“Carry on” di Rainbow Rowell: il coraggio di Simon vi conquisterà

Non sono un’amante dei libri sulla magia, sui vampiri o cose simili. Non ho mai letto – né visto – Harry Potter, non ho pianto per Twilight, non so proprio nulla sul genere quindi non posso nemmeno fare paragoni. Eppure, era da tempo che volevo leggere “Carry on” di Rainbow Rowell (Edizioni Piemme). Forse perché avevo letto solo recensioni positive, forse perché ero incusiosita dalla storia d’amore, forse solo per saperne parlare.

Ebbene, mi è piaciuto. Ho apprezzato la scrittura, mi è piaciuta molto la complessità dei personaggi, Simon e Baz mi hanno fatto battere il cuore con la loro storia d’amore. Un amore di quelli impossibili, uno di quelli che non sai mai se alla fine piangerai o tirerai un sospiro di sollievo, uno di quelli a cui pensi chiedendoti se e come la loro vita è andata avanti…

TRAMA – Simon Snow è il peggior prescelto di sempre. Questo è ciò che sostiene Baz, il suo compagno di stanza. Baz potrà anche essere un vampiro e un nemico, ma ha probabilmente ragione. Per la maggior parte del tempo infatti Simon non sa far funzionare la sua bacchetta, oppure non sa controllare il suo inestinguibile potere mandando tutto a fuoco. Il suo mentore lo evita, la sua ragazza lo ha lasciato, e un mostro con la sua faccia si aggira per Watford, la scuola di magia in cui frequentano l’ultimo anno. Allora perché Baz non riesce a fare a meno di stargli sempre intorno?

In realtà la trama del libro è molto complessa, a quanto pare anche nel mondo dei maghi c’è la smania del potere, chi ha voglia di prevaricare, gli esclusi, gli intrighi e le cospirazioni. La differenza è che qui si parla di un Prescelto, del Sommo Arcimago, del mago più potente, arrivato per ristabilire l’ordine e portare la pace. La domanda resta sempre la stessa: a che prezzo?

Baz non fa che ripetere a Snow che non vale niente come mago, e in parte è anche vero. Non riesce a pronunciare gli incantesimi, non sa usare la sua bacchetta e si dimentica le formule (piccola annotazione: ho trovato esilarenti molte delle frasi usate per gli incantesimi e incredibilmente intelligente l’uso delle canzoni pop, nonché tutta la disamina sull’importanza della parole).

Però la sua forza magica è dirompente e il suo cuore immensamente generoso. Sarà per questo che Baz è “perdutamente” innamorato di lui. Povero Baz: un vampiro che deve vivere nella menzogna, tormentato, crudele e buono, freddo e caldo. Una continua contraddizione che impaurisce e nello stesso tempo attira Simon. Sempre sulla difensiva forse perché non poteva immaginare i sentimenti del suo compagno di stanza. O i propri.

I due sanciranno una tregua per scoprire chi ha ucciso la madre di Baz, sconfiggere il Tedio ed evitare guerre interne. Facile, no? Questa tregua gli consentirà di stare più vicini, un tormento per Baz, una scoperta per Simon che si ritroverà a baciarlo per impedirgli di uccidersi. Romanticissimo, non c’è che dire.

In questa avventura non saranno soli, li accompagneranno una serie di personaggi, alcuni decisamente meno coraggiosi di altri (vero, Agatha?) e non sempre sarà facile capire di chi fidarsi. Alla fine Simon compierà il gesto più importante di tutti, da eroe qual è, per poi abbandonarsi dentro le braccia di Baz che non lo chiamerà più “Snow” ma “amore mio”. Sì, ok, lì mi sono sciolta, va bene?

“Carry on” mi è piaciuto, ma sono onesta nel dirvi che probabilmente senza una storia d’amore così non lo avrei apprezzato. Ho un debole (o una fissazione), lo so, che ci posso fare?

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