Incontro con Wulf Dorn: ecco cosa ci ha raccontato de “Gli eredi”

Grazie alla casa editrice Corbaccio abbiamo avuto la possibilità di incontrare oggi pomeriggio, Wulf Dorn (che proprio oggi, 20 aprile, compie gli anni!), dopo aver letto in anteprima il suo ultimo libro, Gli eredi. Per prima cosa ringrazio lo staff della Corbaccio per aver creato questa occasione di incontro e per essere stati così premurosi nei nostri confronti.

Poi devo subito ammettere che Wulf Dorn è di una gentilezza e di una disponibilità davvero uniche. Oltre a essere un tedesco davvero atipico (ama ridere e non disdegna gli abbracci), ha risposto per oltre due ore a tutte le domande e le curiosità che gli abbiamo posto.

Nella prefazione del libro, lui stesso informa il lettore dicendo che l’idea per questo romanzo è venuta fuori osservando la realtà e informandosi sui fatti di cronaca. Dorn ci ha raccontato che si è messo a scrivere partendo da alcune domande che lui stesso si è posto: cosa stiamo lasciando alle generazioni future? Qual è il nostro ruolo nel mondo?

L’autore ha detto chiaramente che con questo libro non ha voluto fornire un finale con morale, ha piuttosto preferito trasmettere un’idea e non una soluzione, spronando il lettore a trovarne una per conto suo, e allo stesso modo a cercare una strada, un modo per stare al mondo.

Si è discusso parecchio perché il tema è di fortissima attualità: tutti noi sappiamo bene da quanta violenza siamo circondati. Da quello che succede in politica estera per arrivare alle beghe condominiali, il filo rosso è sempre lo stesso: si pensa che la violenza sia l’unico modo per risolvere le questioni, per riportare la pace, in un turbinio di egoismo e autoaffermazione. Questo cosa significa? I bambini di oggi cosa imparano osservando il comportamento degli adulti? Agiranno allo stesso modo o si ribelleranno alla disperata ricerca di un cambiamento drastico?

Ciò che è emerso è che i bambini sono estremamente sottovalutati e che i “grandi” non si rendono conto che lasciano un’impronta su di loro anche in tenera età. Probabilmente sarebbe il caso di cominciare a rispondere a tutte le loro domande, senza filtri, e con un pensiero molto più lineare e diretto. Una cosa piccola, triangolare e verde è pur sempre un piccolo triangolo verde, no?

Con Wulf Dorn si è parlato anche del titolo del libro: ci siamo ritrovati tutti d’accordo nel preferire l’italiano “Gli eredi”, al tedesco “I bambini”, perché rende molto più chiaro ciò che c’è alla base della costruzione del romanzo. E quando dico tutti, includo anche l’autore, che ha speso parole molto belle nei confronti delle persone che lavorano in Italia ai suoi libri, mentre in Germania – in poche parole – hanno scelto un titolo perché lo dovevano scegliere. In Inghilterra il titolo invece sarà “One final stone” e anche questo è azzeccato, ma il nostro rimane a mio avviso il più significativo.

Quando gli è stato chiesto se sta già lavorando a un prossimo romanzo ha risposto di sì, senza purtroppo spoilerare nulla, e ha aggiunto che probabilmente uscirà in Italia l’anno prossimo, prima ancora che in Germania, dove lavora con due case editrici diverse, una delle quali sta affrontando un periodo di ristrutturazione interna. Resta ancora nel cassetto, invece, il sogno di scrivere un libro di ricette dei piatti tipici italiani: noi blogger ci siamo offerti di dargli il benvenuto nelle nostre città e lui è sembrato particolarmente entusiasta dell’idea!

Ovviamente gli è stato anche domandato se riesce a dormire dopo le storie ad alto contenuto di ansia e angoscia che scrive e lui ha detto che “riposa benissimo”: “Durante la scrittura rielaboro le paure che io stesso provo, per questo risultano autentiche. Dopo averle rivissute nella scrittura, dormo tranquillo”, ha ammesso. Sì, peccato però che poi a noi serve la camomilla prima di andare a letto (e magari anche una luce accesa…).

Sono stati anche altri i temi affrontati, ma dato che si è entrato nel vivo della trama e dei personaggi preferisco non raccontarvi nulla che possa anticipare troppo. Ad ogni modo, se siete amanti del thriller e volete imbattervi in oscuri presagi, “Gli eredi” è il libro che fa per voi. Tenendo a mente che il futuro è adesso, e che bisogna iniziare a pensarci. Senza voltarsi dall’altro lato.

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