“Cherry” di Lindsey Rosin: uno young adult con tutti i pezzi al posto giusto!

Uno young adult con tutti i pezzi al posto giusto davvero. Si tratta di “Cherry” di Lindsey Rosin (Piemme, che ringrazio per la copia!). Sebbene la sinossi mi avesse lasciato dei dubbi, il romanzo mi ha catturata pagina dopo pagina, facendomi appassionare alle protagoniste, ognuna a suo modo davvero speciale. Sebbene io abbia il doppio dei loro anni, mi sono emozionata leggendo le loro storie, i loro sogni, paure, desideri, incertezze. Ad avercene amiche così…

TRAMA – Quattro amiche decidono di perdere la verginità prima della fine del liceo. A lanciare l’idea è Layla, per la quale il sesso è solo l’ennesimo punto da aggiungere alla lista “cose-da-fare-prima-della-maturità”. Sulle prime le amiche sono perplesse, ma alla fine tutte ammettono che è anche il loro desiderio e che realizzarlo insieme potrebbe essere divertente Layla praticamente ha già il risultato in tasca: il suo fidanzato glielo chiede da mesi. Alex lo ha già fatto, o almeno così dice, Emma proprio non capisce tutta quell’agitazione ma, se le altre ci stanno, perché no? Zoe nemmeno riesce a dire “sesso” senza diventare paonazza e iniziare a ridacchiare. Un romanzo tutto da ridere che parla di prime volte, ultime possibilità e di quel tipo di amicizia che trasforma ogni giorno della vita in una storia da raccontare.

Quello che ho apprezzato maggiormente di questo libro è l’adesione alla realtà. Qui gli adolescenti sono impacciati quando si tratta di sesso, la parola con la O è quasi impronunciabile (figuriamoci poi, raggiungibile), non ci sono super machi che promettono prestazioni di ore, né drammi inutili.

Zoe, Layla, Emma e Alex sono quattro ragazze “normali”, nell’accezione più dolce del termine, con le loro insicurezze dovute al fatto che dopo l’ultimo anno di liceo inevitabilmente nulla sarà più come prima; con le domande tipiche di un’età in cui è difficile conoscere se stessi, “darsi una definizione”, capire in che direzione muovere i passi successivi.

Emma pensò che la scuola superiore, in teoria, era un po’ come una camera oscura per adolescenti, un tempo per scoprire chi eri sul serio e uno spazio per diventare quel tipo di adulti che dovevano essere. O volevano essere. Insomma, quello.

La loro amicizia è davvero speciale, quel legame assolutamente sincero e privo di secondi fini che sembra possibile solo in un deteminato momento della vita, quando le occasioni sono infinite e forse proprio per questo si ha paura. Le quattro protagoniste possono contare una sull’altra e non c’è sensazione più bella. Anche se, il più delle volte, da sole imperaranno a prendersi cura di loro stesse.

“Cherry” mi ha ricordato alcuni libri che leggevo da ragazzina (alcuni poi sono diventati dei film), mi ha fatto fare un tuffo nel passato anche se ai miei tempi (mamma mia, che suona brutto!) non c’erano le chat di gruppo e dovevi tornare a casa per chiamare l’amica del cuore al telefono di casa, ma la voglia di condividere, raccontare, saperne di più era esattamente la stessa.

Una frase mi ha colpita molto: “Curarsi delle emozioni di un’amica come se fossero le proprie poteva essere spiazzante”. Non ci avevo mai riflettuto in questi termini ma non potrei essere più d’accordo. Quell’essere totalmente partecipi della vita di un’altra persona piò essere spiazzante e sfiancante allo stesso tempo, eppure il più delle volte ne vale così tanto la pena che siamo disposti a piangere, ridere, arrabbiarci, commuoverci, tutto, purché insieme.

A volte le emozioni sono talmente vicine fra loro che è impossibile non provarle tutte insieme. A volte le emozioni sanno quello di cui hai bisogno, anche quando tu non lo sai.

“Cherry” è un inno all’amicizia, affronta anche temi importanti come il bullismo e l’omosessualità con una freschezza sorprendente e rassicurante, parla di sesso nel modo più naturale possibile, senza alterazioni o distorsioni. Mi ha davvero stupita, sono sincera. La mia storia preferita? Ma quella di Zoe e…

 

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