“Paper Princess” di Erin Watt: la delusione di una trama già letta…

Da tre giorni penso e ripenso se parlarvi o meno di “Paper Princess” (Sperling & Kupfer). Dopo essere corsa in libreria a comprarlo, ho iniziato a leggerlo subito, spinta dalla curiosità. Man mano che leggevo però, pensavo di essermi già imbattuta in quella storia, avevo un continuo déjà vu.

Appena ho finito è arrivata la delusione, ma ripensandoci con più attenzione credo di poter dire che se non avessi lettoFinalmente noi” (Garzanti), il libro mi sarebbe piaciuto, e anche molto. “Paper princess” invece ha la trama identica al romanzo di Tijan, solo che è scritto meglio dato che Erin Watt altro non è che lo pseudonimo con cui si sono firmate Elle Kennedy e Jen Frederick. Tijan, invece, è il nickname con cui una giovane autrice si è autopubblicata prima di scalare le classifiche del “New York Times”.

Diciamo che quindi la scrittura non può essere paragonata, proprio perché Tijan è un’esordiente mentre Elle Kennedy e Jen Frederick hanno già firmato una serie di bestseller. E questa volta, mi dispiace, ma hanno fatto “copia e incolla”.

TRAMA – A diciassette anni, Ella Harper ha già imparato a sbrigarsela da sola. Sempre in fuga, dalle difficoltà economiche e dagli uomini sbagliati di sua madre, si è districata tra mille lavori per riuscire a far quadrare i conti, studiare e costruirsi un futuro migliore. Finché, un giorno, nella sua vita compare un certo Callum Royal. Distinto ma deciso, nel suo costoso abito di sartoria, dice di essere il migliore amico del padre, che lei non ha mai conosciuto, nonché il suo tutore legale. In quanto tale, sarà lui d’ora in poi a sostenere le spese per il suo mantenimento e la sua istruzione, a patto che Ella accetti di vivere con lui e i suoi cinque figli. Ella sa che il sogno che Callum Royal sta cercando di venderle è sottile come carta. Ed è diffidente e furiosa. Ma ancora di più lo sono i fratelli Royal. Easton, Gideon, Sawyer, Sebastian e… Reed. Magnetici e pericolosi, non mancano di farla sentire un’intrusa: lei non appartiene, e non apparterrà mai, alla loro famiglia. E a nulla valgono i tentativi pacificatori di Callum. Ella però non è certo il tipo che si lascia intimorire, e le scintille a casa Royal non tardano ad arrivare. Soprattutto dopo un bacio rubato, che innescherà un’inarrestabile spirale di rabbia, gelosia e desiderio. Per non scottarsi, Ella dovrà imparare presto le regole del gioco… 

Ella ne ha passate tante e sfido chiunque alla sua età a uscirne indenne. Il lutto per la perdita di sua madre, dopo una terribile malattia, la povertà, le violenze, l’hanno resa forte, quasi un carroarmato quando si tratta di difendersi. E quando arriva nella scuola privata in cui Callum la iscrive se la dovrà vedere con le dinamiche classiche di un liceo a cui film e letteratura ci hanno fin troppo abituato.

Quello che non mi è piaciuto di Ella è il suo lato esibizionista. Se tutti quelli che ti circondano ti danno della poco di buono pensando che per guadagnarti da vivere vendevi il tuo corpo invece di fare solo spogliarelli (Ella in realtà è ancora vergine) perché quando vai in discoteca ti metti a ballare dentro una gabbia? E perché poi al centro della pista baci con passione il tuo nuovo fratello Easton, che manco ti piace? Diciamo che è normale se poi ti lanciano determinati epiteti dopo che sulla stessa pista qualche settimana dopo baci Reed, l’altro fratello…

Altro appunto per i fratelli Royal: ma che motiva c’era di arrivare a cinque? Sinceramente il ruolo dei gemelli, Sawyer e Sebastian, ancora mi sfugge. Che fanno oltre scambiarsi la stessa ragazza e pensare solo al sesso? Pensiero che, diciamolo, è più un chiodo fisso per OGNI personaggio, una cosa a tratti imbarazzante (qui si dovrebbe aprire una parentesi sul fatto che il libro venga consigliato ai ragazzi dai 13 anni in su: sui social network si sta discutendo in abbondanza su etichette come Young Adult/New Adult, ma forse bisognerebbe ragionare sui contenuti che certi libri propongono e il modo in cui vengono affrontati. Non è parlare di sesso che scandalizza o che dà fastidio, ma è il come viene fatto).

Quello che ho apprezzato di Reed, invece, oltre al suo senso di protezione nei confronti dei fratelli, è il modo in cui ha trattato Ella sotto le lenzuola: il fatto che si siano presi del tempo per scoprirsi mi è piaciuto, così come mi ha sorpresa in modo positivo scoprire che non vanno “fino in fondo”, se così vogliamo dire. Ovviamente poi lo odiato nelle ultime pagine del libro…

Sono la prima a riconoscere di essere così critica con questo romanzo per quanto ho detto sopra. Non me l’aspettavo davvero, ero entusiasta all’idea di appassionarmi ai Royal e probabilmente la delusione è così grande proprio perché ero carica di aspettative. Non so ancora se il 27 giugno prenderò il secondo volume della serie…

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2 pensieri riguardo ““Paper Princess” di Erin Watt: la delusione di una trama già letta…

  • 14 giugno 2017 in 9:30 am
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    Ciao Azzurra 🙂
    Come hai detto te, abbiamo pareri simili su questo libro.
    La tanta pubblicità aveva scatenato in me tanta curiosità e ovviamente aveva innalzato di troppo le mie aspettative che poi purtroppo sono state largamente deluse.
    Sono comunque sicura che Non continuerò a leggere i libri successivi.

    Baci

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