“Sei il mio sole anche di notte” di Amy Harmon: una favola moderna molto emozionante

Mi ha emozionata davvero molto, “Sei il mio sole anche di notte” di Amy Harmon (Newton Compton). La forza di questo libro probabilmente sta proprio nell’altalena emotiva a cui è costretto il lettore: in un momento di grande commozione l’autrice ha inserito la battuta perfetta che riesce a strappare un sorriso tra le lacrime, oppure in un passaggio di ilarità si scorge l’indizio di qualcosa di più profondo, da cogliere per capirne appieno il messaggio che porta con sé.

TRAMA – Ambrose Young è bellissimo, alto, muscoloso, con lunghi capelli che gli arrivano alle spalle e uno sguardo che brucia di desiderio. Ma è davvero troppo per una come Fern Taylor. Lui è perfetto, il classico protagonista di quei romanzi d’amore che Fern ha sempre adorato leggere. E lei sa bene di non poter essere all’altezza di un ragazzo del genere… Ma la vita a volte prende pieghe inattese. Partito per la guerra dalla piccola cittadina di provincia in cui i due giovani sono cresciuti, Ambrose tornerà trasformato dalla sua esperienza in prima linea: è sfigurato nei lineamenti e profondamente ferito nell’anima. Fern riuscirà ad amarlo anche se non è più bello come prima? Sarà in grado di conquistarlo? Saprà curarlo e ridargli la fiducia in sé? Versione moderna de La bella e la bestia, il nuovo romanzo di Amy Harmon – dopo il grande successo di I cento colori del blu – ci dimostra che in ognuno di noi convivono una parte mostruosa e una meravigliosa creatura e che solo l’amore può essere capace di farle andare d’accordo.

Devo confessarvi subito che di solito preferisco i romance dove si ride, piuttosto di quelli più commoventi, con un pizzico di drammaticità (per intenderci, non ho volutamente mai letto nulla di Nicholas Sparks, e non ho nemmeno visto i film). E in “Sei il mio sole anche di notte” la parte drammatica è più un pizzico!

Devo dire che comunque l’autrice mi ha tenuta incollata alle pagine tanto che ho letto il romanzo praticamente in un giorno. Ho amato la complessità emotiva dei personaggi, ed è inutile dirvi che il mio preferito è Bailey, il cugino di Fern, che soffre di distrofia muscolare. Per me non è secondario, ma assolutamente uno dei protagonisti. Bello, sagace, pratico, pazzo d’amore, ha avuto il coraggio di scegliere tra vivere la vita e mettere da parte la propria dignità, come sarà lui stesso a confessare. Perché quando dipendi completamente da qualcun altro, dato che il tuo corpo fa scena muta davanti ai tuoi stimoli, il rischio è di non farcela a cedere a questa scelta.

Mi ha commossa come pochi e allo stesso tempo mi ha fatta ridere di cuore. Bailey è uno di quei personaggi di carta che vorrei incontrare nella vita reale, nonostante tutto. Attraverso il suo sguardo si capisce quanto sia fondamentale guardare le cose nella giusta prospettiva, e vivere continuamente il presente, al massimo e nel migliore dei modi.

Nella storia d’amore di Fern e Ambrose c’è un po’ di tutto: da Cyrano De Bergerac a La Bella e la Bestia, passando per il Brutto anatroccolo. La potenza dell’amore di Fern, nato per primo e mai incrinatosi, è unica nel suo genere. Al contrario di molte ragazze estremamente volubili e anche molto poco generose, Fern è incredibile, ed è assurdo che un ragazzo non se ne accorga solo perché ha l’apparecchio o gli occhiali spessi. Ma, altrimenti, che favola sarebbe, no?

Mi è piaciuto tantissimo lo scambio di lettere che avviene tra i due all’inizio, o meglio il gioco che intraprendono. Si rimbalzano spesso una domanda tra due opzioni: aquiloni o palloncini? pizza o tacos? perso o solo? In questo modo impareranno a conoscersi e ad amarsi, svelando molto di sé, anche nelle domande che possono apparire banali. L’autrice anche qui è stata molto brava a delineare i suoi personaggi perché non era facile tratteggiare delle caratteristiche in modo così chiaro. Un espediente diverso e anche ben riuscito, che accompagnerà i due anche nel momento più difficile della loro conoscenza, ovvero quando dovranno imparare a riconoscersi.

Sì perché Fern è diventata una bellissima donna, mentre Ambrose è tornato dalla guerra sfregiato. Tornare a comunicare non sarà facile, specie a causa dei tormenti di lui, e Bailey sarà anche in questo caso fondamentale.

“Sei il mio sole anche di notte” non è il solito romance leggero, porta con sé alcune riflessioni importanti, che consegna al lettore nella speranza che ne faccia buon uso. Un plauso all’autrice per aver coniugato la favola con la realtà, con l’orrore della guerra ma anche della violenza domestica, con i preconcetti, il bullismo e la malattia. Non era per niente facile, eppure il risultato è stato raggiunto nel migliore dei modi.

Non voleva essere un sollievo temporaneo. Voleva essere una cura.

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Un pensiero riguardo ““Sei il mio sole anche di notte” di Amy Harmon: una favola moderna molto emozionante

  • 10 ottobre 2017 in 6:50 am
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    adoro la Harmon e per il momento è sicuramente questo il suo romanzo che preferisco. unica pecca questo titolo orrendo abbinato ad una cover che non ha ne capo ne coda. ingannevole. il libro merita davvero.

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