“La vita segreta delle mucche” di Rosamund Young: un libro unico che ci impone una seria riflessione

“La vita segreta delle mucche” di Rosamund Young (Garzanti) è stata una lettura sorprendente, sotto tanti punti di vista. È un libro divertente, pieno di aneddoti buffi e di scorci di vita che vi faranno venire voglia di mollare tutto e trasferirvi in campagna, ma allo stesso tempo contiene una lucida e quanto mai attuale riflessione sugli allevamenti, sull’alimentazione, e in più in generale sul modo – del tutto sbagliato – che usiamo per sfruttare le risorse naturali e animali.

TRAMA – Alla fattoria di Kite’s Nest, nel cuore della campagna inglese, le mucche – ma anche le pecore, i maiali, le galline – vivono in piena libertà: possono scegliere autonomamente come muoversi, dove pascolare, chi frequentare, come trascorrere il loro tempo. E, lasciate libere, esprimono tutta la loro particolarissima identità: Chippy Minton, per esempio, non riesce a dormire con le zampe sporche di fango, e tutti i giorni fa ritorno al fienile per pulirsi. A Cicciotta gli uomini stanno più simpatici delle donne. Il toro Jake invece ha un vizio: sembra sia diventato dipendente dai fumi di scarico di un vecchio Land Rover. Gemima, la mucca più fiera e indipendente, saluta tutti quasi irritata, scrollando la testa. In questo ironico racconto capace di scaldare i cuori, Rosamund Young ci accompagna con grazia tra i campi della tenuta di famiglia, e ci svela come le mucche amano, giocano e si legano fino a formare amicizie in grado di durare per sempre, mostrandoci il mondo e la vita degli animali da una prospettiva totalmente nuova, e riportandoci a contatto con una natura affettuosa e materna, in una fattoria che non potremo fare a meno di sognare come casa.

“La giornata apparentemente banale di una mucca o di un vitello o di entrambi quando sono insieme forse non è argomento in grado di catturare l’immaginazione di tutti”, scrive Rosamund Young nel suo prologo (sul quale tornerò più avanti) eppure devo dirvi che non è stato così, anzi.

Ne “La vita segreta delle mucche“, l’autrice consegna al lettore delle “storie vere”, che lei stessa ha osservato negli anni. I suoi genitori divennero allevatori nel 1953, quando lei aveva 12 giorni, “orientati verso tutto ciò che era biologico, anche se non avevano mai sentito quella parola”, e “sin dall’inizio determinati a rendere dignitosa e confortevole la vita degli animali che dipendevano da loro”. La loro fattoria, la Kite’s Nestè ancora attiva.

“La raccolta di storie che avete tra le mani è la testimonianza di un mondo fino a questo momento sconosciuto”, continua la Young. “Ho raccontato le storie esattamente come sono avvenute, anche se, naturalmente, l’interpretazione delle azioni dei «protagonisti» è mia”. E così scopriamo che ci sono mucche a cui piace giocare a nascondino, che il rapporto madre/figlia può essere complicato anche in una fattoria, che quando dormono assumono posizioni buffe che vanno “dall’abbandono estatito alla compostessa della morte”. Ah, e ovviamente le pecore non crollano a terra come fanno i bovini: voi lo sapevate che dalla posizione supina non riescono a rimettersi in piedi? Io no!

Storie che arrivano da decenni di osservazioni, di anni passati a prendersi cura di questi animali, dando loro un nome e un soprannome, trattandoli come membri della propria famiglia. Quello che emerge dalle parole della Young è l’amore puro e incondizionato che nutre nei confronti di questi animali, a cui ha donato la sua vita senza riserve. Storie narrate così come sono avvenute, che mi hanno fatto sorridere ed emozionare, perché sono pezzi di vita vissuta che non lasciano indifferenti.

Una scrittura semplice, ma allo stesso tempo evocativa, che aiuta a riconoscere i sentimenti dietro ogni azione, come quello che ti muove a scendere dal letto in piena notte e ad avventurarti in mezzo alla pioggia perché una mucca ha fatto un “muuu” particolarmente determinato per chiedere aiuto. Mi è sembrata quasi di vederla la Young mentre parla con i suoi animali o capisce che vogliono comunicarle riconoscendo i loro sguardi o i loro movimenti.

Il prologo di questo libro l’ho riletto un paio di volte perché lo considero molto importante. L’autrice tocca un punto molto delicato e spesso al centro di dibattiti: il modo in cui questi animali vengono trattati negli allevamenti intensivi e di conseguenza, quello che finisce sulle nostre tavole.

Rosamund Young

Sappiamo molto bene quanti e quali allarmi vengono lanciati quasi quotidianamente dagli esperti, ma ormai è chiaro anche che non è la carne in sé che fa male, quanto la qualità di ciò che compriamo e poi, mangiamo. Non vi nascondo che l’autrice in alcuni punti è molto diretta, ma aprire gli occhi ormai è troppo importante, girarsi dall’altra parte è un rischio che non possiamo più permetterci. Purtroppo, però, il nostro è il tempo della quantità e non della qualità.

Gli animali felici crescono più rapidamente, sono più sani, creano meno problemi e, sul lungo periodo, garantiscono maggior profitto quando si prendano in considerazione tutti gli altri fattori, quali la nostra salute e quella dell’ambiente. […] Non ci aspettiamo che da un ragazzo trascurato, malnutrito, solo e spaventato possa venir fuori un adulto equilibrato. Credo che dovremmo applicare la stessa logica anche agli animali della fattoria.

Questo argomento viene ripreso anche nel penultimo capitolo, “Automedicazione” dove si sottolinea: “Non di scappa: il cibo adeguato è il punto di partenza e il punto di arrivo della salute”. È vero, non si scappa, così come è anche vero che Rosamund è stata anche molto fortunata a poter crescere bevendo latte appena munto, e conoscendo anche il nome della mucca che l’aveva prodotto.

L’unica cosa che mi è mancata, ma più che altro per curiosità personale, è quello che succede “dopo”. L’autrice parla di lutto tra gli animali, ma non racconta come si è sentita lei a seguito della morte di quegli animali con i quali parlava quotidianamente. La Young dice che nella sua fattoria si vende anche la carne, ma allora mi sono chiesta: lei mangia quelle mucche che ha tanto coccolato e amato?

Curiosità personali che ovviamente non entrano nel merito dell’importanza del messaggio che contiene “La vita segreta delle mucche”, un libro che, con il sorriso e attraverso tanti aneddoti molto belli, ci invita a dedicare più cura e amore al pianete che ci ospita e a tutte le sue creature.

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Un pensiero riguardo ““La vita segreta delle mucche” di Rosamund Young: un libro unico che ci impone una seria riflessione

  • 9 ottobre 2017 in 9:13 am
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    È stato interessante e anche divertente scoprire qualcosa in più sulla vita delle mucche. Adesso ogni volta che ne vedrò qualcosa penserò “Chissà cosa di stanno dicendo?”
    😂

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