanto è stato bello tornare allo Snow Crystal Resort, con i suoi paesaggi da sogno e la chiassosa famiglia O’Neil? “All’improvviso la scorsa estate” di Sarah Morgan (Harper Collins) è il secondo volume della trilogia dedicata ai fratelli del Vermont: dopo “Mentre fuori nevica“, dove abbiamo conosciuto Jackson, adesso tocca al suo gemello Sean!

TRAMA – È davvero una pessima giornata per l’impetuosa chef francese Élise Philippe. Non solo sono andati a monte i grandi progetti per l’inaugurazione del suo amato café, ma come se non bastasse Sean O’Neil è tornato in città, e più appetitoso che mai. Il ricordo della notte di fuoco che hanno condiviso l’estate precedente rappresenta per lei una vera tentazione, ma sa fin troppo bene che poi, alla fine, Sean se ne andrà di nuovo. Per lui, infatti, tornare a casa nel Vermont allo Snow Crystal Resort, anche se temporaneamente, è un vero incubo, perché significa affrontare il senso di colpa che lo tormenta per essersi allontanato dalla famiglia anni prima ed essersi costruito una vita tutta diversa, come medico. C’è solo un aspetto positivo nel trovarsi lì: Élise Philippe è ancora nei paraggi e non smette di fargli bollire il sangue nelle vene. E il pensiero di come sono stati insieme quella volta rischia di rendere ancora più difficile andarsene.

Uno dei cliché che più mi coinvolge in un romance è quello dell’evolversi dei personaggi, che nel corso della trama modificano alcune convinzioni, cambiano modo di pensare, per poi trovare il loro lieto fine. Di norma, i protagonisti comprendono meglio se stessi nel rapporto a due, mentre nei romanzi di Sarah Morgan questo cambiamento non avviene solo all’interno della coppia.

Anche in “All’improvviso la scorsa estate” il secondo fulcro della narrazione è la famiglia O’Neil. Lo Snow Crystal Resort è stato fondato dal bisnonno dei tre fratelli; è stato – e lo è ancora – la ragione di vita di nonno Walter (ovviamente dopo la moglie!), ma il loro padre non ha mai voluto occuparsi dell’amministrazione di quel posto, ed è morto tragicamente mentre tentava di evadere dalle sue responsabilità.

In “Mentre fuori nevica” abbiamo visto che il resort era piombato in una situazione economica disastrosa e Jackson era tornato nel Vermont per dare una mano. In questo secondo volume, la gestione comincia ad andare meglio, eppure non è ancora il momento di tirare un sosprito di sollievo: c’è da inaugurare il cafè di Élise, ma i lavori non potranno mai essere finiti in tempo per l’inaugurazione e, come se non bastasse, a Walter viene un infarto.

Sean quindi parte da Boston per tornare a Snow Crystal, il luogo della sua infanzia, dove ha capito che da grande avrebbe “aggiustato le ossa rotte”, dove ha imparato a muoversi tra i sentieri della montagna grazie agli insegnamenti del nonno. Ed è con lui che ha dei sospesi che da due anni aspettano di essere chiariti, esattamente dal funerale di suo padre.

Ma Sean, tornando al resort, incontrerà di nuovo Élise, con la quale l’estate precedente aveva ceduto a una notte di passione che nessuno dei due ha dimenticato. L’attrazione fisica è difficile da ignorare (e da tenere a bada), solo che Sean è convinto che una relazione stabile comporti sacrifici e compromessi che lui non è disposto a fare, mentre Élise pensa di essere diventata “invulnerabile” all’amore. La cuoca francese ha un passato ingombrante, che non ha mai condiviso con nessuno, e dei rimpianti che la tormentano.

Sean, tra un assaggio e l’altro dei deliziosi piatti di Élise, riuscirà ad aiutarla a completare i lavori per l’inaugurazione del cafè e a conquistare la sua fiducia e le sue confidenze. Élise, invece, con il suo temperamento passionale, farà in modo che Sean capisca l’importanza della famiglia e rimetta a posto un rapporto che si stava logorando. Entrambi saranno pronti per affrontare il futuro, solo dopo aver fatto pace con il passato.

Di Sarah Morgan apprezzo la scrittura fresca e moderna, il suo modo di affrontare temi leggeri e altri più impegnativi, la caratterizzazione dei personaggi. Anche quando la famiglia O’Neil si riunisce a tavola al completo, si capisce subito chi ha preso la parola! Mi piacciono molto anche la descrizione dei paesaggi e le dinamiche tra i personaggi: non c’è nulla di eccessivo, come spesso capita nei romance, e non è sempre tutto rose e fiori, il che rende le situazioni decisamente più realistiche.

Per chi ama il genere, i romanzi di Sarah Morgan sono davvero una garanzia. Adesso sono molto curiosa di leggere di Tyler, l’ultimo dei tre fratelli… sono sicura che ci saranno scintille!

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