“Wonder” di R.J. Palacio: io scelgo la gentilezza, e voi?

“Wonder” di R.J. Palacio (Giunti) è il libro che tutti dovrebbero leggere, sia i ragazzi che gli adulti. Un libro commovente, che non lascia spazio a scuse e impone una seria riflessione sul nostro comportamento quotidiano. Scegliamo per davvero di essere gentili ogni giorno?

TRAMA – Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, la sindrome di Treacher-Collins, si trova ad affrontare con coraggio il mondo della scuola, dopo anni di protezione da parte della sua famiglia. Come sarà accettato dai compagni? Dagli insegnanti? Chi sarà suo amico? Un protagonista sfortunato ma tenace, una famiglia meravigliosa, degli amici veri aiuteranno Augustus durante l’anno scolastico che finirà in modo trionfante, grazie alla gentilezza con la quale si confronta con le persone intorno a sé. 

Ci sono tanti temi importanti in “Wonder“, affrontati con grande delicatezza. C’è la paura che suscita il diverso, o chi non ci somiglia; c’è il bullismo; il coraggio di iniziare un nuovo percorso e la voglia di affrontare il mondo essendo se stessi. Su quest’ultimo punto mi sono soffermata molto, provando a capire quale versione di me indosso ogni giorno, e se in fondo anche io non me ne vado in giro con un casco da astronauta in testa.

La maggior parte di noi ha il timore di mostrarsi realmente per quello che è (i social hanno amplificato questa fobia e ci hanno allo stesso tempo fornito gli strumenti per evitare di farlo) e Auggie ce l’ha più di tutti. E non perché non si piaccia o perché non si sente abbastanza in gamba, ma perché la sua faccia lo identifica prima ancora che lui possa farsi conoscere. Si è quindi abituato a vedere la gente che si spaventa non appena lo vede, a riconoscere i segnali, a capire chi sta bisbigliando su di lui. A volte pensiamo che sono le parole a ferire, senza riflettere sul fatto che un’espressione facciale a volte è molto più esaustiva.

Nonostante non abbia capito perché non usi le lettere maiuscole, mi ha colpito un passaggio che si può leggere nel punto di vista di Justin, il fidanzato della sorella di Auggie: “La combinazione di sindromi che si sono messe insieme per creare la faccia di Auggie erano una su quattro milioni. Ma questo non fa dell’universo una gigantesca lotteria, quindi? […] No, no, non è tutta casualità, se fosse davvero tutto affidato al caso l’universo ci abbandonerebbe completamente. Invece non è così. Si prende cura delle creature più fragili in modi che non ci è dato di vedere”.

Probabilmente è così, come molto spesso non lo è nemmeno un poco. “Wonder”, come ho già detto all’inizio, per me è un libro che tutti dovrebbero leggere perché contiene tanti messaggi importanti, però è stato inevitabile chiedermi se la pillola non sia stata troppo indorata. Ci ho pensato e ripensato e mi sono chiesta se l’anno straordinario che ha vissuto Auggie potrebbe essere reale. Forse sì, forse no, forse ho pensato ai bulli che ho incontrato a scuola e che alla fine dell’anno non erano cambiati per nulla, quelli che non erano gentili continuavano a non esserlo. È ovvio anche che essendo un libro per ragazzi necessitava un finale trionfante ed emozionante, e perdonatemi se queste riflessioni vi hanno fatto storcere il naso, ma non erano volte a sminuire questo libro, anzi.

Sulla scia di queste riflessioni, devo dirvi che ho apprezzato molto il punto di vista di Olivia, la sorella di Auggie. Anche lei inizia un percorso nuovo, il primo anno di liceo. Di sicuro non c’è bisogno di dire quanto la cosa possa essere destabilizzante. Eppure Olivia è costretta a tenersi tutto dentro, perché i suoi genitori si devono occupare di Auggie. Auggie che ha bisogni più importanti dei suoi, che quando è triste lo è di più per via della sua condizione, così come quando è arrabbiato o allegro. Anche Olivia è una ragazzina, sta affrontando i cambiamenti dell’adolescenza e vorrebbe un po’ di attenzione da parte dei suoi genitori, ma ha quasi paura a chiederla perché sa che ci sono i bisogni di Auggie a venire prima. Lo sa, ma non può evitare di soffrire per questo. Così come non riesce a non sentirsi felice per il fatto che nella scuola nuova nessuno parla di lei come “quella con il fratello deforme” o a sentirsi sollevata perché i suoi nuovi compagni non conoscono Auggie. Olivia è reale, con sentimenti sinceri e preoccupazioni autentiche. Credo sia il mio personaggio preferito.

Inutile dirvi che ho apprezzato molto anche il signor Browne, uno dei professori di Auggie che ogni mese consegna ai suoi allievi un precetto, da far proprio e da metabolizzare. Andrebbero stampati e appesi sul frigorifero: magari leggendoli ogni giorno riuscirei a far venire fuori qualcosa di buono. Dato che invita i suoi studenti a scrivergli i suoi, io metto il mio alla fine di questa recensione, invitandovi ancora una volta a leggere “Wonder” e anche i tre libri successivi quello di Julian, di Christopher e di Charlotte.

Precetto di Azzurra Sichera

Distingui i sorrisi veri da quelli fasulli (Azzurra Sichera)

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2 pensieri riguardo ““Wonder” di R.J. Palacio: io scelgo la gentilezza, e voi?

  • 4 ottobre 2017 in 10:04 am
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    Che bella questa recensione Azzurra! La penso esattamente come te e i dubbi che hai avuto sono stati anche i miei. Forse leggerlo da adolescente aiuta a essere meno cinici, a sperare di più.
    Come te il personaggio che più ho amato è proprio la sorella e le sue parole mi hanno scavato dentro, facendomi riflettere tanto. Un libro che farò leggere ai miei figli e che secondo me dovrebbe essere letto a scuola da tutti, alunni e professori. Magari anche genitori

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    • 4 ottobre 2017 in 11:07 am
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      Chiara, sono felice di queste tue parole e del fatto che abbiamo avuto le stesse perplessità, se così le vogliamo chiamare. Sì, il libro dovrebbe essere letto e riletto, da grandi e piccini!

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